lunedì 2 giugno 2008

Turismo spaziale? Presto diventerà realtà


La Virgin Galactic promette le stesse emozioni provate dai professionisti. Prenotazioni aperte anche in Italia: biglietti a 130mila euro


Vacanze su Marte? Non ancora, ma un’occhiata all’immensità del buio dell’universo, oggi, non si nega più a nessuno. I prezzi non sono da ferie last minute, ma tant’è. E un viaggio in orbita non è più fantascienza. Insomma, l’era del turismo spaziale è arrivata e promette (viste le tariffe) di trasformarsi in un grande business. Il conto alla rovescia è iniziato. I test della navetta sono previsti dal prossimo agosto, mentre il primo volo è fissato al 2010. A portare in orbita gli astronauti della domenica sarà la navetta Space Ship 2 che, agganciata alla navetta madre White knight 2, raggiungerà 15mila metri di altezza. Da lì volerà da sola verso lo spazio. A bordo, non più di sei novelli astronauti, per un’escursione di un paio d’ore. Indimenticabili, promettono gli addetti ai lavori. Ad aprire le porte della galassia è la Virgin Galactic del gruppo americano Virgin, fondato da Richard Brason nel 1970 e che ora ha aperto una filiale italiana. Il tour operator nostrano per i viaggi in orbita è Your private Italy, sede a Salerno, guidato da Seth Snider. "Fino a 15 anni fa questo progetto sarebbe apparso assurdo — ha spiegato — ora è una realtà e si possono già prenotare i posti". Non solo. Durante la gita spaziale, ha aggiunto, i turisti delle stelle potranno "sperimentare l’assenza di peso e la velocità del suono esattamente come gli astronauti professionisti".E pare che non sia neppure richiesto un fisico bestiale: in lista d’attesa ci sono già aspiranti astronauti dai 22 agli 88 anni, compresi un uomo privo delle gambe e un portatore di bypass. Ma quanto costerà togliersi lo sfizio? Il biglietto per provare il brivido di ammirare la Terra al di là dell’atmosfera costa 200mila dollari (130mila euro), comprensivi di tre giorni di preparazione e alloggio in un hotel a 5 stelle nel New Mexico, sede dell’aeroporto spaziale. Chi s’immagina lanci stile Cape Canaveral, però, potrebbe restare deluso. "Non ci saranno lanci verticali come sullo Space Shuttle della Nasa — anticipa Snider — e questo aumenterà la sicurezza". Dopo 45 minuti di volo, ci si troverà a 15mila metri. "Da lì — spiega Snider — si comincia a vedere la curva terrestre". Dopo lo sgancio dalla navetta madre, Space Ship 2 accenderà i propulsori e in pochi secondi supererà di tre volte la velocità del suono. "Al termine, quando i motori verranno spenti, in un istante calerà il silenzio totale. Da quel momento, si vedrà il vero buio del cosmo". Con questo volo si raggiungerà l’altitudine di 120 chilometri: più della Kaman line, da dove si considera cominciato lo spazio. A quel punto, i passeggeri lasceranno i loro posti "trascorrendo cinque minuti in assenza di peso. Dagli oblò, potranno ammirare la Terra per 1.600 chilometri in ogni direzione". E il rientro nell’atmosfera? "Durerà 90 secondi; si avrà modo di provare il passaggio da gravità zero fino a gravità 6G per poi atterrare a gravità 1". Più comodo di così.

FONTE: Claudia Marin (http://www.quotidiano.net/)

Scoperto il dizionario cerebrale per leggere nel pensiero

Una equipe di neurologi Usa ha decifrato il "codice linguistico" del cervello, ovvero lo schema che la 'materia grigia' utilizza per associare a ciascuna parola un oggetto concreto. In futuro sarebbe così possibile svelare i pensieri


La scienza continua a fare passi da gigante, come una equipe di neurologi Usa che ha decifrato il 'dizionario linguistico' del cervello, ovvero lo schema che la 'materia grigia' utilizza per associare a ciascuna parola un oggetto concreto. Nel momento in cui una determinata combinazione di aree del cervello si attiva, significa che stiamo pensando a un nome specifico. Reso noto sulla rivista Science, il risultato potrebbe permettere in futuro di creare dispositivi per leggere nel pensiero basandosi su questo 'codice cerebrale'. Coordinati da Tom Mitchell della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, gli scienziati hanno osservato con la risonanza magnetica diverse combinazioni di attività cerebrale di volontari, collegandone ciascuna ad una parola. Poi utilizzando statisticamente queste associazioni tra attività neurale e singola parola, hanno dedotto il 'codice' di migliaia di altre parole. ''Crediamo di aver identificato un certo numero di unità di codice di base che il cervello usa per rappresentare il significato di alcune parole - ha detto Miitchell - e queste unità di codice possono essere assemblate per predire il codice di ogni altro nome concreto. Abbiamo dimostrato che questo modo di dedurre altri pezzi di codice è molto accurato''. Aver decriptato almeno in parte il codice del cervello servirà in futuro per studiare malattie come l'autismo, disturbi del pensiero come la paranoia, la schizofrenia, la demenza semantica. Il cervello funziona attivando aree neurali specifiche a seconda del comando che deve impartire al corpo o del pensiero che deve produrre. La risonanza magnetica funzionale permette di osservare l'attività cerebrale 'in diretta' e quindi di collegarla a una particolare funzione cerebrale. Per esempio se proviamo paura nel cervello si accenderà un'area chiamata amigdala che è a buon diritto considerabile il centro delle nostre paure. Lo stesso concetto associativo tra attività neurale e una determinata azione del cervello vale sempre.
Partendo da questo concetto già in passato alcuni scienziati avevano dimostrato che a ciascuna parola è ricollegabile un certo tipo di attività cerebrale. Così, per esempio, se pensiamo a una mela, nel nostro cervello si attiverà sempre e costantemente una serie di aree specifiche in un ordine cronologico preciso cui corrisponde il pensiero 'mela'. Tra queste aree accese a 'significare' mela, ci saranno di certo circuiti implicati nel gusto, nel ricordo, nella masticazione.
Partendo da ciò i neurologi stavolta si sono imbarcati in un'impresa ambiziosa: decifrare almeno una parte del codice del cervello, cioè di quelle combinaizoni di attività cerebrale che producono il significato di una parola. Hanno iniziato con nomi concreti chiedendo a nove volontari di pensare a 60 oggetti appartenenti a diverse categorie, animali, parti del corpo, costruzioni, vestiti, insetti, veicoli, vegetali. A ciascuna di queste parole i neurologi hanno associato una unità di codice precisa, cioè uno schema preciso di attività cerebrale che genera il pensiero di un oggetto determinato. Hanno quindi decodificato una sorta di crittogramma neurale. Poi, ricorrendo all'uso del computer, i neurologi hanno dedotto, a partire dai pezzi di codice svelati, altri crittogrammi, decifrando il codice di altre migliaia di parole con un'accuratezza che si aggira intorno al 70-77%. ''Il nostro lavoro - ha detto Marcel Just, un altro autore dello studio - è un passo importante nella decifrazione del codice del cervello''.




FONTE: quotidiano.net

LOTTA AI TUMORI: PRESENTATE TRE NUOVE MOLECOLE AD AZIONE ANTITUMORALE

Tre nuove molecole ad azione antitumorale, frutto della ricerca di Nerviano Medical Sciences (NMS), vengono presentate in questi giorni al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso di svolgimento a Chicago dal 30 maggio al 3 giugno. Dei tre nuovi composti sono portati all'attenzione degli studiosi i risultati degli studi clinici di fase I. PHA 848125, PHA 739358 e nemorubicina, le tre molecole originali di NMS, dopo aver dimostrato l'attività su modelli sperimentali di tumore in vitro e in vivo, sono stati avviati, infatti, allo sviluppo clinico. "Per quanto riguarda i primi due composti, si tratta di molecole ad azione mirata contro bersagli molecolari il cui ruolo è cruciale nello sviluppo e nella progressione tumorale. Rientrano, pertanto, in quelle che vengono definite targeted therapies", spiega Francesco Colotta, direttore R&D Oncology. Le loro potenzialità terapeutiche sono molto ampie nell'ambito dei tumori solidi. Nel caso di nemorubicina, invece, si tratta di un trattamento che interferisce direttamente con la duplicazione del DNA della cellula tumorale, sviluppato per terapie molto specifiche come quella locale del tumore del fegato. PHA 848125 è un inibitore delle chinasi CDK2, CDK1, CDK4 e TRKA attivo per via orale. L'efficacia nell'uomo è in corso di approfondimento presso due prestigiosi enti statunitensi, dove sono già state individuate le dosi di utilizzo per la sperimentazione clinica di fase II. "Negli studi di fase I su pazienti con tumori solidi in fase avanzata o metastatici, la molecola ha determinato una fase prolungata di stabilizzazione di malattia in due soggetti, uno con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) che ha ricevuto 12 cicli di trattamento, e l'altro con carcinoma del colon, tuttora in terapia dopo 16 cicli" dice Colotta. Alla dose di 150 mg/die, scelta per il proseguimento della sperimentazione clinica, gli effetti indesiderati sono stati di entità lieve-moderata, di facile gestione clinica e reversibili. "Oltre a un primo protocollo di trattamento già individuato, si sta esplorando un secondo schema di somministrazione, sempre attraverso la via orale", prosegue l'esperto. L'azione di PHA 848125 è stata scelta per la discussione orale tra oltre 22.000 lavori inviati al congresso statunitense. Per PHA 739358 verranno presentati all'ASCO gli studi di fase I in presenza o meno di terapia emopoietica con G-CSF, fattore di crescita granulocitario. "Il nuovo composto appartiene alla classe degli inibitori delle chinasi Aurora (AK), coinvolte nella progressione del ciclo cellulare e nell'oncogenesi, espresse, peraltro, in modo eccessivo nelle cellule tumorali, su cui si stanno focalizzando gli studi di ricercatori di tutto il mondo", puntualizza Colotta. "Nerviano Medical Sciences ha un primato prestigioso in questo campo: è il primo centro al mondo ad avere portato alla sperimentazione clinica un inibitore delle AK", dice l'AD di NMS Giampiero Duglio. Negli studi di fase I, PHA 739358 è stato somministrato per via endovenosa a 50 pazienti con tumori solidi in stadio avanzato e in progressione di malattia. Per 10 di questi si è osservata una stabilizzazione della neoplasia in seguito al trattamento con la nuova molecola, che è stata di durata superiore ai 6 mesi in 5 casi che comprendono un tumore renale, di esofago, ovaio, colon e polmone non a piccole cellule (NSCLC). La tossicità, alla dose individuata per gli studi di fase II (330 mg/m2) per un'infusione di 6 ore, è stata di grado da lieve a moderato, di facile gestione clinica e reversibile. "Questi studi di fase I con PHA 739358 sono stati scelti dal comitato scientifico dell'ASCO per la discussione nella sessione Clinical Science Symposium, che costituisce uno dei momenti più importanti del congresso statunitense", aggiunge Duglio. Altri studi di fase I con la molecola somministrata in associazione a G-CSF per prevenire la tossicità ematologica verranno discussi nella sessione di presentazione orale dei poster. Il trattamento con PHA 739358 +/- G-CSF è stato impiegato come infusione endovenosa per 24 ore su 56 pazienti con tumore solido in fase avanzata o metastatico. Le dosi identificate per gli studi clinici di fase II sono state 500 mg/m2 e 750 mg/m2. La tossicità ematologia (neutropenia) è stata preventuta grazie alla somministrazione di G-CSF, mentre la tossicità non ematologica è stata di grado da lieve a moderato, di facile gestione clinica e reversibile.


FONTE: Maria D'Acquino (Nervianoms)


About Nerviano Medical Sciences (www.nervianoms.com)

Nerviano Medical Sciences (NMS) è un'azienda dedicata alla scoperta e allo sviluppo di nuove entità chimiche (NCE) importanti per il trattamento del cancro. Costituita nel maggio del 2004 in seguito alla riorganizzazione societaria operata da Pfizer, NMS è un'azienda interamente di proprietà della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione (CFIC) di Roma. L'azienda è tra le maggiori strutture integrate per la ricerca e lo sviluppo di farmaci antitumorali in Europa. Circa 650 dipendenti lavorano in tre unità distinte: Oncology R&D, Preclinical Development (brand Accelera) e Pharmaceutical Sciences. Nerviano mette in sviluppo una media di due nuovi candidati all'anno. NMS si avvale di alleanze strategiche sia con primarie aziende biotecnologiche che farmaceutiche per la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie antitumorali per assicurare la sostenibilità a lungo termine del proprio business. NMS ha già concluso accordi con principali aziende quali Pfizer Inc., Bristol-Myers Squibb Co., Genentech Inc. nonché con aziende biotecnologiche ed università.