SIMULAZIONE - «Mai si era raggiunto un livel lo di simulazione tanto eleva to » ha precisato Dharmendra Modha a capo della ricerca in Ibm presentata alla Supercom puter Conference di Portland, nell’Oregon. «Raccogliamo montagne di dati studiando il cervello — commenta Jim Olds, neuro scienziato e direttore del Kra snow Institute for Advanced Study alla George Mason University (Usa) — ma lavoriamo come i collezionisti di franco bolli perché non riusciamo poi a metterli insieme come vor remmo. Per questo il risultato ottenuto è eccezionale». Il si mulatore costruito incorpora innovazioni nell’elaborazione, nella memorizzazione, nella co municazione includendo, ov viamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simu lare il 40 per cento del cervel lo del topo nel 2006, un cervel lino di ratto nel 2007 e solo l’uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. IL PROGETTO SYNAPSE - Ades so la Darpa, l’agenzia di ricer ca del Pentagono, ha finanzia to il progetto Sy napse con 16 mi lioni di dollari attraverso il qua le lo stesso grup po di ricercato ri, più altri di va rie università americane (Cor nell, Columbia, Wisconsin e Cali fornia) costruiranno un chip in grado di funzionare come il cervello di un gatto con tutte le sue capacità. E il chip, ope rando non come i computer tradizionali ma in modo più flessibile e tollerante degli er rori, aggiungerà intelligenza alle macchine più svariate. «La barriera da superare per dare ai robot la facoltà della cognizione umana — dice Giulio Sandini dell’Istituto italiano di tecnologia — è quella di riusci re a comprendere come perce pire gli stimoli esterni e da questi produrre una decisione conseguente, quindi un’azio ne in un certo modo consape vole ». Questo è appunto l’obiettivo dichiarato dai protagonisti del simulatore felino. «Entro dieci anni — prometto no — realizzeremo anche quel lo dell’uomo» FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)
Lo studio degli scienziati Ibm e della Stanford University. «Daremo ai robot la facoltà cognitiva». «Tra dieci anni realizzeremo anche quello umano»
sabato 21 novembre 2009
Il cervello del gatto clonato in un chip
venerdì 20 novembre 2009
Gb, presto il cerotto intelligente legge i parametri vitali wireless
Un cerotto intelligente applicato sul torace che è in grado di monitorare il battito cardiaco, la pressione e altri parametri vitali. È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute in modalità wireless. Proprio qui è il grande vantaggio del cerotto: oggi i pazienti che necessitano di monitoraggio costante sono attaccati a apparecchi wired che ne limitano i movimenti. L’adesivo intelligente, invece, è completamente senza fili.
Inoltre, il cerotto non si limita a controllare i segnali vitali ma può essere programmato per identificare altri importanti indicatori della salute del paziente. Adesso i ricercatori cercheranno di capire come questo apparecchio usa e getta si comporta in diversi scenari, spiega il dottor Nick Oliver, clinical research fellow dell’Institute of Biomedical Engineering dell’Imperial College London, che supervisionerà i trial. I primi test dovranno provare l’accuratezza dei dati che vengono raccolti e trasmessi dal cerotto per assicurarsi che diano informazioni corrette sulle condizioni del paziente.
L’apparecchio base monitora: temperatura, battito cardiaco e respirazione. In una seconda serie di trial, i cerotti verranno applicati su pazienti in convalescenza da malattie minori per vedere che cosa succede all’adesivo durante una doccia o una radiografia. Altri test invece useranno il cerotto per il monitoraggio della salute di persone in convalescenza dopo malattie respiratorie gravi. "Analizzeremo i dati raccolti in situazioni più complesse", spiega il dottor Oliver.
"Vogliamo essere sicuri che il cerotto sia affidabile". L’adesivo intelligente è stato sviluppato all’Imperial College dal Professor Chris Toumazou; per ora verrà usato negli ospedali ma potrebbe anche servire per il monitoraggio a distanza, perchè i dati possono viaggiare in Rete verso una sede centrale dove vengono immediatamente letti e analizzati. Keith Errey, co-fondatore della Toumaz Technology, l’azienda che sta sviluppando l’idea del professor Toumazou, fa notare che il cerotto intelligente può controllare molto più che i parametri vitali di base.
Errey descrive l’adesivo hi tech come una "piattaforma" che può essere dotata di ogni genere di sensori capaci di controllare tutti gli indicatori della salute, come i livelli di glucosio o la pressione del sangue in diverse parti del corpo. Inoltre il cerotto può essere usato come localizzatore per permettere a medici e infermieri di sapere sempre dove sono i loro pazienti, specialmente quelli a rischio cadute.
FONTE: quotidiano.net
giovedì 19 novembre 2009
Sesso troppo veloce? Speranze da uno spray: buoni i primi test
mercoledì 18 novembre 2009
Ecco Braive l'auto del futuro che si guida da sola
Un giro dimostrativo all’interno della Fiera di Bologna, senza nessuno alla guida: solo i passeggeri sui sedili posteriori. Il prototipo BRAiVE, l’auto che si muove in modo autonomo messa a punto da VisLab, lo spin off nato nella facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, è stato presentato oggi a R2B Days, la manifestazione dedicata all’innovazione in corso a Bologna.
Passeggero dell’auto del futuro l’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna Duccio Campagnoli, insieme a Alberto Broggi, presidente di VisLab e responsabile del gruppo di ricerca che ha realizzato il prototipo. "Questo veicolo che si guida da solo - ha detto Campagnoli al termine della dimostrazione - rappresenta uno degli esempi più significativi delle capacità della ricerca e della tecnologia presenti in Emilia-Romagna, in questo caso all’Università di Parma. Dopo Ferrari, Ducati, Maserati, la nostra regione è in grado di realizzare un’auto che potrà trovare larga applicazione nel campo della sicurezza stradale, delle macchine agricole, della logistica. Questo prototipo rappresenta al meglio quello che abbiamo in mente per i nuovi Tecnopoli: una manifattura del futuro, in grado di unire all’eccellenza della meccanica, le applicazioni dell’elettronica e delle nuove tecnologie".
Il VisLab è un gruppo di ricerca inizialmente nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma agli inizi degli anni '90. L’attività di ricerca del VisLab, da sempre focalizzata sull’incremento della sicurezza stradale, si è arricchita di diverse applicazioni che - grazie a collaborazioni con industrie di tutto il mondo - ha portato il VisLab ad essere un laboratorio di riferimento a livello globale. Formato da 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale, VisLab è ora diventato uno spin-off con l’obiettivo di trasferire nell’ambito industriale le tecnologie finora sviluppate. Oltre a lavorare con aziende del calibro di Caterpillar, Rockwell Collins, e TopCon, e diverse case automobilistiche, il VisLab ha lanciato alcuni progetti strategici interni che sono destinati a segnare il corso della storia nel campo dei trasporti intelligenti.
fonte agi e quotidiano.net
martedì 17 novembre 2009
Ecologia della mente e benessere del corpo con il Tao Ged
lunedì 16 novembre 2009
Voyager X-Drive, viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino
domenica 15 novembre 2009
Razzi spaziali, occhi elettronici ecco le 50 migliori invenzioni

La rivista americana Time stila sua annuale lista e premia il vettore che riaprirà l'esplorazione nel cosmo. Tra le tante idee rivoluzionarie e curiose, due casi italiani. E c'è uno spazio riservato alle proposte peggiori










