domenica 20 luglio 2008

Direttamente dall'Argentina arriva la “tango-terapia”

Ottimo rimedio Per vincere stress, ansia e depressione

Il primo Congresso internazionale di tangoterapia si conclude oggi a Rosario, in Argentina, dove circa duecento partecipanti hanno discusso per due giorni delle virtù del tango come strumento per combattere stress, ansietà e depressione, ma anche per migliorare la circolazione cardiovascolare e ridurre il colesterolo. Lo ha riferito oggi la stampa argentina. «Quando balliamo un ballo d'abbraccio, intenso come il tango, si produce nel cervello l'ormone dell'oxitocina, che combatte l'ansietà e lo stress», ha spiegato ai congressisti Federico Trossero, un medico specializzato in psichiatria biologica, autore del libro Tango-terapia e a sua volta ballerino di tango. Il cardiologo Roberto Peidro e il collega Ricardo Edgar Comasco, autori del libro Con il cuore nel tango, hanno dal canto loro illustrato i risultati di una ricerca da cui emerge che, se si balla il tango in maniera regolare, migliora la circolazione cardiovascolare e si riduce il colesterolo. I due ricercatori hanno al riguardo messo a punto un protocollo d'indagine per misurare determinati valori respiratori e cardiaci mentre si balla il tango, da cui sono emersi risultati «altamente positivi» per la salute dei ballerini.

FONTE: ilmessaggero.it

Incendi: il Wwf lancia l'allarme per l'estate

A rischio 17 aree italiane doc

Dopo il 2007, vero e proprio "annus horribilis" per le foreste, il 2008 dovrà passare alla storia come l' anno zero per la prevenzione degli incendi. È questo l'auspicio del Wwf, che ha presentato venerdì i dati del dossier Incendiometro 2008. Obiettivo fondamentale per l' associazione ambientalista è quello di uscire dalla gestione commissariale per imparare a gestire e governare l'ordinario.
Nel 2007 sono andati in fumo oltre 227.729 ettari di superficie, di cui 116.602 boscati (il 27% dei quali ricadenti in aree protette), per un danno economico di oltre 640 milioni di euro considerando solo i boschi. A rischio la biodiversità made in Italy: 17 le perle più a rischio incendi. Sul fronte delle cause, il dolo, nel 2007, ha inciso per il 65% sul totale roghi. Ecco la fotografia scattata dal Wwf.
Le specie più colpite. Nelle 17 aree a rischio segnalate dal Wwf vivono specie preziose particolarmente vulnerabili nel periodo estivo agli incendi spesso perchè coincidente col periodo riproduttivo. Tra queste ci sono anfibi come la rana di Lataste e la salamandra pezzata appenninica; rettili tra cui la lucertola delle Eolie e la testuggine di Hermann. Tra i mammiferi il quercino sardo, il capriolo italiano, il gatto selvatico e la martora. È stato calcolato che un incendio distruttivo di un ettaro di pineta può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti.
Un patrimonio in fumo. I benefici apportati dalle foreste in termini di servizi naturali offerte è immenso e va dalla regolazione dell'atmosfera e del clima, alla protezione da inondazioni, siccità, frane, dissesto idrogeologico, oltre ai benefici che derivano dal valore estetico, ricreativo e turistico. In uno studio condotto dal Wwf Spagna, si è calcolato che il danno economico causato dagli incendi forestali corrisponde a 5.500 euro per ettaro di bosco incendiato, senza considerare i danni permanenti e il valore delle specie animali e vegetali distrutte. Considerando questi valori, nel 2007 il nostro Paese ha letteralmente bruciato oltre 640 milioni di euro, solo per gli incendi boschivi, e un valore forse equivalente per gli altri 111.000 ettari andati in fumo di ambienti non forestali. Una perdita immane, considerato anche che occorrono circa 100 anni a un bosco di latifoglie, come le faggete e quercete, per ricrescere, mentre bastano alcune decine alla macchia mediterranea.
Climo: l'uso del suolo e la mano dell'uomo. Il rischio incendio è determinato soprattutto dal clima secco, l'uso del suolo e dunque le caratteristiche della vegetazione e la topografia. In un territorio montano, infatti, l'incendio avrà più probabilità a diffondersi rapidamente rispetto alla pianura. Ma la piaga è quasi sempre da ricondurre all' 'opera dell'uomo e non al fenomeno dell'autocombustione, rarissimo (appena lo 0,6-0,7 % del totale) e quindi irrilevante nel nostro paese. Gli incendi dolosi sono aumentati nel 2007: dal 59,9% al 65% del totale, un fenomeno preoccupante perchè gli incendi boschivi dolosi sono stati ben 7.000.
I modelli di prevenzione.
Nella lotta contro gli incendi boschivi il Wwf ha evidenziato due modelli virtuosi di prevenzione. Il primo è quello messo in atto dalla Provincia di Macerata, che in soli 5 anni, dal 2000 al 2005, ha visto passare la superficie di bosco incendiato da 452 ettari a soli 52. Il Piano ha un'altra particolarità: è estremamente efficace dal punto di vista economico, costando appena 66.000 euro per il controllo di 215.000 ettari di superficie coinvolta. L'altro modello è quello avviato dal Parco del Pollino, l'anno scorso tra i più colpiti in assoluto, con 6.959 ettari di cui 2.952 di bosco, sono andati in fumo nel 2007. Per prevenire una nuova emergenza l'Ente parco guidato da Domenico Pappaterra si è dotato, primo parco nazionale ad averlo fatto, di un Piano annuale per la programmazione delle Attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incedi boschivi.

FONTE: ilmessaggero.it