giovedì 19 giugno 2008

Lanciato il telescopio spaziale Glast, ricco di tecnologia italiana

Il telescopio spaziale Glast e' stato lanciato dalla base americana di Cape Canaveral satellite, al quale l'Italia ha dato un grande contributo. Oltre che con l'Agenzia spaziale Italiana (Asi), l'Italia partecipa alla missione Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con le sezioni di Bari, Padova, Perugia, Pisa, Roma, Trieste e Udine. La missione e' organizzata da Nasa e Dipartimento per l'Energia degli Usa, con il contributo di Francia, Germania, Giappone e Svezia. Costato 690 milioni di dollari, Glast (Gamma-ray Large Area Space Telescope) sara' una sorta di grandangolo capace di osservare una grandissima porzione di cielo. Grazie a questa capacita' per dieci anni potra' raccogliere dati sull'universo invisibile all'occhio umano, nel quale sono liberati i raggi gamma, la piu' potente forma di energia nello spettro elettromagnetico. Tra le domande cui Glast potra' rispondere, quella sulla composizione della misteriosa materia oscura che occupa il 25% dell'universo. Una volta in orbita, completati i test sugli strumenti, i primi dati sono attesi entro 90 giorni. Lungo 2,8 metri e largo 2,5 (senza pannelli solari), Glast e' il fratello maggiore del piccolo telescopio italiano Agile, lanciato nel 2007. La tecnologia alla base dei due telescopi e' la stessa, ma Glast potra' vedere una porzione di cielo molto piu' ampia.

FONTE: rainews24.rai.it