lunedì 8 febbraio 2010

Partito per gli operatori della sicurezza e della difesa a roma e in campania le prime assisi


(di Monica Ferdinandi) Il 5 febbraio a Roma presso la sede Nazionale del PSD (Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa) , ha avuto luogo un incontro tra i rappresentanti della regione Lazio ed alcuni Delegati nazionali con lo scopo di preparare il coordinamento, a livello nazionale e regionale, delle iniziative e le proposte che porteranno all’attuazione di obiettivi statutari. Gli argomenti trattati, che saranno tra gli altri oggetto di confronto nella prossima assise nazionale che si terrà il giorno 20 febbraio, hanno visto la partecipazione oltre al Presidente del PSD Avv. Giorgio Carta, del Segretario Amministrativo Nazionale, dott. Leonardo Bitti, del Delegato Nazionale per la Polizia di stato, dott. Alessandro Nanni, del dott. Guglielmo Simbula Segretario della regione Lazio, del dott. Corrado Pasquale e dell’appuntato dei Carabinieri Salvatore De Maio, candidato indipendente per la regione Lazio nelle elezioni amministrative di marzo 2010. Dopo avere presentato agli intervenuti il candidato alle regionali e dopo aver preso atto del suo programma elettorale, che si allinea agli obiettivi del PSD, si è passati al vaglio dei progetti politici da realizzare. Interessanti sono state le iniziative proposte, e il dibattito si è dimostrato produttivo di un programma forte basato su principi di Legalità e Sicurezza, e sulla loro effettiva concretizzazione. Si è parlato delle problematiche dei singoli Corpi ed Armi, dell’inadeguatezza e obsolescenza dei mezzi, della mancanza di personale operativo, e dei problemi di logistica in generale prospettando le possibili soluzioni. Il dott. Guglielmo Simbula, ha segnalato un grave caso di pericolo per la salute in seno all’Aeronautica militare, dove personale del reparto manutentori, nella specie, di aereomobili P166-DL3, utilizzati da Guardia Costiera, Guardia di Finanza ed Aereonautica Militare per l’assolvimento dei compiti di istituto, è ripetutamente
esposto ai rischi che comporta la manipolazione e inalazione di asbesto, meglio conosciuto come amianto. Questa segnalazione ha portato il PSD ad attivarsi formulando e promuovendo un interrogazione parlamentare che porti gli attuali Ministri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia e Finanze,dell’Ambiente, del Lavoro e della Salute a trovare una soluzione tempestiva a questa incresciosa situazione. Il dott. Alessandro Nanni ha sollevato il problema dell’aumento consistente del numero di suicidi nella Polizia di Stato, problema comune anche ad altri settori che si occupano di Sicurezza. Ci si è interrogati sull’origine dei malesseri che accomunano questi soggetti a fare una scelta così drastica e definitiva. Si è parlato inoltre del peso economico che molti appartenenti delle Forze dell’ordine devono sostenere per recarsi ai rispettivi posti di lavoro, visto che lo Stato, tranne che in alcune e isolate regioni non fornisce esenzioni od agevolazioni per i pendolari. E’ stato inoltre discussa la questione della “geolocalizzazione” dei vari presidi, ovvero della loro redistribuzione nel territorio, tenendo conto della progressiva evoluzione urbana e del raggiungimento della sua massima copertura, oltre all’ assoluta necessità di introdurre un unico numero di pronto intervento rinvenibile nel “112”, a cui lasciare il controllo e la gestione dell’operatività delle interforze snellendo di molto le attività di pronto intervento, contribuendo a migliorarle. I progetti e le idee pervenute durante l’incontro, sono il frutto di un bisogno di cambiamento e di una maturata coscienza di riequilibrare un settore importante come quello del comparto Sicurezza e Difesa, un settore per tanto e forse troppo tempo lasciato ai margini di una struttura istituzionalmente mal gestita. L’obiettivo è vedersi riconoscere dalle istituzioni, anche confrontandosi e cooperando con il mondo politico,che sia destra sinistra o centro non importa, il rispetto di una categoria che persegue il corretto mantenimento di quella legalità e sicurezza che sono alla base di una società basata sulla democrazia.Si è svolta invece giorno 6, nel Comune di Mondragone, la prima riunione del Partito degli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) in Campania. Alla riunione, presieduta dal segretario regionale Antonio Pacifico, hanno partecipato il candidato alla Regione Lazio e Regione Lombardia Salvatore De Maio, il consigliere comunale Aldo Santamaria, il Segretario cittadino dell’Udeur di Dragoni Claudio Guarda e numerosi iscritti e simpatizzanti.
All’interno della riunione sono stati assegnati i nuovi incarichi di partito in ambito regionale: Salvatore De Maio è stato nominato Segretario della Provincia di Napoli, Carmine De Rosa Segretario della città di Napoli, Giuseppe Bocchino Segretario della Città di Mondragone e Claudio Guarda Segretario della Città di Capua.
Il segretario regionale, in qualità di padrone di casa, nel suo intervento ha espresso il compiacimento per la numerosa affluenza ed ha sottolineato l’importanza che tale riunione riveste: «Con la prima stesura degli incarichi regionali comincia il nostro cammino» dice Antonio Pacifico «infatti, con questa prima riunione si sanciscono l’importanza degli obiettivi che il PSD si è prefissato cioè il rilancio dell'immagine e della considerazione degli operatori della Sicurezza e della Difesa; il PSD» continua il segretario regionale «sarà impegnato, appunto come già descritto nei punti del programma esposto nel sito del partito www.posd.it, nella difesa e nella tutela dei diritti e della legalità di coloro che indossano con onore ed orgoglio l’uniforme ».
Il consigliere comunale Aldo Santamaria, presenza molto apprezzata dagli intervenuti, nel ringraziare per la stima accordatagli, ha espresso il suo parere dichiarando che «gli obbiettivi che il PSD si è prefisso sono di nobile ed assoluta considerazione e che quindi avrà sicuramente i giusti consensi».
Salvatore De Maio, al momento della nomina, ha voluto rendere anch’egli alcune riflessioni sull’importanza di questa nuova realtà: «Con questo partito» dice «vogliamo dare forza e voce a tutti coloro che finora non hanno potuto esprimersi; anche grazie all’appoggio politico di numerosi schieramenti nazionali quali l’IDV, UDC, PD, la Destra, Lega Nord il nostro partito riuscirà ad incidere fattivamente affinché si mettano in risalto le difficoltà del comparto e di conseguenza si trovino soluzioni idonee per tutti coloro che rappresentano e tengono a cuore la legalità e lo stato di diritto. Non mancheranno sicuramente» continua il neo segretario della provincia di Napoli «nuove adesioni, in quanto le motivazioni ed i concetti che il Partito degli Operatori della Sicurezza e della Difesa esprime trovano ampi consensi da parte di tutte le forze politiche nazionali».
Il segretario nazionale Giuseppe Paradiso, ha voluto presenziare, pur non potendo partecipare fisicamente all’ evento, inviando un comunicato nel quale ha voluto, con forza, sottolineare l’importanza di questa riunione infatti dice: «il Partito degli Operatori della Sicurezza e della Difesa nasce soprattutto in virtù del fatto che le donne e gli uomini in uniforme comprendano che stare alla finestra aspettando che qualche “forza istituzionale” prenda a cuore i nostri bisogni è solo tempo perso. E’ il momento dell’azione. Un’azione leale al giuramento prestato da ognuno di noi, moderata ma assolutamente determinata. Anche il cammino più lungo comincia semplicemente facendo il primo passo e la vostra presenza qui è la testimonianza che il percorso è iniziato.»

FONTE: grnet.it

domenica 7 febbraio 2010

Il candidato alle elezioni regionali De Maio, "spara a zero" sul caso Morgan.....


E' stato categorico nella sua ultima dichiarazione il carabiniere De Maio, esponente del Partito Operatori Sicurezza e Difesa che si candida come indipendente nelle liste de "La Destra" di Francesco Storace.

Questa è la sua presa di posizione sul caso Morgan: DA PERSONAGGIO PUBBLICO E' SEGUITO DA TANTI GIOVANI, SE DAVVERO E' PENTITO E VUOLE DARE UN VERO ESEMPIO DI LEGALITA' E MORALITA' INIZI CON IL DENUNCIARE IL SUO PUSHER, IN MODO DA NON FARGLI VENDERE LA MORTE A NESSUN ALTRA PERSONA.





Comunicato Stampa di Alessandro Nanni


L'appartamento-termos I gradi si regolano sottoterra


In Toscana i primi edifici di edilizia economica che sfrutta la geotermia a bassa entalpia

Energia catturata dalle viscere della terra per riscaldare d'inverno e raffreddare d'estate, mura realizzate con la paglia, vetri energetici, impianti fotovoltaici, pannelli solari, mini impianti eolici. Eccole le case del futuro, bioenergetiche ed ecocompatibili. In Toscana ne stanno nascendo a decine, uniche nel suo genere. Come il residence «Il Giardino dei piccoli» che si sta costruendo a Figlineci Valdarno (Firenze), oppure i venti appartamenti di edilizia economica e popolare che saranno inaugurati a giorni a Follonica (Grosseto) e non faranno spendere ai proprietari una lira di bolletta. E ancora la biblioteca di Rosignano (Livorno), l'unica struttura pubblica che sarà realizzata utilizzando 85 mila balle di paglia per un isolamento energetico e acustico straordinari. Progetti, differenti, uniti da stessi obiettivi: non inquinare, limitare al massimo il consumo energetico e rilanciare il mercato edilizio.

Riscaldamento discreto: guarda come funziona

Una delle tecnologie più rivoluzionarie utilizzate a Figline e a Follonica è la «geotermia a bassa entalpia». «Si trivella il terreno per un centinaio di metri—spiega Giacomo Biserni, geologo dello studio Ecogeo tra i progettisti degli edifici ecologici — e poi si utilizzano sonde dal diametro massimo di 15 centimetri collegate alla centrale termica. Infine il calore viene spinto nelle serpentine collocate sotto il pavimento».

La cosa più interessante dell' impianto è la doppia funzione. Dopo un onesto lavoro da «riscaldatore » d'inverno, in estate il sistema raffredda la temperatura di ogni stanza. «Questo perché nella zona dove costruiamo il sottosuolo ha una temperatura intorno ai 18-20 gradi e può arrivare sino ai 25, ottima per tutte le stagioni». La geotermia a bassa entalpia garantisce i tre quinti del fabbisogno energetico della casa, un quinto arriva dal fotovoltaico e il resto dai biomateriali ad alta efficienza energetica.

I costi di costruzione? Leggermente superiori a quelli di un edificio tradizionale (circa il 15%), ma i soldi spesi anticipatamente sono un investimento per il futuro. Non solo perché le norme in materia di bioedilizia garantiscono contributi governativi ma perché la bolletta è vicina allo zero. A Follonica sono stati costruiti venti appartamenti di edilizia economica e popolari a prezzi convenzionati. Gli appartamenti di 75 e 80 metri quadrati quasi ultimati dalla Cooperativa edile l'Avvenire sono stati venduti a 255 mila euro l'uno con garage e giardino. Anche in questo caso insieme all'uso della geotermia a bassa entalpia, i tecnici hanno utilizzato impianti fotovoltaici. E per far diventare realtà una totale autarchia energetica i costruttori hanno impiegato materiali particolari. «Come speciali mattoni ad alta efficienza energetica, isolanti naturali per il tetto e le pareti — spiega Giorgio Romagnoli, geometra e presidente della cooperativa —. Con queste tecniche le case sono diventate simili a termos e dunque basta poca energia per riscaldarli e raffreddarli. Negli appartamenti non c'è gas e dunque non si paga la bolletta e il fotovoltaico produce più dell'energia elettrica. In più l'energia eccedente sarà venduta all'Enel e dunque i proprietari non dovrebbero pagare neppure la bolletta per il consumo degli elettrodomestici ».

A Rosignano Solvay, a sud di Livorno e a due passi dalla Castiglioncello resa celebre dal Sorpasso di Dino Risi, sono appena iniziati i lavori di una supebiblioteca da 6,2 milioni di euro costruita interamente con la paglia. Voluto da Comune e Regione, il progetto ricorda a canone inverso la novella dei Tre Porcellini. Il bello è che stavolta è la casa di paglia ad essere più resistente, calda e accogliente. Le 8500 balle di paglia serviranno secondo i tecnici a progettare architetture capaci di conservare il caldo di inverno e il fresco in estate.

«Il progetto prevede l'utilizzo di tecniche innovative di ventilazione naturale — spiega Andrea Immorali, ingegnere, dirigente dei Lavori pubblici del Comune -, un sistema geotermico di preriscaldamento degli interni, impianti solari termici per la produzione di acqua calda e un impianto fotovoltaico ». Non solo. La superbiblioteca avrà un tetto verde, cioè ricoperto da terra e piante e naturalmente ancora paglia, un po' come i tetti-giardino del Nord Europa ottimi per isolare il calore. C'è poi chi in Toscana la casa ecologica se l'è costruita da sé. Come ad Arezzo il presidente della Commissione Sanità della Regione, Fabio Roggiolani: «Ho utilizzato legno, calore dalla terra, impianti fotovoltaici, materiali bioenergetici. Non inquino, risparmio emi sento in pace con il cielo e con la terra».

FONTE: Marco Gasperetti (corriere.it)

sabato 6 febbraio 2010

Il Carabiniere Salvatore De Maio si candida alle regionali del Lazio, come indipendente nelle liste de "La Destra"


Salvatore De Maio del "Partito per Operatori della Sicurezza e della Difesa" (PSD) si presenta come candidato indipendente nella lista della Destra di Storace per la regione Lazio nelle elezioni del 27 e 28 marzo 2010. De Maio è un carabiniere, e il suo nome ai più non dice nulla, ma le sue vicissitudini sono ben conosciute all'interno dell'Arma e da alcuni settori del mondo politico. Nel 2004 subì un attentato dalla mafia che lo aveva preso di mira per l'intensa attività repressiva che svolgeva a Palermo e fu trasferito "d'autorità" in un altra regione allo scopo di tutelare la sua incolumità e quella della sua famiglia ma, incredibilmente, gli veniva negata la scorta nel corso delle sue trasferte a Palermo in occasione delle udienze in tribunale. Il Psd ha perorato la sua causa attivando una serie di consultazioni con esponenti della politica conclusasi con la presentazione di un interrogazione parlamentare al ministro della Difesa,
presentata dagli onorevoli Paladini e Rota dell’Italia dei Valori, che ha avuto come diretta conseguenza l’assegnazione della scorta al coraggioso carabiniere. Il PSD, in occasione delle prossime amministrative, sta sostenendo la sua candidatura, conferendogli piena libertà di scegliere la sua posizione politica. Salvatore De Maio ha fatto della lotta alla criminalità organizzata il suo vivere giornaliero ed ha deciso di esporsi in prima persona, pubblicamente, non celando più la sua identità per “dare un segnale forte che possa giungere alla gente, alla coscienza di ogni cittadino onesto, ai più giovani, per debellare il malcostume praticato da alcuni membri delle istituzioni e da una politica dei favoritismi e non del diritto, per contribuire a dismettere l’arroganza di casta che ha permesso che lui ed altri come lui venissero abbandonati a loro stessi dallo Stato nel momento del bisogno”. Si presenta come candidato esterno poiché il PSD, per statuto, è un movimento politico “non schierato” che veicola le proprie istanze legislative tramite taluni parlamentari, appartenenti a diversi partiti che hanno dichiarato di voler collaborare alla sua attività e concorrere alla realizzazione degli obbiettivi.
L’obiettivo di Di Maio è quello di “creare il popolo della legalità”, nel quale le istituzioni si facciano realmente garanti d ella sicurezza dei cittadini fornendo a chi si adopera per il suo concreto raggiungimento, ogni tipo di supporto tecnico economico e morale. La sua campagna elettorale apre al mondo giovanile, alle problematiche di una generazione importante per il futuro della nostra società, che lo ha portato ad incontrare i ragazzi delle scuole per affrontare insieme temi attuali come la droga, l’alcol e la criminalità, dare risposte alle loro domande, fornendo loro le basi concrete per affrontare tutte quelle insidie sociali che possano deviarli nel mondo dell’illegalità. (Ferdinandi Monica)

Nasce la super pillola che ci farà vivere cent'anni


Si tenta di unire tre geni della "lunga vita": due incrementano la produzione di colesterolo buono, riducendo il rischio di ictus e malattie cardiache. Uno è alla base della prevenzione del diabete


E' LA PILLOLA dei sogni e dei desideri. Quella che ti promette di vivere cent'anni e non sentirli come un peso ma un'opportunità. Che ti offre un'esistenza lunga due vite, per ricominciare a pensare il futuro quando, una volta, era solo tempo di ricordi. Una pasticca e via, per superare il secolo con nonchalance, senza l'assillo del colesterolo, gabbando il diabete, schivando l'Alzheimer e i problemi di cuore. Il tutto in allegria, senza imporsi uno stile di vita monacale, dimenticando restrizioni ascetiche, mortificazioni della carne e del gusto e obblighi sportivi. Viene da lontano la speranza di un futuro a tre cifre come realtà comune e senza acciacchi. Il segreto è nascosto nel corredo genetico degli ebrei Ashkenaziti, famosi per vivere abitualmente sino a 100 anni, visto che dal loro sangue gli studiosi americani avrebbero tratto la risposta, la possibilità di una quarta età serena e vitale. Per tutti. Potrebbe infatti essere pronta tra tre anni la "pillola dell'eterna giovinezza", come la chiama chi conosce il desiderio di combattere il tempo. Se ne occupano già diversi laboratori negli States, dicono i ricercatori dell'Institute for Aging Research all'Einstein college of New York che, guidati dal genetista Nir Barzilai, hanno portato avanti lo studio partendo da un'analisi approfondita e genetica di centinaia di ebrei arrivati dall'Europa dell'Est. "Le possibilità di vivere fino a cent'anni sono mediamente una su diecimila - spiega Barzilai - ma nel gruppo dei 500 ebrei Ashkenaziti esaminati le possibilità salivano a 20 volte di più nonostante il 30% di loro fosse obeso o in sovrappeso e un altro 30% avesse fumato due pacchetti di sigarette al giorno per più di 40 anni". Della serie: ci sono geni che salvano nonostante comportamenti lontani da ogni buona regola alimentare e di salute.
L'équipe di Barzilai ha allora iniziato ad analizzare campioni di sangue prelevati dagli Ashkenaziti. "Tra due milioni di marcatori genetici esaminati - osserva - ne abbiamo trovati tre che sembravano essere più presenti nei nostri centenari: due legati all'aumento del colesterolo buono e uno collegato alla prevenzione del diabete". Da qui l'idea della composizione, il tentativo degli studiosi di creare una mistura che mimi gli effetti protettivi di questi geni. La pasticca dovrebbe quindi contenere quelli che gli americani chiamano i tre geni della longevità: due che incrementano la produzione del cosiddetto colesterolo buono, riducendo il rischio di malattie cardiache e ictus, e uno che previene il diabete. La compressa miracolosa prometterebbe secondo gli studiosi di eliminare patologie come il diabete, il morbo di Alzheimer e le malattie cardiache, concedendo una vita centenaria e in salute. Gli scienziati italiani sono scettici sulla scoperta americana, o meglio, sulla trasformazione delle intuizioni scientifiche sui geni protettori in pastiglie di uso comune. Così per chi non è nato con parenti centenari che garantiscano buone prospettive, oltre a un'alimentazione parca e salutista, buoni rapporti sociali e familiari dovrà in buona pace aspettare i progressi dell'ingegneria genetica che permetterà di inserire i geni della longevità nel Dna di ogni bambino. Consolandosi nel frattempo con le statistiche che azzerano, superano, stracciano le più rosee previsioni. Nel 1924 si stabilì che, al massimo, gli uomini e le donne avrebbero vissuto sino a 64 anni. Nel 2000 si sono dovuti arrendere all'evidenza e alzare l'asticella a ottanta. Prontamente superati dalla realtà che racconta di un mondo popolato da schiere di ultranovantenni. In Italia sono ormai un piccolo esercito: erano poco più di tremila nel '90, gli ultimi dati raccontano di quasi 12mila centenari decisi a resistere. Con grinta.

FONTE: CATERINA PASOLINI (repubblica.it)

mercoledì 3 febbraio 2010

Arriva il "vetro liquido" contro virus e polvere


Lo spray invisibile, spruzzato su legno e pietra, può salvare le opere d'arte ma anche immunizzare bagni e fast food. Resiste allo sporco e crea una barriera impenetrabile contro l'usura del tempo


È invisibile, ma che potere: combatte lo sporco, i batteri, i funghi. È uno spray non tossico, una specie di "vetro liquido" che si spruzza su quasi ogni superficie e la protegge dalle ingiurie del tempo, della polvere, delle radiazioni UVA. Può essere usato negli ospedali come sui monumenti, nelle vigne e sui tessuti. Funziona da barriera e dura a lungo, anche per molti mesi: niente spese di pulizie e manutenzione, nel frattempo. È ecologico, non inquina, aiuta persino alcuni semi a crescere meglio. I tecnici non esitano a definire "miracolose" le virtù di un prodotto sviluppato da un'azienda tedesca, la Nanopool, che lavora nel campo delle nanotecnologie. Molte imprese lo stanno già sperimentando dalla Cina all'Austria, catene alberghiere e ristoranti fast food. Rivoluzione? Forse: le potenzialità sono molto simili a quelle immaginate in un film degli anni '50 (Lo scandalo del vestito bianco, con Alec Guinness), dove un chimico inventa un tessuto che non può essere distrutto né sporcato, scoperta troppo ardita, specie per l'epoca, la minaccia è che la scienza possa cambiare i destini dell'industria e gli stessi assetti economici della società. I test sul liquido tedesco all'Institute for New Materials a Saarbrücken hanno rivelato una molteplicità di applicazioni dalle conseguenze importanti: protegge il legno dall'attacco delle termiti, i vigneti dalla formazione dei funghi, le teste dei treni ad alta velocità dall'attrito (e le poltrone e le toilette da sporcizie diverse), le borse dell'alta moda dall'usura. Resiste alle abrasioni, alle macchie, alle corrosioni, all'olio, al grasso. È un contro tutto.
Il segreto del "vetro liquido" è che forma una pellicola ultra fine sulle superfici, dello spessore di 15-30 molecole, vale a dire 500 volte più sottile di un capello umano. A questa nano-scala, ha la forza di respingere acqua, sudiciume, batteri, acidi, lasciando comunque traspirare i materiali. Viene prodotto in molte varianti per i diversi scopi. In un ospedale inglese del Lancashire, l'NHS di Southport, lo hanno usato su piani e attrezzi per un anno: puliti e immuni come fossero sterilizzati. Non servono prodotti aggiuntivi per mantenerli sani, basta dell'acqua. Lo spray, che può essere in una soluzione di acqua o alcol (a seconda degli usi), è composto per la maggior parte da puro diossido di silicio, l'elemento chimico che si trova nel quarzo, il minerale più abbondante sulla terra. Quando batteri o altri microbi si appoggiano sulla superficie imbevuta, non vengono uccisi, ma viene loro impedito di dividersi e replicarsi. Le proprietà autopulenti della pellicola liquida potrebbero tagliare drasticamente l'uso di agenti tossici per lavare e lustrare, e di conseguenza i costi di colf e camerieri.

La catena alberghiera Kempinski sta utilizzando il prodotto nei suoi hotel, e così un McDonald's in Austria, un operatore dei trasporti inglese, una grande azienda di moda (borse e cappotti). Molti oggetti e materiali in futuro potranno uscire dalle fabbriche già pretrattati, e i detergenti sparire dai supermercati. "Diventeranno ridondanti" i detersivi secondo Neil McClelland, il project manager inglese dell'azienda. Non solo nelle case, uffici, scuole. Spruzzato all'esterno, sulla pietra, il liquido salva palazzi e monumenti dai danni. Scienziati turchi lo hanno spalmato sul Mausoleo Ataturk di Ankara e sulla moschea Ilyas Bey di Mileto (XV secolo) per 18 mesi: sono diventate idrorepellenti e i colori sono rimasti intatti. In Gran Bretagna stanno pensando di coprire con il liquido i memoriali e altri edifici storici. Perché tra le altre cose questo spray è contro gli altri: quelli dei graffitari.

FONTE: Alessandra Retico (repubblica.it)

lunedì 1 febbraio 2010

Suicidi nel comparto Sicurezza e Difesa


Su iniziativa del Delegato Nazionale del PSD (Partito Operatori Sicurezza e Difesa) per la Polizia di Stato, dott. Alessandro Nanni, è in corso di perfezionamento una iniziativa parlamentare sul tragico fenomeno dei suicidi tra il personale del comparto Sicurezza e Difesa.





FONTE: www.posd.it

La Torre del clima italiana inizia le ricerche di fronte al Polo Nord


Inizia lo studio dei dati in una regione che viene considerata una spia fondamentale sulle temperature

E’ l’avamposto più settentrionale sul fronte delle ricerche climatiche italiane, un particolare tipo di antenna che svetta per 34 metri nei pressi di Ny Alesund, la cittadina della scienza polare situata nell’isola di Spitzbergen (78° parallelo Nord). L’hanno battezzata “Amudsen-Nobile Climate Change Tower” e, in pratica, consiste in un traliccio d’alluminio che supporta una molteplicità di sensori per la misura di vari parametri fisico-chimici dell’atmosfera e di apparati radio per la trasmissione dei dati raccolti. «Dopo mesi di collaudo, calibrazione degli strumenti e trasmissione dati da Ny Alesund al centro operativo di Bologna, la nostra Torre del clima passa ora alla piena fase operativa, entrando a far parte di un progetto integrato di ricerca coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), con la partecipazione di numerosi enti di ricerca nazionali e internazionali», annuncia il professor Giuseppe Cavarretta, direttore del dipartimento Terra e Ambiente del CNR, a conclusione di un seminario italo-norvegese per la cooperazione scientifica nell’Artico che si è svolto questa settimana a Roma.
GLI STUDI - Dedicata al nome dei due grandi esploratori polari del secolo scorso, il norvegese Roald Amundesen, che morì nel tentativo di soccorrere il generale Umberto Nobile, precipitato sul pack col dirigibile “Italia” nel 1928, la Torre del clima ha il compito di studiare gli scambi di radiazioni termiche fra la terra e l’atmosfera in una regione che viene considerata una spia dei cambiamenti climatici. Spiega Cavarretta: «Nell’ultimo secolo le temperature medie del pianeta sono aumentate di circa 0,7° centigradi. Nel Polo Nord, invece, si è registrato un incremento delle temperature più che doppio, a causa del fatto che le regioni polari sono fra le più sensibili del pianeta. Il Climate Change Tower Integrated Project, avrà lo scopo di ottenere una completa descrizione del bilancio di energia alla superficie, acquisire una migliore comprensione dei numerosi e complessi processi che coinvolgono l'aria, la neve, il ghiaccio, il suolo, lo strato di terreno ghiacciato permanente (o permafrost), la vegetazione. Essa si aggiunge alla Base Dirigibile Italia gestita dal Cnr, già presente da anni a Ny Alesund».

I DATI - Nei prossimi mesi la Torre del clima raccoglierà anche dati relativi agli inquinanti presenti nell’atmosfera polare, aggiungendo così nuovi dati a un progetto già in corso per il monitoraggio di numerose sostanze nocive provenienti da varie aree del pianeta che, a causa della circolazione atmosferica, si accumulano al Polo, depositandosi nella neve e nel terreno. Alcuni di questi inquinanti hanno anche un effetto indiretto sul clima. “Molti sono gli eventi che possono portare a variazioni del clima e della qualità ambientale e possono essere sia di origine naturale che legati alle attività umane –spiegano Cavarretta e collaboratori- . Uno di questi è rappresentato dal “biomass burning” cioè l’incendio di foreste, boschi, savana, evento questo che provoca una trasformazione irreversibile del materiale organico in anidride carbonica, cioè in uno dei gas serra che determinano variazioni climatiche anche importanti, e immette nella circolazione atmosferica importanti quantità di particolato che agisce come nucleo di condensazione per le nuvole, spesso influenzando la qualità dell’aria a livello locale e regionale ma soprattutto assorbendo e riflettendo l’energia solare e quindi alterando il clima”. Nell’ambito dell’accordo italo-norvegese è stato stabilito uno scambio di dati: i ricercatori italiani forniranno ai colleghi norvegesi i dati raccolti dalla Torre del clima e quelli norvegesi ricambieranno con dati simili, raccolti dalle loro postazioni esistenti sul vicino Monte Zeppelin.

FONTE: Franco Foresta Martin (corriere.it)

venerdì 29 gennaio 2010

Aids: scoperta molecola che blocca trasmissione virus nell'uomo


Nuovo passo in avanti sulla lotta all'aids. I ricercatori dell'Universita' degli studi di Milano hanno sintetizzato una nuova molecola capace di bloccare la trasmissione del virus Hiv nell'uomo, e che potrebbe quindi evitare che l'infezione dell'Aids si propaghi. La molecola e' simile agli zuccheri presenti sulla superficie del virus Hiv, e per questo motivo viene riconosciuta da una 'proteina-recettore' presente nelle cellule del nostro sistema immunitario: in questo modo, le 'sentinelle' immunita' si legano ad essa e bloccano l'ingresso del virus attraverso le mucose del corpo. La scoperta, che e' utile per mettere a punto nuovi farmaci antivirali, e' stata pubblicata sulla rivista "Acts Chemical Biology".










FONTE: corriere.it