mercoledì 4 giugno 2008

Benzina troppo costosa?

Arriva il piano low cost....

Le ultime previsioni snocciolate dalla Confesercenti parlano chiaro: a dicembre la benzina verde potrebbe arrivare all'esorbitante prezzo di 1,74 euro per ogni litro erogato, mentre il gasolio si attesterebbe addirittura a 1,85 euro. Agli automobilisti quindi potrebbe prospettarsi una drastica decisione, o si lascia l'auto in garage oppure bisognerà adottare le dovute contromisure. Ma quali però? In Italia la soluzione migliore contro il caro petrolio è rappresentata dalle cosiddette "pompe bianche", costituite da ditributori di carburante senza marchio che permettono, nel caso in cui vengano effettuati due pieni al mese, di risparmiare oltre 100 euro all'anno. Si tratta di una tendenza in crescita, quella di rivolgersi alle "pompe bianche", il cui numero è in continuo aumento, tanto che attualmente se ne contano circa 2000 in tutto il territorio nazionale. Anche se le grandi multinazionali sono ancora tranquille, diventa sempre più frequente vedere file di automobilisti fare la coda davanti a distributori della Daytona, Energia Siciliana, Sodin e Alfa Petroli. Ed il business è destinato ad allargarsi, dal momento che si stanno affacciando da tempo sul mercato anche le catene della grande distribuzione come Coop, Auchan e Conad. In questi impianti è possibile trovare dei prezzi abbastanza contenuti, la benzina verde infatti può essere pagata circa 1,39 euro al litro, non male di questi tempi. Le varie corporazioni dei consumatori auspicano una maggiore diffusione delle "pompe bianche", per il momento è altamente favorita la conoscenza della loro ubicazione, consultabile nell'apposito elenco, aggiornato tempestivamente pubblicato sul sito: http://www.federconsumatori.it/

di Alessandro Nanni

Energia Nucleare: grave incidente in Slovenia

Si è verificato nella centrale di Krsko, ma non ci sarebbe alcun rischio di radioattività

E' stato lanciato dall'Unione Europea l'allarme per un incidente accaduto in una centrale nucleare in Slovenia, ma al momento non ci sarebbero fughe radioattive. E' quanto viene precisato in un comunicato diffuso a Bruxelles. Il sistema europeo d'allerta é scattato dopo che dalla Slovenia é arrivato l'avviso relativo alla perdita nel circuito di raffreddamento della centrale di Krsko. Nel Paese d'oltrelper sono scattate le procedure per lo spegnimento della centrale, procedure che sono attualmente in corso. Massima attenzione anche in Italia, dal momento che la centrale slovena, dista solamente 188 km da Trieste. Questo avvenimento è l'ennesima dimostrazione di come, lo sfruttamento dell'energia nucleare debba avvenire realizzando centrali che siano facilmente sorvegliabili ed abbiano degli standard di sicurezza ottimali.

di Alessandro Nanni