mercoledì 18 giugno 2008

Chip al silicio addio: nel futuro verranno utilizzati atomi, Dna e luce

Chip al silicio addio. Il futuro vedrà il materiale soppiantato da atomi, Dna e luce. Secondo la legge di Moore infatti il numero di transistor in un chip raddoppia ogni 18 mesi, e di pari passo vanno le prestazioni dei computer. Questa equazione sta però per raggiungere i suoi limiti, poiché non si riuscirà più a fabbricare transistor così piccoli da impacchettarne abbastanza. Il segreto sta nel cercare metodi diversi per elaborare le informazioni all'interno di un chip. Nei computer quantici si usano gli atomi invece del movimento di elettroni che dissipa molta energia. Ci sono anche i computer a spin che utilizzano una particolare proprietà magnetica delle particelle. Un primo computer quantico funzionante è stato annunciato lo scorso anno dalla Canadese D-Wave. Nei computer chimici si studiano molecole che cambiano forma se sottoposte a stimoli particolari, oppure calcolatori metabolici che utilizzano reazioni tipiche delle cellule viventi. All'estremo di questa categoria ci sono i computer a Dna realizzati da Ehud Shapiro del Weitzmann institute, a, sistemi biologici in grado di riconoscere cellule tumorali e rilasciare farmaci: «Abbiamo realizzato degli strumenti in grado di elaborare informazioni sull'ambiente circostante - ha spiegato Shapiro alla presentazione tre anni fa - e a rilasciare farmaci in particolari situazioni». Storica la frase du Shapiro:«Se indossate gli occhiali giusti, gran parte di quel che potreste osservare all’interno delle cellule sarebbero procedimenti di calcolo». Nei computer ottici le informazioni all'interno del chip non si muovono sotto la spinta degli elettroni, ma attraverso fotoni, pacchetti di luce più veloce. Parti di chip ottici sono già state realizzate da diversi laboratori, compresi quelli della Nasa e dell'Ibm, ma questa tecnologia ha ancora un problema: è molto più costosa di quella al silicone.

FONTE: ilmessaggero.it