mercoledì 16 luglio 2008

Alpinista Italiano disperso sull'Himalaya

Poche le speranze di ritrovarlo vivo. L'altoatesino è caduto in un crepaccio mentre stava tentando di aprire una nuova via sull'inviolata parete Rakhiot, a 8.125 metri, in Nepal. L'allarme lanciato dai suoi due compagni di cordata. Sulla cima nel 1970 aveva perso la vita Guenther Messner.

Dato per disperso e con poche speranze di essere ritrovato vivo, l'alpinista altoatesino Karl Unterkircher stava tentando di aprire una nuova via sul versante Rakhiot, sul monte Nanga Parbat, a 8.125 metri, in Nepal quando è caduto in un crepaccio. L'allarme lo hanno dato i suoi due compagni di cordata, l'altro altoatesino Simon Kehrer, della Val Badia, e il trentino Walter Nones, della Val di Fiemme, attraverso il telefono satellitare. I tre erano impegnati nell'apertura di una nuova via sull'inviolata parete Rakhiot della cima himalayana sulla quale nel 1970 aveva perso la vita Guenther Messner durante una spedizione assieme al fratello Rheinold. Secondo le prime frammentarie informazioni pervenute, Karl Unterkircher sarebbe precipitato in un crepaccio e i soccorsi sono molto difficili, quasi impossibili. Unterkicher era nato nel 1970 e viveva assieme alla famiglia a Selva di Valgardena, località della quale era stato nominato cittadino onorario. Nel suo curriculum figura un'impressionante serie di cime conquistate: dall'Everest al K2, al temibile Gashembrun. Il 22 maggio 2007, insieme ad Hans Kammerlander, Unterkircher aveva raggiunto la vetta dello Jasemba (7350m, Nepal), realizzando la prima salita della parete sud della montagna. Oltre 300 le vie aperte da Karl Unterkircher sulle Dolomiti. Nel 2006 era stato nominato dal capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi cavaliere della Repubblica. Alcuni giorni fa dal campo base del Nanga Parbat aveva scritto una e-mail nella quale affermava di temere le scariche di ghiaccio che si abbattevano dall'alto. ''La cosa migliore per evitare spiacevoli imprevisti - aveva scritto - sarebbe rinunciare alla scalata. Ma mica rinunceremo adesso?''.


FONTE: adnkronos.it

Polizia e carabinieri in piazza: "Il governo ci taglia 3 miliardi"

Domani cortei in tutt'italia contro i tagli. Forze dell'ordine e militari sfileranno anche davanti al Senato e a Palazzo Chigi. "I cittadini devono sapere, 40mila lavoratori a casa"

Scatterà domani in tutta Italia la protesta degli operatori delle forze dell'ordine contro i tagli alla sicurezza. Aderiscono tutte le sigle sindacali della polizia di Stato, della penitenziaria, della forestale e i cocer dei carabinieri, della guardia di finanza, dell'esercito, della marina militare e dell'aeronautica. Protesteranno davanti a palazzo Chigi, ma anche davanti al Senato, alla Camera ed a tutte le prefetture d'Italia "per avvertire i cittadini delle conseguenze nefaste che rischiano di avere sulla sicurezza e sulla difesa i pesantissimi tagli contenuti nella manovra finanziaria emanata per decreto dal Governo, attualmente all'esame del Parlamento per la conversione in legge". Ammontano infatti, spiegano le organizzazioni, a "ben tre miliardi di euro i tagli nel triennio", che "impediranno l'acquisto di autovetture, mezzi, strumenti utili per svolgere il servizio nonché la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l'acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più fatiscenti, mentre per la riduzione complessiva nel triennio dell'organico delle Forze di polizia e delle Forze amate di circa 40.000 operatori saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli ed una oggettiva riduzione della capacità operativa e d'intervento sul territorio delle Forze dell'ordine e delle Forze armate". "A ciò si affiancano - proseguono le organizzazioni - pesantissime penalizzazioni sulle componenti della retribuzione legate proprio alla produttività e si omette il riconoscimento della specificità professionale degli addetti alla sicurezza, che invece era al primo posto nel programma elettorale dell'attuale maggioranza, che tre mesi fa prometteva investimenti sulla sicurezza e oggi opera tagli insostenibili".

FONTE: quotidiano.net

Impronte digitali su carte identità per tutti dal 2010

Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato questa notte, col sostegno dell'opposizione, un emendamento alla manovra di bilancio che fissa dal 2010 la scadenza in cui tutti i cittadini italiani dovranno registrare le proprie impronte digitali sulla carta d'identità. Lo ha confermato questa mattina l'ufficio stampa della Camera. La misura - contenuta in una proposta presentata da tre parlamentari del Pdl che modifica un articolo che raddoppia la durata del documento di identità - dovrà poi essere confermata dal Parlamento, ma sembra destinata a disinnescare almeno in parte la controversa vicenda della campagna per censire i rom e altre etnie presenti in Italia, che ha portato in settimana l'Europarlamento ad approvare una risoluzione critica verso il governo di Roma e oggi ha provocato l'indignazione del primo ministro romeno. Dopo l'annuncio che le autorità avrebbero prelevato le impronte digitali di tutti i cosiddetti zingari (termine che deriverebbe dalla parola greca "intoccabili"), bambini compresi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha precisato che la misura si applicherebbe solo nel caso in cui non è possibile stabilire l'identità delle persone e con l'autorizzazione di un giudice, per quanto concerne i minori. Ma le precisazioni non hanno impedito le proteste e le polemiche, e il 10 luglio il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che definisce "inammissibile la violazione dei diritti fondamentali dei bambini e la loro criminalizzazione".


FONTE: reuters.it