venerdì 18 luglio 2008

Berlusconi: «Napoli torna occidentale».«Le tasse? Scenderanno sotto il 40%»

Il premier: «Diminuendo spese, privilegi e sprechi la pressione fiscale si può ridurre in cinque anni»

NAPOLI - Parla di «opera di civiltà» e dice che «in Campania lo Stato è tornato a fare lo Stato». Silvio Berlusconi è più che soddisfatto al termine del Consiglio dei ministri straordinario, in trasferta a Napoli per l'emergenza rifiuti in Campania (e non sarà l'ultimo, ha sottolineato - il video). Il premier annuncia la soluzione del problema: «Abbiamo mantenuto la promessa in 58 giorni: Napoli e la Campania tornano ad essere pulite e occidentali senza il disastro che ha rovinato la nostra immagine nel mondo. In molti hanno scommesso che il governo non ce l’avrebbe fatta, ma hanno avuto torto. Siamo riusciti in una missione impossibile».

RESPONSABILITÀ - Il premier ha ringraziato il sottosegretario Guido Bertolaso, che ha illustrato ai ministri le linee del piano, e «tutti coloro che hanno lavorato alla fine dell'emergenza», compreso il ministro all'Ambiente Prestigiacomo che definisce «gracile e dolce all'apparenza, ma con un carattere di ferro». Berlusconi assicura che il governo indagherà sulle responsabilità: «Non sono ancora chiare le cause della grave situazione che abbiamo trovato, ma si potevano e si dovevano evitare: sono responsabilità che andremo a investigare». Delle 50mila tonnellate che occupavano le strade di Napoli e della Campania ne restano 2mila di rifiuti pericolosi, che saranno smaltiti entro fine mese: «È finita la fase drammatica dell'emergenza, ma ora comincia un'altra fase che è sempre di emergenza e che prevede la messa a regime di tutto il sistema dei rifiuti con la realizzazione dei termovalorizzatori. I tempi per uscire dall'emergenza sono previsti in tre anni, ma noi speriamo di farcela in due» ha detto Berlusconi. E ancora: «Tokyo è una città di oltre 13 milioni di abitanti, dove non si vede neppure un mozzicone di sigaretta. Dobbiamo seguire questo esempio. Da Napoli deve partire una campagna per città più ordinate e pulite».

TASSE - Berlusconi ha parlato anche di temi diversi e ha messo l'accento sulla questione economica. Uno dei problemi centrali del paese - ha detto - è «ridurre assolutamente il debito pubblico». E l'Italia «lo farà attraverso la dimunizione di spese, privilegi e sprechi». Ovvero, garantisce, «non ci sarà nessuna imposta che aumenterà». E precisamente: «Se gli italiani ci sosterranno, potremo arrivare in 5 anni a portare la pressione fiscale complessiva sotto il 40%». In più, annuncia il premier, sempre per far fronte alla diminuzione di spese, «in tutti i ministeri stiamo iniziando a fare delle due diligence per individuare gli sprechi e mettere fine alle inefficienze». Il margine c'è, «visto che spendiamo per lo Stato il 50% in più di quello che spendono i tedeschi». Il premier ha trovato anche il tempo per una battuta: «Arrivando qui un gruppo di signore mi ha accolto dicendo: Silvio santo subito. Accetto il 'santo', ma non sono d'accordo sul subito».

FONTE: ilcorriere.it

Pigri o atletici? Dipende dal Dna

Passate ore e ore seduti sul divano di casa e vostra madre vi rimprovera perchè siete troppi pigri e dimenticate di fare un po' di ginnastica. La colpa è tutta dei vostri geni. L’indole all’attività fisica infatti è scritta nel vostro Dna. Due studi pubblicati sulle riviste The Journal of Heredity e Physiological Genomics, da un team di ricercatori della University of North Carolina a Charlotte hanno permesso di individuare nel Dna dei topi almeno 23 geni che insieme rendono conto dell’84% delle differenze individuali nei comportamenti in quanto all’attività fisica svolta. Sebbene sui topi, ha spiegato Timothy Lightfoot, si tratta della prima ricerca sistematica dei geni della tendenza ad essere fisicamente attivi o poltroni. È ormai quasi lapalissiano dire che l’attività fisica fa bene, eppure non sono in pochi coloro che non ne vogliono sentir parlare, neppure quando la bella stagione gli impone l’annuale confronto con la prova costume. Per i pigri di natura la spiegazione è da ricercare nelle abitudini acquisite nel corso della vita, oppure in qualche condizionamento innato? Gli esperti hanno cercato la risposta in famiglie di topolini, alcuni attivissimi, altri definiti addirittura dai ricercatori dei «sedentari aggressivi per quanto sono pigri. Lasciati liberi di fare ginnastica a piacimento su una ruota, infatti, i primi si cimentano nell’allenamento senza risparmiarsi, gli altri invece alla ruota non si avvicinano neppure. Studiandone il Dna gli esperti hanno scoperto numerosi punti su vari cromosomi associati a differenti comportamenti in quanto a velocità, resistenza, distanza percorsa sulla ruota: insieme questi geni decidono in modo sinergico il grado di attivismo di ciascuna famiglia di topolini. Facendo poi accoppiare tra loro topolini di diverse famiglie, gli scienziati hanno ottenuto tutte le «tonalità» intermedie di comportamento, segno che i geni dei sedentarietà e dinamismo si riassortiscono e regolano l’indole del topolino. «Non sappiamo ancora cosa facciano questi geni - ha spiegato Lightfoot - ma crediamo abbiano un ruolo nel regolare nel cervello l’impulso, l’iniziativa all’attività fisica». «Si può nascere poltroni? A questa domanda - ha concluso Lightfoot - si può di certo rispondere di sì». E comunque parlando di pigrizia, guardare la televisione fa «spegnere» il senso di sazietà facendo aumentare il rischio obesità. Un gruppo di ricercatori canadesi ha infatti messo a disposizione quantità illimitate di pizza a un gruppo di bambini dai nove ai 14 anni. Quelli che stavano guardando i Simpson in tv hanno mangiato il 22% in più di pizza, con una media di 228 calorie in più rispetto a quelli che si trovavano in un’area più tranquilla, senza il piccolo schermo. Il senso di sazietà, hanno spiegato i ricercatori di Toronto, arriva da un gruppo di ormoni secreti dal sistema digestivo che manda il messaggio di sazietà al cervello. Un altro segnale arriva dal livello di zuccheri nel sangue. Ma i ragazzi schierati di fronte alla tv hanno ignorato entrambi i segnali. Attenzione quindi a non fare del telecomando un compagno opposto all’attività fisica perchè, avvertono gli esperti canadesi, la spiegazione prescinde dall’età e vale anche per gli adulti.

FONTE: lastampa.it

Brunetta: visita fiscale anche dopo un giorno di malattia

Dipendenti pubblici nel mirino del Ministro.....

Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha firmato oggi una circolare indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni circa l’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta nell’art. 71 del decreto legge n. 112 del 2008. La circolare, che è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione, si legge in una nota, chiarisce il nuovo regime delle assenze per malattia introdotto dal provvedimento, sia dal punto di vista della retribuzione spettante in caso di assenza sia per le modalità di certificazione. In particolare, la decurtazione della retribuzione si applica ad ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, e riguarda i primi dieci giorni di assenza. Per quanto concerne le modalità di certificazione della malattia, si specifica che il terzo evento di malattia nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del S.S.N.. Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno. La circolare fornisce indicazioni alle amministrazioni circa l’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. Viene posto in particolare l’accento sulla necessità di valutare l’apporto individuale ai fini di attribuire premi di produttività, di risultato e incentivi. I contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti spettanti stabilendo sempre un monte ore massimo. Nel caso di fruizione del permesso per l’intera giornata, al fine impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole e delle disposizioni che prevedono permessi retribuiti, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente deve essere computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza. Le amministrazioni saranno tenute ad applicare immediatamente la nuova disciplina se i contratti collettivi già stabiliscono l’alternatività tra la fruizione a giornate e quella ad ore dei permessi, fissando già il monte ore. La circolare è stata concordata con l’Anci al fine di chiarire i molti dubbi avanzati in questi giorni da diversi Comuni.

FONTE: lastampa.it

G8, irruzione Diaz: chieste 28 condanne e un'assoluzione

La procura di Genova -- al termine della sua requisitoria al processo per l'irruzione della polizia all'epoca del G8 del 2001 alla scuola Diaz, in cui rimasero feriti 93 attivisti no global -- ha chiesto oggi la condanna di 28 poliziotti e l'assoluzione per uno, per un totale di 109 anni e 9 mesi di reclusione per accuse che vanno dalle lesioni al falso, calunnia e arresti illegali. In particolare, i pm Francesco Cardona Albini ed Enrico Zucca hanno chiesto la condanna per Francesco Gratteri e Giovanni Luperi -- oggi rispettivamente ai vertici dell'antiterrorismo e dei servizi segreti -- a quattro anni e sei mesi ciascuno per falso ideologico, calunnia e arresto illegale. La pena più elevata -- 5 anni di reclusione -- è stata richiesta per Pietro Troiani, il poliziotto che avrebbe portato le due molotov all'interno della scuola per dimostrare la pericolosità degli attivisti ospiti dei locali della Diaz. Condanna a quattro anni e sei mesi chiesta anche per Vincenzo Canterini, all'epoca dei fatti comandante del primo reparto mobile di Roma, così come per Gilberto Caldarozzi, allora vice direttore dello Sco; Spartaco Mortola, allora dirigente della Digos; Nando Dominici, capo della mobile di Genova; Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Carlo di Sarro, all'epoca tutti vice questori aggiunti di Genova. In mattinata era caduta l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio per alcuni degli imputati, tra cui Luperi, Gratteri e Mortola, trasformato nell'ipotesi di reato di arresti illegali. La sentenza è attesa per settembre. Secondo l'accusa, all'interno della scuola Diaz durante il G8 del 2001 ci fu un'azione militare preordinata che provocò un "massacro" tra i 93 no global sorpresi nel sonno e picchiati selvaggiamente. All'inizio della settimana, si è chiuso nel capoluogo ligure il processo di primo grado per le violenze nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 con 15 condanne e 30 assoluzioni.

FONTE: reuters.it