sabato 21 novembre 2009

Il cervello del gatto clonato in un chip


Lo studio degli scienziati Ibm e della Stanford University. «Daremo ai robot la facoltà cognitiva». «Tra dieci anni realizzeremo anche quello umano»

Il gatto non do vrebbe avere più segreti per ché in laboratorio hanno rico struito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, pe rò, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mam miferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto da gli scienziati del centro di ricer ca dell’Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Liver more National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercom puter «Blue Gene» del Livermo re hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazio ne (Cpu) di cui dispone assie me alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, cen tomila volte superiore a quella di un nostro computer. La si mulazione ha permesso di «ve dere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia ripro durre la loro velocità d’azione, in tal caso non necessaria.

SIMULAZIONE - «Mai si era raggiunto un livel lo di simulazione tanto eleva to » ha precisato Dharmendra Modha a capo della ricerca in Ibm presentata alla Supercom puter Conference di Portland, nell’Oregon. «Raccogliamo montagne di dati studiando il cervello — commenta Jim Olds, neuro scienziato e direttore del Kra snow Institute for Advanced Study alla George Mason Uni­versity (Usa) — ma lavoriamo come i collezionisti di franco bolli perché non riusciamo poi a metterli insieme come vor remmo. Per questo il risultato ottenuto è eccezionale». Il si mulatore costruito incorpora innovazioni nell’elaborazione, nella memorizzazione, nella co municazione includendo, ov viamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simu lare il 40 per cento del cervel lo del topo nel 2006, un cervel lino di ratto nel 2007 e solo l’uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi.

IL PROGETTO SYNAPSE - Ades so la Darpa, l’agenzia di ricer ca del Pentagono, ha finanzia to il progetto Sy napse con 16 mi lioni di dollari attraverso il qua le lo stesso grup po di ricercato ri, più altri di va rie università americane (Cor nell, Columbia, Wisconsin e Cali fornia) costruiranno un chip in grado di funzionare come il cervello di un gatto con tutte le sue capacità. E il chip, ope rando non come i computer tradizionali ma in modo più flessibile e tollerante degli er rori, aggiungerà intelligenza alle macchine più svariate. «La barriera da superare per dare ai robot la facoltà della co­gnizione umana — dice Giulio Sandini dell’Istituto italiano di tecnologia — è quella di riusci re a comprendere come perce pire gli stimoli esterni e da questi produrre una decisione conseguente, quindi un’azio ne in un certo modo consape vole ». Questo è appunto l’obiettivo dichiarato dai prota­gonisti del simulatore felino. «Entro dieci anni — prometto no — realizzeremo anche quel lo dell’uomo»

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

venerdì 20 novembre 2009

Gb, presto il cerotto intelligente legge i parametri vitali wireless


È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute completamente senza fili

Un cerotto intelligente applicato sul torace che è in grado di monitorare il battito cardiaco, la pressione e altri parametri vitali. È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute in modalità wireless. Proprio qui è il grande vantaggio del cerotto: oggi i pazienti che necessitano di monitoraggio costante sono attaccati a apparecchi wired che ne limitano i movimenti. L’adesivo intelligente, invece, è completamente senza fili.

Inoltre, il cerotto non si limita a controllare i segnali vitali ma può essere programmato per identificare altri importanti indicatori della salute del paziente. Adesso i ricercatori cercheranno di capire come questo apparecchio usa e getta si comporta in diversi scenari, spiega il dottor Nick Oliver, clinical research fellow dell’Institute of Biomedical Engineering dell’Imperial College London, che supervisionerà i trial. I primi test dovranno provare l’accuratezza dei dati che vengono raccolti e trasmessi dal cerotto per assicurarsi che diano informazioni corrette sulle condizioni del paziente.

L’apparecchio base monitora: temperatura, battito cardiaco e respirazione. In una seconda serie di trial, i cerotti verranno applicati su pazienti in convalescenza da malattie minori per vedere che cosa succede all’adesivo durante una doccia o una radiografia. Altri test invece useranno il cerotto per il monitoraggio della salute di persone in convalescenza dopo malattie respiratorie gravi. "Analizzeremo i dati raccolti in situazioni più complesse", spiega il dottor Oliver.

"Vogliamo essere sicuri che il cerotto sia affidabile". L’adesivo intelligente è stato sviluppato all’Imperial College dal Professor Chris Toumazou; per ora verrà usato negli ospedali ma potrebbe anche servire per il monitoraggio a distanza, perchè i dati possono viaggiare in Rete verso una sede centrale dove vengono immediatamente letti e analizzati. Keith Errey, co-fondatore della Toumaz Technology, l’azienda che sta sviluppando l’idea del professor Toumazou, fa notare che il cerotto intelligente può controllare molto più che i parametri vitali di base.

Errey descrive l’adesivo hi tech come una "piattaforma" che può essere dotata di ogni genere di sensori capaci di controllare tutti gli indicatori della salute, come i livelli di glucosio o la pressione del sangue in diverse parti del corpo. Inoltre il cerotto può essere usato come localizzatore per permettere a medici e infermieri di sapere sempre dove sono i loro pazienti, specialmente quelli a rischio cadute.

FONTE: quotidiano.net

giovedì 19 novembre 2009

Sesso troppo veloce? Speranze da uno spray: buoni i primi test


Uno spray ad uso locale come rimedio contro l'eiaculazione precoce: un farmaco sperimentale ha infatti dimostrato ai test clinici la capacità di ritardare di cinque volte l'eiaculazione. I risultati dei test sono stati presentati al meeting annuale della Società di Medicina Sessuale americana in corso a San Diego.

Il farmaco prodotto da Sciele Pharma, Inc. Shionogi Company and Plethora Solutions Limited è fatto di due principi attivi (lidocaina e prilocaina) e viene somministrato in aerosol sul glande cinque minuti prima del rapporto. I test clinici sono stati svolti su 256 maschi statunitensi, polacchi e canadesi afferenti a 38 centri, spiega Patrick Fourteau, direttore generale della compagnia, ed «hanno dimostrato che il farmaco ritarda l'eiculazione di cinque volte rispetto al placebo, migliorando molto la soddisfazione non solo del maschio ma anche della partner». Dopo questi risultati l'azienda è in procinto di chiedere l'autorizzazione per il farmaco alla Food and Drug Administration.

Tre giorni di visite gratuite. Contro il sesso troppo veloce visite gratuite, dal 25 al 27 novembre prossimo, in tutta Italia, un disturbo che colpisce 3,5 mln di uomini. In più di 260 centri di tutta la Penisola 580 medici specialisti di tre importanti società scientifiche (Sia, Siams e Siu) visiteranno gratuitamente e su appuntamento.
Telefonando al numero verde 800933318 o andando sul sitowww.eiaculazioneprecocestop.it è possibile trovare il Centro più vicino a cui telefonare per prenotare la visita gratuita.

FONTE: ilmessaggero.it

mercoledì 18 novembre 2009

Ecco Braive l'auto del futuro che si guida da sola


Il prototipo è stato progettato da VisLab, un gruppo di ricerca nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma, costituito da un team di 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale

Un giro dimostrativo all’interno della Fiera di Bologna, senza nessuno alla guida: solo i passeggeri sui sedili posteriori. Il prototipo BRAiVE, l’auto che si muove in modo autonomo messa a punto da VisLab, lo spin off nato nella facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, è stato presentato oggi a R2B Days, la manifestazione dedicata all’innovazione in corso a Bologna.

Passeggero dell’auto del futuro l’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna Duccio Campagnoli, insieme a Alberto Broggi, presidente di VisLab e responsabile del gruppo di ricerca che ha realizzato il prototipo. "Questo veicolo che si guida da solo - ha detto Campagnoli al termine della dimostrazione - rappresenta uno degli esempi più significativi delle capacità della ricerca e della tecnologia presenti in Emilia-Romagna, in questo caso all’Università di Parma. Dopo Ferrari, Ducati, Maserati, la nostra regione è in grado di realizzare un’auto che potrà trovare larga applicazione nel campo della sicurezza stradale, delle macchine agricole, della logistica. Questo prototipo rappresenta al meglio quello che abbiamo in mente per i nuovi Tecnopoli: una manifattura del futuro, in grado di unire all’eccellenza della meccanica, le applicazioni dell’elettronica e delle nuove tecnologie".

Il VisLab è un gruppo di ricerca inizialmente nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma agli inizi degli anni '90. L’attività di ricerca del VisLab, da sempre focalizzata sull’incremento della sicurezza stradale, si è arricchita di diverse applicazioni che - grazie a collaborazioni con industrie di tutto il mondo - ha portato il VisLab ad essere un laboratorio di riferimento a livello globale. Formato da 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale, VisLab è ora diventato uno spin-off con l’obiettivo di trasferire nell’ambito industriale le tecnologie finora sviluppate. Oltre a lavorare con aziende del calibro di Caterpillar, Rockwell Collins, e TopCon, e diverse case automobilistiche, il VisLab ha lanciato alcuni progetti strategici interni che sono destinati a segnare il corso della storia nel campo dei trasporti intelligenti.

fonte agi e quotidiano.net



martedì 17 novembre 2009

Ecologia della mente e benessere del corpo con il Tao Ged


Una tecnica per ritrovare l'equilibrio e il benessere. L'intervista all'esperto

Come spesso accade le tecniche più efficaci nel combattere stress, ristabilire uno stato di benessere generale e sviluppare le proprie capacità e la creatività, arrivano dall'Oriente.
È questo il caso del Tao GED, un'arte di trasformazione interiore; così come definita dagli esperti.
E poiché sono proprio loro a conoscere a fondo le potenzialità di quest'arte, ci siamo rivolti a uno dei maggiori conoscitori e maestri di Tao GED, Flavio Daniele.

Dott. Daniele, ci può spiegare cos'è il Tao GED?
«Il TAO G.E.D. è l’arte della trasformazione interiore, integrazione armonica fra le moderne discipline psicologiche occidentali e le antiche tecniche di controllo mentale, di potenziamento fisico e trasformazione energetica orientali.
È una tecnica che basandosi sulle più moderne scoperte scientifiche occidentali sul funzionamento del sistema corpo-mente-energia e sulla conoscenza esperienziale delle metodologie orientali potenzia al massimo le componenti fondamentali dell’essere umano: la componente fisica, l’energetica, la mentale.
La metodologia di intervento è dinamica e flessibile:
Dal punto di vista fisico lavora sullo sviluppo della consapevolezza corporea (corretto allineamento dello scheletro in armonia con la forza di gravità, integrazione funzionale del respiro con i movimenti del corpo).
Dal punto di vista energetico, invece, lavora sull’energie sottili del nostro corpo, permettendo di mutare atteggiamento riguardo a ciò che é possibile ottenere da se stessi, definendo su nuove basi le proprie potenzialità, capendo come esse siano virtualmente illimitate, riuscendo così a liberare straordinari poteri fisici e mentali.
Dal punto di vista mentale, ottimizza al massimo le proprie potenzialità sia da un punto di vista logico-razionale sia da quello dell’intelligenza emozionale ed intuitiva. Costituisce un approccio dinamico e consapevole dell’eccellenza e del successo.
Gli strumenti utilizzati sono:
Tecniche di respirazione;
Esercizi di consapevolezza corporea;
Visualizzazione creativa;
Meditazione consapevole;
Alchimia energetica taoista.
La Visualizzazione Creativa una tecnica psichica di elaborazione di immagini mentali, un procedimento naturale che attivando la forza immaginativa della mente ci consente di accedere alla nostra fonte interiore di pace e di forza attraverso i nostri sensi, che da semplici organi fisici si trasformano in canali di comunicazione con la nostra natura più vera.
La Visualizzazione é una delle funzioni naturali del cervello umano, è il processo creativo usato da tutte le tradizioni, orientali e occidentali, per attivare altre modalità di pensiero non legate al linguaggio, trasformare la parola in azione, il suono in silenzio.
Come tale può essere sviluppata e utilizzata in moltissimi settori: per la modifica del comportamento, per la salute, per accrescere la creatività, nel lavoro, nello sport, per potenziare le proprie capacità o per sviluppare nuove attitudini.
La Consapevolezza Corporea. Il movimento é la base della vita. Ogni nostra azione dal parlare al vedere, dall’ascoltare al respirare, dal percepire al pensare nasce dal movimento. I movimenti del nostro corpo, dato il profondo legame interattivo che esiste tra vita interiore ed espressione corporea, riflettono lo stato del nostro sistema psicofisico, essi possono permetterci una chiave di lettura a livello fisico, emozionale, mentale e spirituale.
La Meditazione Consapevole ci permette di imparare il linguaggio del cuore per dialogare con le nostre emozioni e pulsioni fondamentali e avviare un processo di trasformazione delle qualità fondamentali della mente (volontà, attenzione, concentrazione, coscienza e consapevolezza) che da semplici qualità psicologiche si trasformano in forze interiori, in energie di mutamento in grado di unire la mente concettuale (conoscenza razionale) e la mente intuitiva (sapienza del cuore), in modo i nostri desideri, la nostra volontà non entrino in conflitto con la saggezza naturale del corpo così da ristabilire l’unione psicosomatica tra corpo e mente.
L’Alchimia Energetica basata sulla medicina tradizionale cinese ci mette a contatto con le energie sottili del nostro corpo e i legami che queste hanno con la mente, le emozioni e la fisiologia dei nostri organi. Essa racchiude in sé il concetto di soffio vitale energetico (qi, ki, pneuma) che nutre e sostiene il corpo, ed è la vera discriminante tra l’approccio occidentale e l’orientale, all’uomo e all’universo. Questo potere, è una specie d’interfaccia, un mediatore tra il corpo fisico e la mente, che ci permette di trascendere il semplice rapporto psicosomatico tra mente/corpo, per arrivare a uno più complesso e articolato, tra mente/energia da un lato, e tra energia/corpo dall’altro.
Il lavoro sulle proprie energie sottili del corpo é un vero e proprio processo di trasformazione interiore delle potenzialità fisiche e mentali».

A cosa serve?
«È utile per combattere lo stress, per ristabilire uno stato di benessere generale. Applicato al lavoro, allo sport, ai rapporti interpersonali permette di acquisire l’atteggiamento adatto a ottenere risultati e prestazioni d’alto livello. Dona equilibrio mentale, salute del corpo e conoscenza di se stessi».

A chi può essere utile?
«Allo sportivo che vuole aumentare le proprie performance atletiche, al manager che vuole un maggior controllo della sue capacità mentali o ricerca un equilibrato rapporto con le proprie emozioni. a colui che è semplicemente interessato al suo equilibrio psicofisico, o a chi ricerca un senso alla propria vita attraverso le pratiche orientali dello yoga o del Tai Chi Chuan».

È adatto a chiunque?
«Può essere praticato da chiunque perché, data la sua modalità di intervento flessibile, per ognuno può essere costruito un percorso personalizzato. Per esempio, se uno vuole migliorare la conoscenza di se stesso a livello emozionale, allora si lavora principalmente con le tecniche di Visualizzazione Creativa e Meditazione Consapevole se, al contrario, si tratta di uno sportivo che vuole migliorare le sue abilità atletiche si lavora con le tecniche di Consapevolezza Corporea e del respiro. Se uno, come ultimo esempio, ha bisogno di ristabilire la propria salute, allora, può aiutarci l’alchimia energetica che sviluppa potere e vigore fisico».

Dove e come lo si può conoscere/imparare?
«Lo si può imparare frequentando dei fine settimana di pratica, che di solito vengono proposti nelle maggiori città (Torino, Bologna, Roma). Il corso si sviluppa su tre livelli ognuno composto di tre giornate. Nel primo livello vengono insegnate le tecniche di Visualizzazione, nel secondo le tecniche di respirazione e consapevolezza corporea, nel terzo la Meditazione consapevole e le tecniche energetiche di trasformazione interiore».

FONTE: LUIGI MONDO & STEFANIA DEL PRINCIPE (lastampa.it)

lunedì 16 novembre 2009

Voyager X-Drive, viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino


Viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino Immaginiamo di camminare per i Fori Imperiali, passare davanti alle rovine della Basilica Emilia, inquadrarla con lo schermo del nostro telefonino e.. vederla esattamente come era nel 179 a.C. Non è uno scherzo, ma ciò che promette Voyager X-Drive, un’applicazione ideata da Illusionetwork, giovane società romana fondata nel 2005 da Fabrizio Terranova per la creazione di videogiochi e lo sviluppo di tecnologie per il 3D in tempo reale. Il software, che ancor prima di arrivare sul mercato già stuzzica l’interesse di aziende, università e amministrazioni pubbliche, si è guadagnato il primo premio dell’Innovation Day, evento dello Smau di Milano dedicato alle start-up italiane che abbiano saputo trasformare idee innovative in progetti di business concreti e promettenti. Facciamo due chiacchiere con Fabrizio per capirne un po’ di più.
Quando è nata l’idea di Voyager X-Drive?
Ho cominciato a pensare al progetto nel 2007. Mi chiedevo: come si possono migliorare i tradizionali sistemi di navigazione pensati per i turisti? Che tipo di servizio aggiungere? In che modo è possibile mutuare le tecnologie dei videogiochi per i sistemi di navigazione? La risposta a tutte queste domande è stata Voyager
Di cosa si tratta?
Voyager X-Drive è la prima applicazione 4D per dispositivi mobili in tempo reale dedicata al mondo dell’arte, dell’architettura e della storia. In altre parole, scaricando l’applicazione sul proprio telefonino, è possibile inquadrare un monumento antico e vederlo esattamente com’era nel passato. Questo il significato del termine 4D: il software combina la ricostruzione 3D con il fattore temporale, la quarta dimensione dell’applicazione È come essere risucchiati da un buco nero! Esatto. Naturalmente si tratta di una ricostruzione virtuale. Nessun viaggio nel tempo come in un film di fantascienza, ma grazie a Voyager il cellulare diventa una sorta di portale temporale che punta verso il passato. Ciò permette di fruire dei contenuti storici in tempo reale, mentre si è in loco, ed è questo è il carattere esclusivo dell’applicazione, la prima di questo genere
Come funziona?
Il sistema è molto semplice: basta un gps, una bussola elettronica e un accelerometro. Il software è un contenitore di scene 3D, ovvero le ricostruzioni tridimensionali dei monumenti. Ad ogni ricostruzione è associato un set di coordinate che ne individua la reale posizione nello spazio. Quando inquadro un monumento con lo schermo del mio telefonino, il software allinea le coordinate rilevate dal gps in quel luogo e momento con quelle associate alla sua ricostruzione virtuale. Il risultato è che sullo schermo non mi appare il monumento così com’è, ma com’era nel passato. Quindi, teoricamente, con lo stesso sistema è possibile anche guardare nel futuro Certamente. Pensiamo, ad esempio, ad una persona che voglia “vedere” come sarà la sua nuova casa in campagna. Basta sviluppare il progetto in 3D, definire le coordinate del luogo in cui saranno gettate le fondamenta, recarsi sul posto e inquadrarlo con il telefonino. La casa è pronta! Lo stesso può funzionare per immaginare come sarà l’effetto finale di una grande opera pubblica
Tornando al presente, cosa possiamo vedere oggi con Voyager X-Drive?
Per ora abbiamo “mappato” solo l’area dei Fori Imperiali a Roma. Ma il software è un contenitore vuoto, che potenzialmente possiamo riempire con tutti i contenuti che vogliamo. Penso alla Valle dei Templi, al Partenone o, perché no, alle rovine cambogiane di Angkor Vat. Voyager è una porta aperta sulla storia di tutto il Mondo
È già possibile scaricare l’applicazione?
Il software sarà disponibile tra circa un mese per l’iPhone 3GS e potrà essere acquistato sull’App Store al prezzo di 3,99 euro. Quindi, chi possiede un’iPhone 3GS potrà passeggiare ai Fori Imperiali e godersi la Roma del passato. Ma il nostro obiettivo è trasportare il software anche su altri sistemi operativi mobili, ad esempio Symbian o Windows mobile.

FONTE: ilmessaggero.it

domenica 15 novembre 2009

Razzi spaziali, occhi elettronici ecco le 50 migliori invenzioni


La rivista americana Time stila sua annuale lista e premia il vettore che riaprirà l'esplorazione nel cosmo. Tra le tante idee rivoluzionarie e curiose, due casi italiani. E c'è uno spazio riservato alle proposte peggiori


Quarant'anni dopo l'atterraggio sulla Luna dell'Apollo 11, Time premia come invenzione del 2009 il nuovo razzo Ares I, chiamato al difficile compito di chiudere l'era dello shuttle e riaprire la strada all'esplorazione umana del cosmo. La tradizionale classifica stilata ogni anno dal magazine americano, elogia il nuovo vettore della Nasa su cui sono riposte le speranze di nuove missioni lunari e, in futuro, persino quelle legate a un viaggio verso Marte. Un prototipo dell'Ares I, il razzo più grande dai tempi del Saturn V, è stato lanciato per la prima volta a fine ottobre, ma senza "passeggeri". Nei piani dell'agenzia americana, infatti, all'Ares dovrà essere aggiunto un modulo di nome Orion in grado di trasportare un equipaggio di quattro astronauti, che garantirà ai viaggiatori una maggiore sicurezza rispetto allo shuttle. I tempi per la preparazione di una nuova spedizione sono ancora lunghi, così come le incognite, ma nei piani della Nasa l'Ares I potrebbe entrare in funzione a tutti gli effetti nel 2015. La selezione di un razzo come migliore invenzione dell'anno emerge quasi a sorpresa viste anche le abitudini diTime. Negli ultimi anni il magazine aveva sempre premiato gadget e applicazioni più vicine alle persone, premiando YouTube nel 2006, l'iPhone nel 2007 e il test casalingo del Dna 23andMe nel 2008. Dietro l'Ares, nella classifica, si possono trovare molte invenzioni che hanno attirato l'attenzione dei media. All'ottavo posto si trova il vaccino sperimentale contro il virus Hiv, al quinto c'è Natal, il sistema di controllo per i videogame proposto da Microsoft che non prevede l'uso di periferiche o joypad, ma solo i movimenti del corpo e degli arti. Molta attenzione nell'elenco è però riservato ai prodotti "verdi": un pannello di controllo per verificare i consumi della casa, un'automobile elettrica accessibile anche al ceto medio, una lampadina a basso consumo energetico e di lunga durata, ma anche prototipi unici come la monoposto di Formula 3 realizzata con scarti e vegetali e i "muri viventi", veri giardini verticali realizzati dal botanico Patrick Blanc per rivestire le pareti di edifici e palazzi.
Le invenzioni più originali. In alcuni casi non è chiaro quale miglioramento certe idee possano portare all'umanità. Tra le scelte più curiose fatte dalla rivista c'è "il re del cielo", un aeroplanino di carta che ha battuto il record di permanenza in volo e si è per questo meritato, con il suo creatore, la quarantacinquesima posizione. Non è da meno "l'occhio da cyborg" al quarantatreesimo posto, una piccola telecamera nascosta in una protesi da un regista canadese, rimasto senza un occhio dall'età di 9 anni. Potrebbe invece cambiare la vita a chi è affetto da paralisi totale, il "tweet celebrale", un caschetto con elettrodi che registrano l'attività del cervello e attraverso cui un ricercatore del Wisconsin è riuscito a spedire un messaggio di 23 caratteri, semplicemente concentrandosi sulle lettere in uno schermo.
Le preferite dal web. Le scelte della redazione di Time non sembrano essere condivise dai lettori della sua versione online. Sul sito della rivista è possibile votare ogni invenzione e, guardando i risultati parziali del sondaggio, le gerarchie ne escono stravolte. Al primo posto della "vox populi" finisce l'occhio elettronico (decimo nella classifica ufficiale), un dispositivo sviluppato dal Mit di Boston che, attraverso un chip impiantato nell'occhio e collegato a una piccola telecamera, potrebbe permettere a chi è cieco di orientarsi in una stanza e riconoscere le facce. Fanalino di coda è "ThruYou", un album musicale realizzato mixando strumenti e video singoli presi da Youtube: esperimento curioso ma valutato come non abbastanza importante dai navigatori.

FONTE: MAURO MUNAFO' (repubblica.it)

sabato 14 novembre 2009

Nasa: "Trovata l'acqua sulla Luna"


Analizzati i dati forniti dalla sonda Lcross sui detriti sollevati da un'esplosione

Chissà che nel 2020, quando e se i primi uomini torneranno sulla Luna, non avranno anche borracce per fare scorta d’acqua lunare. Perchè un dato è certo: sulla Luna c’è l’acqua. Non minuscole molecole di ghiaccio come era stato accertato finora, ma «importanti quantita» di acqua ghiacciata. L’annuncio è stato fatto oggi negli Stati Uniti da alcuni scienziati della Nasa che lavorano al progetto L-CROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite). Si tratta del programma voluto dalla Nasa per verificare, appunto, se sul satellite esista l’acqua. Questa particolare missione si differenzia dalle precedenti perchè si basa su una speciale sonda messa a punto appositamente per ’aprirè i crateri sulla superficie lunare. L-CROSS è una sonda capace di ’bombardarè la superficie lunare, raccogliere i detriti conseguenti e inviare tutte le informazioni a terra, in modo che gli scienziati le possano esaminare. Oggi gli scienziati hanno confermato appunto che, proprio dopo aver esaminato i dati che L-CROSS ha inviato dal polo sud lunare, sono state rilevate «significative quantità d’acqua». «Non stiamo parlando solo di acqua sulla luna, ma di quantità rilevanti di acqua sulla luna» hanno precisato gli scienziati che hanno dato l’annuncio. «Oggi - afferma orgogliosamente l’agenzia spaziale americana nel dare l’annuncio ufficiale - la Nasa ha aperto un nuovo capitolo nella comprensione della Luna. I dati preliminari inviati da LCROSS indicano che la missione ha scoperto acqua il 9 ottobre scorso in seguito agli impatti provocati nella regione permanentemente in ombra del cratere Cabeus, vicino al polo sud lunare». Il 9 ottobre scorso L-CROSS ha ’bombardatò quel cratere, e ha poi raccolto due tipi di informazioni: quelle riguardanti la polvere di luna sollevata dalla ’bombà, e quelle riguardanti il materiale più pesante ricavato dal suolo. In quel materiale si trovavano le tracce di «rilevanti quantità di acqua». «Stiamo svelando i misteri del nostro vicino più prossimo e, per estensione, alcuni misteri del sistema solare - ha commentato al quartier generale della Nasa a Washington Michael Wargo, il capo degli scienziati lunari -. Ora è emerso che la Luna contiene molti segreti, e L-CROSS ci ha permesso di fare un nuovo passo nella nostra comprensione».
Quella polvere di Luna giaceva al polo sud della luna da miliardi di anni. La semplice possibilità di averla sollevata ha consentito all’uomo di alzare il velo a possibili scoperte riguardanti l’evoluzione del pianeta Terra. «Come nel campione di un ghiacciaio preso sulla terra sono conservate tracce antichissime, così nelle regioni sempre in ombra (della Luna) ci può essere la chiave della storia e dell’evoluzione del sistema solare» ha commentato la Nasa. «Senza contare - ha aggiunto - che la presenza di acqua e di altri componenti può rappresentare una potenziale risorsa per future esplorazioni». L-Cross rientra nell’ambito dei programmi Nasa per riportare l’uomo sula Luna entro il 2020. Chissà che non ci arrivi già dotato di apposite borracce.

FONTE: lastampa.it

giovedì 5 novembre 2009

In arrivo la bici a idrogeno


Avrà un'autonomia 150 km, un pieno costerà 18 euro e si ricaricherà in 15 minuti

La bici a idrogeno arriverà presto sul mercato italiano. Il prototipo è stato messo a punto dall’Itae-Cnr di Messina. Si tratta di una bicicletta elettrica a pedalata assistita alimentata con il gas non inquinante. La due ruote, pulitissima, ha un’autonomia di 150 km e si ricarica in circa 15 minuti. La presentazione è avvenuta nel corso di H2Roma Energy&Mobility show, in programma fino a giovedì. La ricerca è stata condotta assieme alla Tozzi Renewable Energy - Tre, società con la quale il Cnr svolge attività di ricerca e sviluppo in diversi ambiti. «La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro», spiega Giorgio Dispenza dell’Itae-Cnr, responsabile della ricerca. «Il prototipo sviluppato è parte integrante di un ambizioso progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/Tre, che prevede la possibilità di creare flotte di bici», aggiunge Vincenzo Antonucci, coordinatore del gruppo dei sistemi dell’Itae-Cnr. «Le flotte avranno un sistema di rifornimento idrogeno composto da una fonte di energia rinnovabile (solare fotovoltaico) e un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo - spiega - abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero». Quali i vantaggi della bici a pedalata assistita. «Rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali - afferma Dispenza - si ha una maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale». Un aspetto, questo, particolarmente vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio. Il progetto bici è inserito nell’attività gruppo sistemi dell’Itae-Cnr che attualmente è impegnato con riferimento alla mobilità nello sviluppo di un bus elettrico-ibrido a idrogeno (Hbus), di mini veicoli a fuel cell (progetto Meccano ind. 2015 coord Cr Fiat) e allo sviluppo di un trattore ad idrogeno ottenuto da biomasse o rinnovabili (HyTractor).

FONTE: lastampa.it