lunedì 14 luglio 2008

Applausi per Tanabata, la magica sera d’oriente

Grandioso successo per la splendida iniziativa organizzata all'Infernetto...

Una notte magica, quella organizzata e realizzata sabato scorso dalle Associazioni Culturali Move e Ajisai che, in collaborazione con il Punto Verde Qualità ‘Parchi della Colombo’, hanno presentato la prima edizione di “Tanabata, la magica sera del sette, manifestazione culturale dedicata alla popolare festività giapponese in cui tutti scrivono i propri desideri ed i propri sogni, nella speranza che questi si avverino. Lo scopo di questa iniziativa, che ha avuto anche il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura, la Fondazione Italia-Giappone, l’Ambasciata del Giappone, il Comune di Roma X Dipartimento ed il XIII Municipio, era quella di valorizzare il territorio attraverso l’integrazione culturale in un Municipio dove risiede una numerosa comunità giapponese: ‘Obiettivo raggiunto’, ci spiegano gli organizzatori che sottolineano ‘la nutrita presenza nipponica, oltre a quella di casa’. Bellissima la Mostra fotografica sul Giappone che ha fermato il tempo sulla natura, gli angoli tipici, i monumenti, templi e scorci di vita quotidiana. Delizioso il sushi preparato da Sushisen e splendide anche le composizioni e le dimostrazioni di Ikebana, le esposizioni di bonsai, di oggettistica giapponese, compresa la mitica moto nipponica, una splendida Yamaha R1 con i colori del Giappone, il bianco ed il rosso, preparata per l’occasione dal Team Panella. Assolutamente emozionante la sfilata di abiti tradizionali, Kimono e Yukata, in collaborazione con “Kimonoflaminia”, che ha contribuito ad avvicinare due culture e due mondi lontanissimi, come il ‘Vecchio Continente’ e l’Estremo Oriente. I modelli, con la particolare pettinatura curata da ‘Tagliati x il Successo’, sono stati accompagnati da un sottofondo musicale con strumenti tipici giapponesi, racconti e cenni storici, inclusa un'introduzione esplicativa sulla laboriosa vestizione. A sfilata conclusa, sotto la magia dei fuochi d’artificio, ognuno ha potuto scrivere i propri desideri sui bigliettini distribuiti dagli organizzatori ed appenderli ai rami dei 10 alberi di bambù, uno dei simboli della cultura orientale. E’ stata questa la particolarità del Tanabata, un appuntamento unico nel suo genere per il tredicesimo municipio, curato nei minimi particolari da Micaela Giambanco, esperta di Oriente e soprattutto del Sol Levante, realizzato anche grazie alla sensibilità degli sponsor che hanno voluto sostenere la prima manifestazione culturale dedicata al Giappone, totalmente gratuita e realizzata per la prima volta all’aperto, in un parco pubblico, il bellissimo Punto Verde Qualità ‘Parchi della Colombo’, una location che si è rivelata adeguata ad ospitare eventi e manifestazioni.


FONTE: Associazione Culturale Move - Cesare Colangelo

Cnr realizza un sistema che riconosce il vero "made in Italy"

Vita dura per i falsari. È proprio Napoli, che secondo un vecchio stereotipo è la capitale delle imitazioni, a sferrare un duro colpo alle contraffazioni, grazie ad un sistema che smaschera capi contraffatti e riconosce il vero «made in Italy», messo a punto dai ricercatori dell’Istituto per i materiali compositi e biomedici (Imcb) del Cnr di Napoli. Si tratta di un materiale innovativo che coniuga le proprietà dei metalli nanoscopici con quelle dei polimeri: una matrice di materie plastiche che racchiude nanoparticelle metalliche, di dimensioni piccolissime, dell’ordine di un milionesimo di millimetro, che, se esposte a radiazione ultravioletta di opportuna frequenza, emettono una luce colorata per fluorescenza difficilissima da riprodurre. «La tonalità cromatica della luce può essere controllata cambiando semplicemente la composizione delle nanoparticelle», spiega Gianfranco Carotenuto, primo ricercatore dell’Imcb-Cnr di Napoli, ideatore del sistema. «Per esempio, si può usare una lega oro/argento anziché metallo puro. Il metallo contenuto nel `marchiò diventa, in questo modo, la caratteristica, che contraddistingue quel determinato capo e che rimane nascosta alla vista, come un’etichetta invisibile». Un’etichetta che non può essere rivelata direttamente, ma che è visibile soltanto per esposizione a luce UV, rappresenta una garanzia tanto per i consumatori quanto per piccoli e grandi proprietari di marchi. Se la combinazione di colori dovesse essere intercettata la composizione delle nanoparticelle metalliche può essere cambiata come la combinazione di una cassaforte o la password di un sistema informatico.«Una prerogativa di questo approccio è la sua semplicità», sottolinea Carotenuto. «La fluorescenza è una tecnica già ampiamente applicata al campo dell’autenticazione, ma nel nostro caso il colore emesso può essere variato e controllato in maniera continua, consentendo così di ottenere qualunque tonalità cromatica. Inoltre, l’emissione di luce si verifica esclusivamente per esposizione a radiazione incidente di una ben precisa lunghezza d’onda e anche solo rilevare la presenza dell’agente fluorescente risulta, quindi, difficile se non si dispone della particolare sorgente di radiazione necessaria per l’eccitazione di quel materiale specifico». La sicurezza viene quindi garantita dalla combinazione tra la composizione del marchio e il tipo di lampada usata per eccitarne la fluorescenza. Questo materiale innovativo, dicono i ricercatori, può avere applicazioni molteplici: in ambito microelettronico, fotonico ed optoelettronico. Si va dall’utilizzo come filtro da applicare su celle fotovoltaiche per aumentarne l’efficienza nella produzione di energia elettrica, alla realizzazione di diodi emettitori di luce (LED), sensori fotoconduttivi, display a colori. Un altro utilizzo possibile è ad esempio nella costruzione di serre, poiché questo materiale è in grado di bloccare la radiazione ultravioletta, dannosa per il metabolismo vegetale, convertendola in luce rossa che invece accelera e favorisce la crescita delle piante.

FONTE: lastampa.it