domenica 13 luglio 2008

RAI 4 inizia le trasmissioni

Potrà essere seguita sul digitale terrestre, spettatori- autori con materiali web

Inizierà le sue trasmissioni televisive con Elephant di Gus Van Sant la prima settimana di palinsesto di Rai4, la nuova tv del digitale terrestre free della Rai. Il canale prende il via domani alle 21.00. 'Una rete per un pubblico giovane che naviga su internet, spiega Carlo Freccero, presidente di Raisat (indicata dalla Rai come factory di Rai4). 'Vogliamo - continua - trasformare gli spettatori in autori, capaci di contribuire a creare alcuni dei programmi con i materiali che propongono in rete'. Vedremo se le nuove trasmissioni innovative sapranno catturare l'audience del pubblico, magari raggiungendo percentuali di share che gli permettano di occupare posizioni di rilievo in ambito televisivo.

(nella foto: Carlo FRECCERO)

FONTE: ansa.it

UNIONE MEDITERRANEO, TUTTO PRONTO PER VARO

Oggi Parigi sarà la capitale dell'Europa e del Mediterraneo, sul suo suolo nascerà l'unione di popoli più grande della storia e all'ombra dell'Eliseo si assisterà alle prove generali della riconciliazione in Medio Oriente. E Sarkozy è già pronto, sull'uscio del Grand Palais, ad accogliere i 44 capi di Stato e di Governo delle due sponde che metteranno la loro firma sul certificato di nascita dell'Unione per il Mediterraneo (Upm), il pallino del presidente francese diventato in poco tempo realtà. E' bastato un solo anno di gestazione a far nascere l'Upm, il progetto che all'inizio pochi volevano, che oggi tutti appoggiano e che forse farà passare alla storia Sarkozy come il presidente che unificò il Mediterraneo estendendone i confini fino al Mar Baltico. Sebbene l'Unione che sarà battezzata oggi nell'atteso vertice di Parigi sia una versione rivista e corretta del progetto iniziale di Sarkozy, al presidente francese resterà il 'brevetto' e gli onori: è con lui che i capi di Stato della sponda Sud dialogano, e si è accreditato anche come mediatore per il Medio Oriente (soppiantando Tony Blair), riuscendo a portare attorno allo stesso tavolo Siria, Algeria, Autorità nazionale palestinese e Israele. Sarkozy ha infatti preparato tutto affinché il 13 luglio non si celebri solo la nascita della nuova Unione, ma anche la prova generale della riconciliazione in Medio Oriente: il premier israeliano Ehud Olmert siederà accanto al collega palestinese Abu Mazen, e anche il presidente siriano Bashar al-Assad tornerà per la prima volta ad avere un posto al tavolo della diplomazia internazionale, dopo l'assassinio dell'ex premier libanese Rafic Hariri e i sospetti mai chiariti di un coinvolgimento diretto della Siria. E per essere sicuro che tutto vada per il verso giusto, e che il conflitto arabo-israeliano non torni a mettersi di traverso nelle aspirazioni all'unità dell'area euro-mediterranea, il presidente francese ha avviato fin da oggi gli incontri bilaterali con Olmert e Abu Mazen, e poi con Assad, il presidente libanese Michael Sleiman e l'emiro del Qatar. Se per il ruolo da mediatore nello scacchiere mediorientale Sarkozy è appena agli inizi, ha invece già tutte le carte in regola per vantarsi di aver riformato completamente una delle politiche europee in un anno soltanto. La nuova Unione prenderà infatti il posto del Processo di Barcellona, o partenariato euro-mediterraneo, nato nel 1994 e arenatosi poco dopo, per l'ostruzionismo di alcuni Paesi del sud e per l'influenza del conflitto israelo-palestinese. Ma l'Europa, spinta dalla Francia, è tornata alla carica per cercare ancora una volta di stringere i legami con un'area dove il Pil cresce sempre più in fretta, a differenza della Ue, e dove gli investimenti stranieri (59 miliardi di dollari nel 2006) hanno quasi raggiunto quelli della Cina (69 miliardi di dollari). Sempre più aziende pensano infatti di spostare i centri di produzione nella sponda sud: Renault e Nissan, a breve in Marocco, sono solo le prime due della lista. La nuova partnership diventerà operativa entro la fine del 2008, e per allora bisognerà aver trovato anche i fondi per far partire i primi grandi progetti, degni di una grande unione: unire tutti i porti delle due sponde, ripulire il Mediterraneo entro 2020, creare una protezione civile che intervenga da Venezia a Gibilterra e coprire di pannelli solari i deserti del Maghreb. Sarkozy ha puntato in alto, e dietro di lui l'Unione europea e tutti i leader come la tedesca Angela Merkel che non volevano essere tagliati fuori dal progetto faraonico. Ma dopo il clamore della festa, che già si annuncia un successo, al presidente francese toccherà tenere uniti quei Paesi che hanno acconsentito di sedersi allo stesso tavolo ma hanno rifiutato di farsi fotografare insieme. La sfida di Sarkò è appena iniziata.

FONTE: ansa.it