giovedì 5 giugno 2008

AIDS: L’INFEZIONE NON SI ARRESTA

Ma la ricerca italiana sfida l'HIV


Ogni anno si registrano 4 mila nuovi casi di contagio. Sono eterosessuali, 40enni e uno su 4 è straniero. Hanno una bassa percezione del rischio e continuano ad avere comportamenti non protetti. Il Lazio ha l’incidenza più alta,seguito da Lombardia, Emila Romagna e Toscana. Questi i temi del convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e Fondazione MSD, con il patrocinio della Regione Lazio.


Sono 59.500 i casi di AIDS notificati in Italia dall’inizio dell’epidemia. E nel 2007 non si è più registrata la tendenza al declino dell’incidenza della malattia che invece aveva caratterizzato l’ultimo decennio. Oggi più di una persona su due scopre di essere sieropositiva al momento o poco prima della diagnosi di AIDS. Accade sempre più di frequente che finché non si manifestano i sintomi gravi della malattia non si sa di essere sieropositivi. Le caratteristiche delle persone infette o con AIDS sono cambiate rispetto all’inizio dell’epidemia: sono sempre meno i tossicodipendenti mentre aumentano le persone che prendono l'infezione per via sessuale. E il fenomeno riguarda adesso più gli eterosessuali che gli omosessuali. Aumenta anche l'età delle persone colpite che, per i casi di AIDS conclamato, ormai supera i 40 anni. Sono aumentati i cittadini stranieri colpiti dalla malattia: all’inizio dell’epidemia erano l’1% mentre ora siamo addirittura al 20% dei casi di AIDS e si arriva al 30% delle nuove diagnosi di infezione, quindi 1 persona su 4 fra i nuovi sieropositivi è straniera. La regione più colpita è sicuramente la Lombardia, ma nell’ultimo anno l’incidenza più alta è stata riscontrata nel Lazio, a seguire l’Emilia Romagna e la Toscana. Questi i dati del nuovo rapporto epidemiologico dell’ISS presentati durante il convegno “La ricerca italiana sfida l’HIV” promosso da Fondazione MSD e Istituto Superiore di Sanità. “Purtroppo da circa tre anni stiamo assistendo ad una stabilizzazione dell’incidenza di nuovi casi di AIDS e i dati ci confermano la difficoltà di riuscire ad andare al di sotto di questa soglia - spiega Giovanni Rezza, Direttore del Reparto di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - sicuramente oggi rispetto al 1995 siamo ad un livello molto più basso, circa a meno della metà dei nuovi casi per anno, ma questo dato è ormai fermo da troppo tempo. Questo è dovuto al fatto che molte persone, più del 60% di quelle a cui oggi viene diagnosticato l’AIDS, non avevo fatto terapia antiretrovirale nella maggior parte dei casi perché non sapevano di essere sieropositivi. Non credo che la gente non sia informata sul rischio della malattia - prosegue Rezza - ma spesso all’informazione non consegue necessariamente una percezione del rischio e neanche un’attitudine a comportamenti protetti. Inoltre oggi le campagne di informazione rispetto al passato sono molto meno visibili e il fatto di vedere meno ammalati, magari tra amici e parenti, non genera quella paura che serve da deterrente per comportamenti a rischio”. La maggior parte dei nuovi casi riguardano persone che si presentano alla visita specialistica già con l’AIDS, sono pazienti molto avanzati che non hanno neanche l’idea di come possano essersi infettati. l’AIDS è sempre stata vista come una malattia che poteva colpire solo gli omosessuali e i tossicodipendenti. Questi gruppi adesso, proprio perché maggiormente allertati, hanno acquisito la consapevolezza del rischio di contagio. Perciò effettuano il test tempestivamente, scoprono precocemente un’eventuale infezione e iniziano a curarsi da subito. Sono anche i primi a evitare il più possibile comportamenti a rischio. Uno dei prossimi obiettivi nella lotta all’AIDS è la creazione di un servizio di sorveglianza nazionale che permetta di tenere maggiormente monitorata la situazione. Nonostante esistano problemi legati a vincoli imposti dalla legge sulla privacy - spiega Rezza - abbiamo trovato una soluzione che può essere accettata sia dai pazienti che dalla sanità pubblica e su cui c’è un accordo estremamente ampio. Si tratta di un codice che non risale all’identità della persona ma che permetterà di raccogliere dati per conoscere meglio la distribuzione sul territorio dell’infezione e le modalità di trasmissione e quindi programmare meglio interventi di sanità pubblica per la prevenzione, l’assistenza e la cura”. Nonostante questi numeri impressionanti, in Italia sembra sia scemato l’interesse generale verso la lotta all’HIV/AIDS. E’ come se si avesse l’errata sensazione che l’epidemia si stia estinguendo. Invece la battaglia non è finita. La lotta contro questa terribile malattia rappresenta una sfida complessa nella quale la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci giocano un ruolo predominante. “Il virus infatti diventa resistente solitamente a tutto, quello che oggi fa la differenza nel successo delle cure - sottolinea Stefano Vella, Direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - non è solo la messa a punto di molecole particolarmente efficaci e innovative, ma soprattutto l’uso che ne viene fatto. La situazione clinica è cambiata proprio perché abbiamo finalmente imparato ad usare i farmaci”. “ In passato, quando usciva un nuovo prodotto – continua Vella - veniva semplicemente aggiunto alla terapia preesistente, finendo per somministrare una monoterapia. Si dava cioè un solo farmaco buono innovativo insieme a tutti i vecchi verso i quali, spesso, il paziente aveva già sviluppato un’elevata resistenza. Così lo sviluppo della resistenza anche verso il nuovo farmaco avveniva in un attimo. Oggi è mutato il paradigma della terapia, soprattutto della cosiddetta terapia di salvataggio (quella che viene applicata ai pazienti in uno stadio molto avanzato), in quanto si usano più farmaci nuovi insieme. Il segreto sta quindi nel costruire una terapia con diversi nuovi farmaci, in modo da azzerare la replicazione virale anche in soggetti molto avanzati. Una diagnosi non precoce è spesso correlata a una carica virale oramai molto elevata su cui, con a disposizione solo i farmaci tradizionali, potremmo fare veramente poco. Oggi, invece, grazie alla ricerca che ci consegna sempre nuovi farmaci, riusciamo a recuperare molti pazienti e riportarli ad una vita ‘normale”. L’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione MSD, ultimo tassello della presenza del Gruppo Merck in Italia, hanno voluto promuovere una giornata di riflessione e dibattito sullo stato dell’arte dell’infezione HIV in Italia, le prospettive della ricerca e la problematica dell’accesso ai farmaci. “Per rendere il sistema più efficiente ed efficace - sostiene José Luis Roman, Presidente e Managing Director del Gruppo MSD Italia - ritengo sia necessaria un'iniezione di meccanismi di libero mercato e competitività che possano incentivare sia i farmaci innovativi che i farmaci generici, come pure eliminare le barriere restrittive ai farmaci innovativi attraverso un sistema dei prezzi remunerativo, che possa alimentare, in un circolo virtuoso, le capacità di reinvestire in Ricerca e Sviluppo. L'industria farmaceutica - prosegue Roman - è un sistema complesso che deve poter bilanciare ed integrare elementi apparentemente in contrasto tra loro: innovazione ed imitazione, valori e costi, concorrenza e regolazione, dimensione pubblica e privata, accesso e sostenibilità, centralizzazione e decentralizzazione. Nessuno di questi elementi è di per sé assolutamente positivo o negativo, ma il vero problema è quello di trovare un punto di equilibrio dinamico”.



FONTE: Raffaella Marino (Ufficio Stampa ADNKronos comunicazione s.p.a.)

Sapori di Mare

A Sperlonga ritorna il 14 e 15 giugno la kermesse estiva enogastronomica

Week end all'insegna della "padellata di pesce azzurro", esposizioni artistiche, gita panoramica in mongolfiera, musica in piazza e degustazioni di prodotti tipi locali

Sperlonga ospita la quinta rassegna di Sapori di Mare il 14 e 15 giugno prossimi. La kermesse estiva enogastronomica, patrocinata dalla Regione Lazio, assessorato all'Agricoltura, si svolgerà in piazza Fontana. Il clou delle due giornate sperlongane avrà un unico protagonista: il pesce azzzurro e le sue qualità nutrizionali. Si prevedono due giorni densi di contenuti enogastronomici dai vini laziali, ai prodotti tipici, al sedano bianco di Sperlonga, ad esempio, ma anche olio d'oliva, formaggi e miele doc e dop di produzione locale. Il protagonista indiscusso e assoluto sarà solo lui: il pesce azzurro, un alimento adatto per tutti, grandi e piccoli, ma soprattutto per il portafogli, visto il suo prezzo di vendita. Economico ma, paradossalmente, snobbato per questo. Il pesce azzurro sarà l'epicentro della manifestazione che, riscoperto da qualche tempo nella sua integrale tradizione culinaria, terrà banco tra i vari ristoratori locali. Tant'è che la gara per la ricetta più gustosa tra gli chef locali è diventata un appuntamento da non perdere. Anche quest'anno, infatti, l'organizzazione della Meetingweb di Fondi ha bandito il concorso per gli autoctoni. Sarà allestito un "Open Village", una sorta di percorso storico tradizionale attraverso il quale sarà possibile incontrare i pescatori immersi nel lavoro di sistemazione delle reti per la pesca "a traino", "cotte" e altro ancora. All'interno si potrà visitare una mostra mercato in una prospettiva di marketing che privilegerà l'informazione e la promozione di prodotti tipici di qualità, dal mare al lago. Questo sarà anche l'argomento principe di quest'anno: "La promozione e la valorizzazione del pescato pontino: dal mare…al lago", posto al centro di un dibattito organizzato il 14 giugno, alle ore 19, presso l'Hotel Aurora di Sperlonga. Numerosi gli interventi istituzionali previsti tra cui quello dell'assessore regionale all'Agricoltura, Daniela Valentini, del presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, del sindaco del comune di Sperlonga, Rocco Scalingi. La chiarezza del mare di Sperlonga anche quest'anno merita un premio. La Bandiera Blu, un riconoscimento ambìto che ottiene ininterrottamente da dieci anni esatti. Un corollario incredibile che solo madre natura poteva regalare a questa parte di borgo pontino. Puntare al turismo qui è come scavare i pozzi di petrolio in Medio Oriente. E' una risorsa naturale. E' petrolio bianco, una risorsa economica per il turismo nazionale e oltre confine. Infine, degustazioni di vini laziali, pesce azzurro a volontà, esibizioni di sbandieratori, musica di qualità, esposizioni artistiche e viste panoramiche dalla mongolfiera faranno da cornice alla manifestazione. Nell'occasione sarà lanciata la Lito-card, una novità nel campo del turismo pontino, che darà la possibilità di usufruire di speciali sconti e vantaggi presso numerose strutture convenzionate, tra cui moltissimi alberghi, ristoranti e musei che saranno indicati in un apposito catalogo.

di Alessandro Nanni

FONTE: Stefania Pascucci ( www.saporidimare.it )

ORO: QUOTAZIONI IN CALO NEL CONTINENTE ASIATICO

Il metallo prezioso si attesta sugli 877, 20 dollari l'oncia


La giornata si apre all'insegna del ribasso per l'oro, che risulta in calo sui mercati asiatici. Il metallo prezioso ha perso lo 0,4% scendendo a 877,20 dollari l'oncia. I rialzi del dollaro stanno evidentemente riducendo l'appeal dell'oro come investimento alternativo. Potrebbe essere anche una fase di assestamento per la sua quotazione, dopo la lunghissima galoppata che gli ha permesso di raggiungere valori mai visti in precedenza.








di Alessandro Nanni

Il Click fraud (frode), una inguaribile piaga

Una approfondita indagine di BusinessWeek pone l'accento sui problemi mai risolti del click fraud. Il fenomeno sarebbe sempre grave ed in continua crescita, il che rischia di compromettere pesantemente il futuro del settore. I motori non fanno abbastanza.... L'attacco arriva dal BusinessWeek a firma di Brian Grow e Ben Elgin: "The dark side of online advertising" punta i riflettori sul mondo della pubblicità online e ripropone il dubbio secondo cui il mercato sarebbe pesantemente deviato da forme illegali di click. Come in ogni manifestazione illegale c'è chi si giova di tale fenomeno e chi ne subisce pesantemente gli effetti: il tutto è stato analizzato in una indagine sul campo che ha tentato di portare in luce alcuni oscuri meccanismi su cui basa la propria attività il fortunato mondo dei motori di ricerca. L'indagine inizia con la storia di MostChoice, azienda che vive sulla gestione delle promozioni online dei propri clienti. Una serie di click bizzarri ha spinto il gruppo ad approfondire il proprio mercato per scoprire che i click bizzarri sembravano giungere, invece che da Google o Yahoo, in verità da siti sconosciuti. Tali siti non producono contenuti particolari, ma si limitano ad una riproposizione degli "AdSense" in quanto con una serie di click possono raccogliere denaro dal servizio promozionale messo a disposizione dai motori. Il danno è stato stimato in oltre 100.000 dollari dal 2003 a questa parte. Il caso si è chiuso con una ammissione da parte di Google ed un rimborso per alcuni click di non chiara origine. Il sospetto lanciato da BusinessWeek è quello solito e mai sopito: i motori di ricerca, traendo lucro dalle pubblicità e trovando vantaggio nei click, potrebbero in qualche modo tollerare il problema non adoperandosi a dovere per combattere un fenomeno che, pur se distorto e dannoso, è in grado comunque di gonfiare i numeri delle attività del servizio con ovvie ricadute sul bilancio pur a danno della qualità del servizio. Il sospetto è di per sè molto pesante e dai motori di ricerca non può che giungere una ovvia presa di distanze. Ma l'articolo va oltre, spiegando che ci sarebbero addirittura persone pagate allo scopo di operare click sulle promozioni, il tutto a patto di non cadere nelle maglie dei filtri che bloccano i pagamenti ed il tutto con un salario che può arrivare a «svariate migliaia di dollari mensili». L'analisi continua con altre case history e ricordando una quantificazione di origine accademica che vede nel mercato delle promozioni una fetta del 10-15% dalle origini fraudolente. Il testo dell'articolo è lungo e circostanziato ed ha evidentemente lo scopo di mettere il dito nella piaga per risollevare un problema mai risolto. La conclusione guarda al futuro del settore ponendo un interrogativo: se questi grandi dubbi non riusciranno ad essere fugati, i grandi investitori potranno mai spostare in rete i propri capitali con fiducia ed in adeguata quantità? Il click fraud può dunque essere un autentico collo di bottiglia per il futuro del settore e per i motori occorre ulteriormente investire per porre un freno ad un fenomeno che rischia di compromettere pesantemente le uova d'oro delle promozioni online.

Fonte: Giacomo Dotta - webnews