lunedì 30 giugno 2008

Inflazione record: +3,8% a giugno, mai così alta dal '96

Corrono pasta (+22%) e pane (+13%).Volano i prezzi alla produzione: +7,5%, variazione massima dal 2003

L'inflazione a giugno è salita al 3,8% dal 3,6% di maggio, portandosi così ai massimi da luglio 1996. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%. In base alla stima provvisoria, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo registra a giugno una variazione del +0,5% rispetto a maggio e del +4% su giugno 2007, la variazione tendenziale più alta dal gennaio 2001. Il tasso di inflazione acquisito per il 2008, cioè quello che si registrerebbe se l'indice dei prezzi al consumo rimanesse allo stesso livello misurato a giugno nella restante parte dell'anno, è al 3,2%. Al netto degli energetici l'indice registra una crescita del 2,9%.

Alimentari e carburanti. Sono ancora alimentari e carburanti le voci che fanno accelerare l'inflazione a giugno: i prodotti alimentari e bevande analcoliche sono cresciuti del 6,1%, con un forte incremento soprattutto per la pasta i cui prezzi salgono in un anno del 22,4% (dal 20,7% di maggio). Il pane registra un leggero rallentamento (+13% dal 13,3% di maggio). In forte tensione anche il comparto energetico, dove si registra un aumento dei prezzi del 14,8% tendenziale (dal 13,1% di maggio) e del 2,8% su base mensile. L'aumento congiunturale è dovuto soprattutto ai carburanti, in particolare al gasolio, i cui prezzi in un mese sono cresciuti del 5,5%, portando l'aumento tendenziale a sfondare il +31,2% (dal 26,3%); la benzina in un mese è aumentata del 4,7% e in un anno del 12,6% (dall'11,1%).

Prezzi alla produzione: +7,5%. L'Istat ha inoltre comunicato che i prezzi alla produzione dell'industria italiana a maggio sono aumentati del 7,5%, la variazione tendenziale massima da gennaio 2003. Su base mensile, l'aumento è stato soprattutto quello dei prodotti petroliferi raffinati (per il 73%): in questo settore, in particolare si è registrato un aumento congiunturale del 10,3%, il più alto da sempre. A livello di raggruppamenti, l'energia spiega l'87% della variazione congiunturale dell'indice, mentre il restante 13% è dovuto ai beni intermedi.

FONTE: ilmessaggero.it

Trials USA: record del mondo di Phelps e Hoff nei 400 misti di nuoto

NUOVI PRIMATI DI 4'05''25 IN CAMPO MASCHILE E 4'31''12 IN QUELLO FEMMINILE

Inizio davvero scoppiettante per i Trials statunitensi, che registrano già da oggi due sensazionali record mondial, quelli di Michael Phelps e Katie Hoff per le qualificazioni nelle specialità dei 400 misti di nuoto alle Olimpiadi di Pechino 2008. Ad Omaha, in Nebraska, Phelps in campo maschile e Hoff in quello femminile hanno fatto registrare i nuovi primati mondiali, entrambi sui 400 metri misti. Si tratta di una ulteriore conferma, se mai ce n'era bisogno, dell'ottimo stato di salute che stanno vivendo gli atleti americani nel nuoto, che sicuramente riusciranno a fare incetta di medagli olimpiche.

FONTE: adnkronos.it

Aeronautica Militare espone la sua collezione a Pitti Bimbo

La collezione che fa decollare.....

La stupenda collezione di abiti per bambini, esposta sapientemente durante la manifestazione Pitti Bimbo, nasce dalla storica collaborazione tra lo Stato maggiore dell'Aeronautica militare e l'azienda Cristiano di Thiene, vicino Vicenza. Il risultato che ne scaturisce è davvero esaltante, piccole sahariane, pantaloni cargo e gli inconfondibili giubbotti in pelle delle Frecce tricolori, personalizzati con gli stemmi originali dell'Aeronautica e della pattuglia acrobatica nazionale Frecce tricolori.



di Alessandro Nanni

MORO: CARLOS RIAPRE IL CAPITOLO SERVIZI SEGRETI

Ci fu un ultimo, estremo tentativo di salvare Aldo Moro che ebbe come scenario la pista dell'aeroporto di Beirut dove un executive dei servizi segreti italiani attese invano, l'8 e il 9 maggio del 1978, che a Roma una certa situazione si sbloccasse. Una fazione dei servizi segreti italiani, favorevole allo scambio, avrebbe dovuto prelevare dalle prigioni alcuni Br che dovevano essere portati in un Paese arabo. A bordo di quel jet c'erano il colonnello Stefano Giovannone, uomo del Sismi legato a Moro, ed esponenti dell'Fplp, garantiti e sotto la protezione dello Stato italiano. E' Ilich Ramirez Samchez, detto Carlos "lo sciacallo", a confermare questa notizia a cui il capo terrorista aveva alluso, in maniera enigmatica, in una intervista all'ANSA realizzata grazie alla collaborazione dell'avvocato difensore del capo terrorista Sandro Clementi che lo ha incontrato nel carcere parigino di Poissy. In un primo momento le allusione di Carlos erano state collegate alla missione che proprio la mattina del 9 maggio di 30 anni fa portò l'ammiraglio Fulvio Martini, all'epoca vice del Sismi, ad incontrare, nel carcere jugoslavo di Portorose, 4 capi della Raf. Tutto invece saltò perché qualcuno a Roma seppe della cosa e intervenne a bloccare il tutto. Carlos aveva detto, in una intervista di qualche anno fa, che c'erano "patrioti anti Nato, compresi molti generali, che erano partiti per aspettare il rilascio del prigioniero e salvare la vita di Moro e l'indipendenza dell'Italia. Invece questi generali furono costretti alle dimissioni". Carlos, a 30 anni dai fatti, chiarisce la vicenda che poteva essere decisiva: "fu una conseguenza dei fascisti (Mussoliniani li definisce) che controllavano l'intelligence militare che aveva preparato delle operazioni per andare a prendere nelle carceri, di notte, alcuni brigatisti imprigionati. Credo che l'informazione sia arrivata ai servizi della Nato a Beirut e probabilmente per l'imprudenza di Bassam Abu Sharif (membro dell'ufficio politico dell'Olp)". Una soffiata, dunque, rese possibile lo stop a quell'ultimo misterioso tentativo a cui hanno alluso, per decenni, esponenti socialisti e della Dc. Quell'aereo a Beirut - spiega Carlos - "era a disposizione della resistenza palestinese per andare sotto la protezione dello Stato italiano (servizi militari) nel Paese opportuno per organizzare il ricevimento dei brigatisti sul punto di essere sottratti dalle carceri dai servizi militari". Un riscontro a queste parole è il fatto che dopo la morte di Moro si ebbe un vero e proprio ripulisti nel Sismi, che pure era nato da pochi mesi. Sui giornali nessuno spiegò in quelle settimane quale ne fosse la ragione; lo stesso Martini abbandonò il servizio segreto per alcuni anni. Nella lunga intervista a Carlos (disponibile nella versione integrale) molte sono le ulteriori rivelazioni: a Milano, mentre si stava preparando un incontro delle Br con un "uomo dello Stato" ci fu un blitz che interruppe il canale che era stato aperto: "Quello che posso dire- rivela lo Sciacallo- è che vi era un contatto tra le due direzioni (Br-Raf) e che ci fu in quel momento una operazione delle teste di cuoio (prima nella storia). Il governo italiano non aveva necessità di stabilire contatti con gruppi stranieri per liberare Moro". Recentemente Cossiga ha confermato che ci fu in effetti una missione di questo tipo proprio a Milano dopo che c'era stato un contatto tra Br e un uomo di Chiesa grazie al segreto del confessionale. Carlos spiega ancora che i contatti che portarono a questo ultimo tentativo - che oggi rivela - passarono tra Giovannone e l'Fplp e grazie anche ad altri ufficiali che si recarono a Beirut più volte."Separatamente vi erano contatti con le Br con rivoluzionari europei non italiani. Per ragioni di sicurezza le Br si erano 'chiuse' nell'imminenza della tripla operazione consistente nella simultanea cattura di Moro, Agnelli e un giudice della Corte suprema. Le azioni dovevano svolgersi simultaneamente in Italia". Questa dei tre rapimenti è una assoluta novità. Carlos ne è ben cosciente e sottolinea per due volte che doveva essere rapito Gianni Agnelli e non Leopoldo Pirelli come poi si è detto e scritto. Nulla invece dice della identità dell'alto magistrato che doveva essere anche egli rapito. Nelle sue risposte, su cui ha a lungo meditato, come ha raccontato l'avvocato Clementi, Carlos ha detto di non aver mai saputo nulla del'ingente riscatto che la Chiesa era pronta a pagare proprio la mattina del 9 di maggio a Milano. "Sono stupito di apprendere che la Chiesa avesse quella cifra per pagare. Benché fosse un buon cattolico (Moro), l'uomo della Chiesa era Andreotti che si è opposto al salvataggio di Moro. Il tentativo di Beirut è stato sabotato a Milano e questo è un dato di fatto (e qui Carlos sembra alludere al contatto avvenuto tramite la Chiesa a Milano cui si sarebbe risposto con un vero blitz che costrinse gli uomini della Raf che erano nel capoluogo lombardo a fuggire in Jugoslavia dove poi vennero arrestati). I sovietici avevano interesse a salvare Moro; gli yankees e gli israeliani erano contro e quindi se vi fosse stato un intervento di uno Stato straniero si sarebbe trattato di uno della Nato e non del Patto di Varsavia".

FONTE: Paolo Cucchiarelli (ansa.it)

Wireless: arriva la nuova scheda di memoria può inviare le foto direttamente al pc

Può inviare le foto direttamente al pc

Tutto diventerà molto più semplice e comodo se si avrà a disposizione una scheda di memoria Eye-Fi, che incorpora una tecnologia wi-fi e scarica le foto automaticamente non appena ci si connette al proprio network senza fili. D'ora in poi per scaricare le proprie fotografie digitali sul computer o per pubblicarle su siti Internet come Flickr o Picasa, non ci sarà più bisogno di un ingarbugliato cavo usb per collegare la macchina fotografica al pc. Tutto diventerà molto più semplice e comodo se si avrà a disposizione una scheda di memoria Eye-Fi, che incorpora una tecnologia wi-fi e scarica le foto automaticamente non appena ci si connette al proprio network senza fili. La scheda, scrive il New York Times, costa 100 dollari ed ha una memoria da 2 gigabyte. Ma c'è di più. Con il nuovo modello Eye-Fi Explorer (130 dollari), in uscita questa settimana negli Stati Uniti, ogni foto, oltre a data e ora, conterrà anche informazioni sul luogo in cui è stata scattata. Dunque una scheda di memoria dotata di navigatore satellitare? Quasi. Nemmeno a Eye-Fi è riuscito di restringere un G.P.S. così tanto ma gli effetti sono molti simili. La tecnologia utilizzata è tanto semplice quanto ingegnosa. La società Skyhook ha inventato un sistema chiamato W.P.S. - Wi- Fi positioning system - che individua i segnali mandati dalle stazioni wi-fi in un determinato luogo per determinare la posizione geografica di un chip. Ci sono infatti circa 70 milioni di router wi-fi in case, uffici e negozi, ciascuno dei quali invia ogni secondo un segnale con un nome proprio e un indirizzo network unico (chiamato indirizzo MAC). Per collegarsi ad Internet occorre sempre essere ad una distanza massima di 45 metri ma, dice Skyhook, un computer portatile è in grado di intravedere questo segnale da 450 metri. Le aree metropolitane sono ricoperte di segnali di questo tipo. Ad un tipico incrocio di Manhattan, è normale essere nel raggio d'azione di circa 20 stazioni. L'idea di Skyhook è stata quella di mettere in relazione questi segnali in modo da poter ricavare l'ubicazione di un apparecchio con un'approssimazione di circa 30 metri. L'unico problema è la copertura fuori dalle aree metropolitane. La società ha detto che i 50 milioni di 'hotspot' di sua conoscenza sono sufficienti a coprire circa il 70% delle aree popolate di Canada e Stati Uniti,e il 50% dell'Europa. Ma in situazioni come una gita in barca, un campeggio, o sulle piste da sci, la scheda Eye-Fi probabilmente non sarà in grado di rilevare nessuna posizione.

FONTE: quotidiano.net

Spie e traditori, attenti ai gesti ecco come parla il nostro corpo

La scienza di interpretare i comportamenti degli altri con il rischio di scoprire anche segreti poco piacevoli

Venticinque anni trascorsi a smascherare spie per conto dell'FBI. Chissà quanta tecnologia alla James Bond avrà utilizzato per il suo lavoro Joe Navarro, agente da poco in pensione. Eppure l'arma principale sono stati i suoi occhi. Ha osservato e studiato soprattutto la gestualità dei sospetti, che gli rivelavano se le parole di chi aveva di fronte erano o meno veritiere. Ora il suo lavoro si è trasformato in un libro, "What Every Body Is Saying", nel quale racconta con numerosi esempi pratici il linguaggio inconscio del nostro gesticolare. Dunque, attenti ai propri gesti: anche se non siete una spia potreste raccontare a tutti, anche senza volerlo, che il vostro matrimonio è in crisi, così come se vi amate ancora dopo anni e anni di matrimonio. Se una donna che vi sta dinnanzi mette in bocca il proprio dito mignolo potete stare certi che è attratta dalla vostra presenza, indipendentemente dal vostro sesso, ma al contempo, se siete uomini, vuol sottolinearvi la sua fragilità e la sua arrendevolezza. Sono esempi, tra gli infiniti, del modo con il quale il nostro linguaggio non verbale racconta qualcosa di noi a chi ci sta attorno. Se una coppia non si sopporta più anche se, per vari motivi, è costretta a star vicino, la vedrete comportarsi come Bill e Hillary Clinton ai tempi dello scandalo di Monica Lewinsky. Ci fu un esempio eclatante di espressione del corpo che raccontava quanto i due si odiassero "allorché lasciando una macchina per salire sull'elicottero del Presidente, camminavano entrambi a testa alta e in linea, ma tra i due c'era il maggior spazio possibile", spiega Navarro. Con il linguaggio dei movimenti inconsci si fanno scoperte che possono anche risultare sgradevoli, come è successo a Navarro, il quale intuì che una coppia apparentemente felice di lì a poco si sarebbe lasciata. "Ero in crociera con il mio migliore amico e sua moglie. Tutto era andato benissimo e il viaggio stava volgendo al termine. Ci dicemmo che un'esperienza del genere l'avremmo certamente ripetuta l'anno prossimo. Anche le parole della moglie sembravano entusiaste, ma mentre mi parlava le sue dita si aggrappavano alla collana. Era un segnale inequivocabile di allarme. È come se mi dicesse: "C'è un pericolo"", racconta Navarro. Di lì a sei mesi la coppia si lasciò. Che il linguaggio del corpo sia importante è noto da tempo tant'è che Albert Mehrabian, professore alla Università della California (Usa) è diventato noto per aver dimostrato come le parole abbiano un peso del 7% sulla veridicità del discorso di una persona, il volume, il tono e il ritmo della voce pesano invece, per il 38% e per il 55% è importante il movimento del corpo, soprattutto le espressioni facciali. Dopo 25 anni di lavoro ad osservare gli altri per smascherare persone dal doppio comportamento, Navarro è giunto alla conclusione che "le parole non hanno importanza in un discorso. Il linguaggio sta tutto nei movimenti del corpo. Sono loro che ci raccontano la verità. Essi infatti, ci dicono realmente ciò che pensiamo, ciò che proviamo e quello che aneliamo", sottolinea l'agente dell'FBI. E allora cosa ci racconta il corpo quando una coppia vive felicemente la sua unione? "All'inizio della storia - spiega Navarro-, quando si sta insieme i muscoli facciali si rilassano, le labbra si gonfiano e risultano calde, la pelle si fa più flessibile, la testa si inclina leggermente e il naso si dilata. Nel corso del tempo, coloro che rimangono davvero innamorati diventano quasi specchio l'uno dell'altro. Iniziano a vestirsi in modo molto simile, assumono posizioni che ricordano quelle del partner, giungono a respirare con lo stesso ritmo. Toccano cioè, un'armonia psichica, mentale ed emozionale irraggiungibile con altre persone e solo il corpo è in grado di raccontarlo".

FONTE: Luigi Bignami (La Repubblica)

''-scape'', talenti italiani alla conquista dell'Europa

Il team romano di architetti under 35 composto da Ludovica Di Falco, Francesco Marinelli, Paolo Mezzalama e Alessandro Cambi vanta un curriculum che spazia dal Palazzo di Giustizia di Parigi al tunnel Anas per Mestre a un insediamento residenziale in Lettonia

Dal Palazzo di Giustizia di Parigi (nella foto) al tunnel Anas per Mestre. Dalla riqualificazione della piazza al Fiera District di Bologna a un insediamento residenziale a Riga in Lettonia. Sono i progetti firmati ''-scape'', team italiano di architetti emergenti che dal quartiere romano di Casal Bertone sta conquistando l'Europa. Per Ludovica Di Falco, Francesco Marinelli, Paolo Mezzalama (tutti 33enni) e Alessandro Cambi (di 32), determinante è stato il legame con Parigi. La Francia è stata infatti per i quattro under 35, punto di riferimento culturale comune e trampolino di lancio. Il nome del gruppo romano, fondato nel 2002, è infatti entrato a far parte (unico team straniero) del 'Nouveau albums des Jeunes Architectes Français', una lista di architetti che il ministero redige ogni due anni e al quale garantisce una corsia preferenziale per l'affidamento di incarichi da parte di committenti privati e istituzioni. Iscrizione che rappresenta per gli emergenti un'occasione di grande visibilità che li inserisce in un circuito fatto di mostre e attenzione da parte dei media. E sempre a Parigi, nel 2006 ''-scape'' aveva ottenuto una menzione da parte di un giuria presieduta da Massimiliano Fuksas al maxi concorso internazionale per il nuovo palazzo di Giustizia della Ville Lumière. In Francia ''i giovani sono considerati una risorsa e non una mina per il sistema'', afferma Francesco Marinelli al 'Sole 24ore' in un articolo a loro dedicato nei giorni scorsi. Ma i progetti di ''-scape'' trovano spazio anche in Italia. Marcia infatti a buon ritmo il piano urbanistico attuativo del centro direzionale di Napoli, dove obiettivo del progetto, è mettere in comunicazione parti eterogennee della città come il carcere di Poggio Reale, la nuova stazione della metropolitana e l'area dell'ex macello. Impegnativo anche il progetto di riqualificazione degli spazi pubblici relativi al Fiera District e al Centro Direzionale di Bologna, ''un progetto che ci rende orgogliosi afferma Alessandro Cambi - poiché ci chiama ad affrontare il problema della città contemporanea, puntando sulla rifunzionalizzazione di alcune aree dismesse ''.

FONTE: adnkronos.it

Blogger, gli ultimi antipotenti al potere


Un tempo erano New York Times, Washington Post e Wall Street Journal a tenere sulla corda il mondo politico. Oggi non più, o meglio: non solo. La carta stampata continua a essere molto influente e, se alle copie tirate si aggiungono i contatti sui siti internet, ci si accorge che queste gloriose testate sono sempre più lette. Ma il loro potere d’influire sui partiti e sull’opinione pubblica non è più esclusivo. Nuovi media hanno conquistato prestigio, autorevolezza, visibilità. Dove? Sulla rete, naturalmente. Come? Con i blog e quei siti anomali, a cui per tanto tempo, molte grandi firme del giornalismoamericano (e fior di editori) non hanno creduto. Li guardavano dall’alto, talvolta con una punta di disprezzo, persuasi che i diari on line mai avrebbero potuto competere con loro. Ora invece li rincorrono. Negli Stati Uniti non c’è giornalista di grido che non abbia il proprio blog, che non cerchi il dialogo con i lettori, incoraggiato dalla propria testata. E cambiano le abitudini. Ora ti alzi al mattino e oltre a dare un’occhiata al Times, accendi il computer per dare un’occhiata ai titoli di Drudge Report, Huffington Post, Politico o ai post di Andrew Sullivan o di Daily Kos. Fanno tendenza, muovono milioni di contatti e spesso riescono a innescare il tam-tam tra gli internauti, che è diventato importante al punto da indurre Barack Obama e John McCain a creare una squadra di collaboratori il cui unico scopo è di scandagliare internet, per capire l’aria che tira, per intercettare le manovre diffamatorie, talvolta per promuoverle sotto mentite spoglie. Il bello di internet è che permette di sperimentare formule giornalistiche sempre nuove. Prendiamo Drudge Report, geniale invenzione di Matt Drudge. Che cos’è? Un sito? Un blog? Né l’uno né l’altro: è un portale che rilancia gli articoli dagli altri siti. Il segreto del successo sta nella selezione e nella disinvoltura delle scelte: Matt, che è cresciuto a Hollywood, ha il senso della notizia e del pettegolezzo. Monta e smonta avvenimenti a piacimento, dà il tono, spesso la linea.E quando interviene in esclusiva è devastante. Fu lui, ad esempio, nel 1998 a rivelare la relazione tra Monica Lewinsky e Bill Clinton dopo che il settimanale Newsweek si era rifiutato di pubblicare lo scoop ritenendolo inopportuno. Lui a pubblicare le foto di Obama mentre indossa un abito tribale somalo. Già, Obama. Per molti anni Drudge è stato considerato un populista di destra, da qualche tempo però strizza l’occhio al candidato afroamericano. E secondo alcuni politologi il suo sostegno sarebbe stato decisivo nelle primarie democratiche. Esagerazioni? Forse, ma il suo sito riceve decine di milioni di visite all’anno e Matt guadagna ha un reddito di 800mila dollari. Niente male. Huffington Post rappresenta invece il primo caso di blog che è cresciuto al punto di trasformarsi in un vero giornale on line. Merito di Arianna Huffington, che in realtà non è americana ma greca e che ha saputo mettere a frutto le sue relazioni nell’alta società americana, coltivate ai tempi del matrimonio con il miliardario Michael Huffington. Per anni giornalista di punta, la rossa Arianna nel 2005, all’età di 55 anni, decise di mettersi in proprio fondando il suo blog, di orientamento progressista. E convinse molti bei nomi della politica e dell’economia Usa, talvolta sotto anonimato, a scrivere qualche post. Pertinenti, pungenti, talvolta spregiudicati: un successo, tanto che la spumeggiante Arianna ha creato una vera redazione, che ora produce scoop in continuazione e commenti sempre sagaci. Da mesi è il blog più letto al mondo e Time ha inserito la sua fondatrice tra le cento donne più influenti della Terra. Andrew Sullivan, un conservatore gay, invece non ha cambiato formula: il suo continua a essere un normale blog. Negli anni Novanta era direttore di The NewRepublic, ma si accorse ben presto che il suo sito aveva più lettori della rivista, da cui si dimise nel 1996, diventando un freelance e soprattutto un blogger. Time lo reclutò, ospitando il suo The Daily Dish sul proprio portale, ma nel 2007 i dirigenti di Atlantic Monthly gli hanno offerto di più ed è emigrato sul loro sito, portando con sé un pubblico sterminato. Nell’ultimo anno il suo blog ha registrato 40 milioni di pagine viste. E che dire di Politico? Qui trovano accoglienza alcuni dei più raffinati giornalisti politici che, liberi dai vincoli delle redazioni, danno liberamente sfogo al proprio talento. Molta sostanza, tante informazioni: grazie alla campagna per le presidenziali, Politico ottiene la definitiva consacrazione come il portale per seguire la politica Usa. Certo, solo un sito su un milione ce la fa. La maggior parte dei blog vive per poche settimane o vivacchia nell’anonimato. Aben vedere Drudge, Huffington o Sullivan non sono emersi dal nulla: quando hanno iniziato l’avventura in rete erano giornalisti affermati. Avevano contatti, visibilità, esperienza. Ma hanno avuto il merito di credere in internet e di tentare la carriera fuori dagli schemi. L’audacia è stata premiata. E grazie a loro il blog vive una nuova, promettente stagione.

FONTE: ilgiornale.it