giovedì 7 agosto 2008

Droga: le tracce relative all'assunzione rilevate dalle impronte

Lo rivela uno studio di ricercatori statunitensi della Purdue University

Una nuova rivoluzionaria tecnica consentirà di rilevare l'impronta digitale e svelare se sul dito che l'ha lasciata c'erano tracce di droghe o esplosivi. A mettere a punto questa innovativa tecnica sono stati i ricercatori statunitensi della Purdue University. E' sufficiente applicare sulla traccia digitale un particolare solvente spray e analizzare le goccioline che si formano. Si ottiene cosi' una immagine 'chimica' dell'impronta ad alta risoluzione, anche nel caso in cui si siano rilevate delle impronte digitali di persone diverse sovrapposte.








FONTE: ansa.it

Astronomia: scoperto "Voorwerp", nuovo oggetto cosmico

Sarebbe una nube di gas riscaldata da una radiazione fossile di una quasar

Ha l’aspetto di una nube gassosa di color verde il nuovo oggetto cosmico scoperti da Hanny van Hankel, insegnante di Heerlen e battezzati «Hanny’s Voorwerp» (“oggetto” in olandese): la professoressa si è imbattuta nel nuovo «esemplare» navigando su Galaxy Zoo, un sito web dedicato alla classificazione delle galassie attraverso le immagini fotografiche. Come spiega la Bbc, Van Hankel ha identificato nelle foto un oggetto che non rispondeva ad alcuna delle descrizioni galattiche offerte dal sito e ha inviato una mail ai responsabili: questi hanno prima esaminato le immagini e poi avvisato gli astronomi dell’osservatorio di la Palma, che hanno confermato l’effettiva novità della scoperta. Il Voorwerp è una massa di gas riscaldata dalla radiazione «fossile» di una quasar ormai estinta e che era situata nella vicina (qualche decina di migliaia di anni luce) galassia Ic 2497; il colore verde è dato dalla presenza di ossigeno ionizzato. L’oggetto era stato catalogato una volta in passato ma senza che ne venisse riconosciuta la natura: sebbene si conoscano infatti diversi «echi luminosi», masse di gas poste attorno a quasar o a resti di supernova, nessuno ha l’estensione del Voorwerp (che potrebbe persino essere una vera e propria galassia, priva di stelle sufficientemente luminose da essere visibili dalla Terra), al momento unico nel suo genere. Della questione si occuperà ora il telescopio spaziale «Hubble»: gli astronomi sono interessati oltre alla natura della nube in sé (che presenta un misterioso «buco» nel suo centro) anche a identificare la quasar che ha originato il fenomeno: si tratterebbe del primo caso di «oggetto quasi stellare» non più attivo localizzato con certezza. Van Arkel da parte sua ha raccontato di non avere mai studiato astronomia, ma di essere piuttosto interessata alla musica: questo la spinse a comprare «Bang! La storia completa dell’Universo», scritto dal chitarrista dei Queen - nonché laureato in fisica e in astronomia - Brian May, e ad appassionarsi al Galaxy Zoo.

FONTE: lastampa.it

Olimpiadi: gli azzurri del calcio iniziano nel migliore dei modi

Italia - Honduras 3 - 0, reti di Giovinco, G. Rossi e Acquafresca

In un giorno caratterizzato dall'attesa per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici, in un clima di grande afa, l'Italia del calcio inizia nel migliore dei modi il suo cammino olimpico: un perentorio 3-0 sull'Honduras con gol di Giovinco, G. Rossi e Acquafresca. Dopo un avvio piuttosto guardingo e 'cauto' (durante il quale gli azzurri hanno comunque avuto tre ghiottissime occasioni), Giovinco al 41' ha sbloccato il risultato con un bellissimo sinistro da 25 metri che si è insaccato sotto l'incrocio dei pali. Subito dopo Acquafresca induce al fallo di mano Arzu: Giuseppe Rossi trasforma il rigore al 45'. Nella ripresa nuovo penalty su Acquafresca, realizzato dal cagliaritano al 51'. Grande soddisfazione nel clan azzurro, con un Casiraghi raggiante dopo la vittoria.

Alessandro Nanni

Olimpiadi Pechino 2008: la fiaccola sulla Grande Muraglia

Moltissime le persone che hanno atteso il passaggio dei tedofori nonostante la fitta nebbia

Dopo essere stata festeggiata ieri a Piazza Tiananmen, la fiaccola olimpica ha raggiunto oggi la Grande Muraglia, da dove farà poi ritorno in città per la cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino. Numerosi gli spettatori che hanno atteso la fiaccola su uno dei luoghi simbolo della Cina. «Viva Pechino, viva i Giochi olimpici», ha urlato la folla, incoraggiando i tedofori. Più di 10 mila comparse vestite di giallo e centinaia di volontari stanno accompagnando festosamente il percorson della torcia, mentre poco più in là è stata allestita la parata con il tradizionale dragone cinese. Lo spettacolo, però, è stato parzialmente rovinato da una fitta nebbia che dal nord del paese è scesa fino a Pechino, riducendo drasticamente la visibilità; la fiaccola, comunque, sarà portata da 268 tedofori che percorranno, in tre ore, quasi 15 chilometri. La corsa lungo la Grande Muraglia è durata soltanto 15 minuti: la torcia è stata quindi conservata in un luogo sicuro, in attesa della cerimonia di domani. La 29.ma edizione dei Giochi Moderni si aprirà con una cerimonia inaugurale che durerà tre ore e mezza a partire dalle 20 locali, le 14 in Italia. La cerimonia inaugurale, che fino alle 13 italiane sarà preceduta da una «pre-cerimonia» animata da 28 gruppi folkloristici provenienti da ogni angolo della Cina, ruoterà attorno ad una sezione artistica che dovrebbe durare circa un’ora. Diretto dal noto regista cinese Zhang Yimou («Lanterne rosse», «La foresta dei pugnali volanti», «Non uno di meno»), lo spettacolo rappresenterà in due parti distinte l’età antica della civilizzazione della Cina e l’era moderna del Paese. Al termine la cinese Liu Huan e la britannica Sarah Brightman intoneranno l’inno delle Olimpiadi di Pechino. Le successive due ore e mezza si articoleranno sul discorso del presidente cinese Hu Jintao e sulla parata delle 205 delegazioni nazionali, che guadagneranno la pista del Nido d’Uccello (lo stadio Olimpico di Pechino) seguendo l’ordine dell’alfabeto cinese.

FONTE: lastampa.it

Tecnologia: messo a punto 'occhio elettronico' con circuiti flessibili

La rivista scientifica Nature pubblica un ampio articolo inerente il nuovo dispositivo

Un vero e proprio occhio elettronico che, grazie alla sua struttura curva che ricalca fedelmente la forma della retina umana, riesce a catturare immagini molto dettagliate, di elevata qualita'. E' un nuovo dispositivo tecnologicamente evoluto, una 'fotocamera' di cui parla la rivista scientifica Nature, realizzata da ricercatori americani della University of Illinois che per la prima volta sono riusciti a installare sensori di luce e circuiti piccolissimi su una superficie curva. Il risultato ottenuto e' proprio quello di un dispositivo molto simile all'occhio umano, che rispetto agli apparecchi attuali riesce a coprire un maggior campo visivo e regala immagini di maggior qualità. Uno strumento che apre la strada a una nuova generazione di macchine fotografiche e videocamere ma anche a nuovi strumenti per la diagnosi e nuove protesi. Questa importante notizia apre ora nuove possibilità per la cura delle patologie legate alla vista.

FONTE: corriere.it

Oceano Pacifico: record di traversata a remi dal Perù all'Australia

Straordinaria impresa dell'italiano Alex Bellini

OCEANO PACIFICO - Ai primi di luglio Alex Bellini incontra la prima imbarcazione dopo quattro mesi e mezzo di navigazione e 4.000 miglia percorse dalla costa del Perù. E’ il Lady Chris, un piccolo peschereccio di Papeete, nella Polinesia francese, con 4 marinai sbalorditi dal trovare in pieno Oceano Pacifico una barca a remi con l’italiano a bordo. Loro pensano sia un naufrago, offrono cibo, bevande, vorrebbero prenderlo a bordo. Ma lui, gentilmente, rifiuta. Ha promesso a se stesso e al mondo che avrebbe percorso le 8.000 miglia dal Perù all’Australia unicamente vogando, in solitaria e in totale autosufficienza. E non intende cambiare idea.
DOCUMENTI ESCLUSIVI
- Però Bellini affida ai marinai un CD di foto e un DVD con circa 3 ore di filmati con la domanda che vengano inviate alla giovane moglie Francesca in Italia. Detto fatto, due giorni fa Francesca Bellini ha trovato nella cassetta delle lettere il pacchetto mandato dai marinai polinesiani. E nelle ultime ore ha fatto pervenire il materiale a Corriere.it. Sono documenti esclusivi. Illustrano la vita a bordo, costretto in meno di 8 metri di vetroresina, nella minuscola cabina, sul seggiolino da vogata, il rito della desalinizzazione dell’acqua di mare. Oltre alle visite degli uccelli, i pesci volanti, i granchi, i tramonti, le albe e le onde lunghe del Pacifico.
SOLITUDINE
- Francesca dice di essere stata particolarmente colpita dalle foto del marito di un aereo della marina militare francese planato pochi metri sopra di lui per riprenderlo dall’alto. «Mi ha fatto impressione vedere la sua solitudine in mezzo al mare, il suo essere immerso nella natura e allo stesso tempo la potenza del mezzo meccanico sulla sua testa che in poche ore sarebbe arrivato ad un aeroporto sulla costa», spiega. Nelle ultime settimane, navigando circa 700 miglia a sud dell’Equatore, Bellini ha incontrato condizioni di tempo particolarmente cattive. Se nella prima parte del suo lungo cammino riusciva a percorrere sino a 50 miglia ogni 24 ore, ultimamente spesso non arriva a 20.
PERICOLI
- Dai primi di luglio i marosi lo hanno capottato due volte (il suo natante è fatto per raddrizzarsi da solo). In queste condizioni è sovente meglio gettare l’ancora marina e attendere. Ma le correnti lo stanno spostando verso l’arcipelago delle Tonga e lui è costretto a remare per cercare di correggere la deriva. Sul suo sito, letto ormai regolarmente da migliaia di appassionati, ricorda l’incidente del novembre 2004, quando al tempo del suo primo tentativo di attraversata dell’Atlantico partendo da Genova fece naufragio contro le scogliere dell’isola di Formentera. E farà di tutto per evitarlo. Dice Francesca: «E’ talmente preoccupato dalla minaccia delle Tonga, che rema sino a 15 ore al giorno. Limita il diario di bordo a poche righe e scatta poche foto».

FONTE: Lorenzo Cremonesi (corriere.it)

Carte di Credito: maxi-truffa negli Stati Uniti

Clonate 45 milioni di tessere magnetiche

Il più grosso crimine mai commesso con le carte di credito: circa 45 milioni di numeri «prelevati» all’insaputa dei proprietari dai computer di 9 gruppi statunitensi della grande distribuzione. Undici persone sono state incriminate ieri a Boston e San Diego per furto di numeri di carte di credito, frode informatica ed elettronica, violazione dell’accesso a sistemi informatici, furto d’identità e associazione a delinquere, a seguito di un’indagine che durava da anni. Il capo della banda è Albert Segvec Gonzales, 27 anni, residente a Miami, informatore dei servizi segreti che in orario di lavoro, con il suo computer andava a caccia di sistemi wireless «non protetti». Ora rischia l’ergastolo. Tra i suoi complici, cittadini cinesi, estoni, bielorussi e ucraini. Il numero della carta di credito veniva catturato nel momento in cui veniva usato per il pagamento, con i dati trasmessi dal computer della cassa al sistema centrale dell’azienda. I numeri venivano rivenduti ad altri criminali negli Usa e nell’Europa dell’Est (solo nel 2007 25 milioni di numeri sarebbero finiti in Ucraina e 16 in Lettonia) e servivano a clonare nuove carte di credito con le quali prelevare denaro dagli sportelli automatici o fare acquisti. Albert Gonzales si sarebbe messo in tasca 1,7 milioni di dollari. Secondo Martin Carmichael, capo del servizio di sicurezza della McAfee la cyber criminalità procura globalmente ogni anno danni per 100 miliardi di dollari. Phillip Dunkelberg, amministratore delegato della Menlo Park Pgp, un’azienda che si occupa di dati cifrati, ha spiegato: «Il fatto che venissero prese di mira aziende e non banche - ha spiegato - significa che i malviventi sono coscienti degli anelli deboli della catena».

FONTE: ilgiornale.it