venerdì 8 agosto 2008

Autovelox: ecco dove sono, giorno per giorno

Sul sito della Polizia di Stato italiana c’è una sezione speciale dedicata a chi viaggia in auto dove vengono indicate le notizie sulla viabilità e, giorno per giorno, le postazioni fisse e mobili degli autovelox. Attualmente sono in linea le postazioni mobili della settimana dal 4 al 10 agosto 2008 e ogni lunedì vengono aggiornati con quelli della settimana corrente. Per evitare multe e cercare di tenere sotto controllo la vostra velocità vi invitiamo a consultarli. Potete consultare la mappa degli autovelox copiando e incollando l'indirizzo:



http://www.poliziadistato.it/pds/stradale/autovelox/lista_autovelox.htm


Buone vacanze, ma soprattutto buon.... viaggio!

FONTE: poliziadistato.it

Piogge più torrenziali con il surriscaldamento della terra, ecco le prove

I modelli elaborati dai climatologi di tutto il mondo lo avevano già previsto, ma ora, grazie alle immagini satellitari, ci sono le prove: il riscaldamento globale provoca un'intensificazione delle precipitazioni più violente. Lo rivela uno studio, condotto da ricercatori statunitensi e britannici, pubblicato dalla rivista Science. Per capire come le precipitazioni rispondono al surriscaldamento del clima, i ricercatori dell'Università di Miami insieme a quelli dell'università inglese di Reading hanno usato i cambiamenti climatici indotti naturalmente da El Nino come un grande 'laboratorio naturale'. Basandosi sulle immagini satellitari relative agli ultimi vent'anni, hanno scoperto un forte legame tra la temperatura e le forti piogge tropicali: i rovesci più violenti, infatti, si scatenano maggiormente durante i periodi caldi, mentre diminuiscono con il freddo. Il motivo è molto semplice: "un'atmosfera più calda - spiega uno degli autori dello studio, Brian Soden dell'università di Miami - contiene una maggior concentrazione di umidità, che innalza l'intensità delle piogge più violente". I ricercatori hanno inoltre messo in luce una falla dei modelli matematici usati attualmente dai climatologi: hanno infatti rilevato che l'aumento dell'intensità dei rovesci da loro previsto è decisamente inferiore rispetto a quanto osservato.

FONTE: ansa.it

Germania, realizzata nave passeggeri a idrogeno

La prima nave passeggeri al mondo alimentata a idrogeno, la 'Ms Alsterwasser', sara' varata il 29 agosto prossimo ad Amburgo, nel nord della Germania. Lo riporta oggi in prima pagina il quotidiano tedesco Die Welt. La nave, costata oltre cinque milioni di euro finanziati in parte anche dall'Unione europea, ricevera' l'energia necessaria alla navigazione da due 'fuel cell' - due pile a combustibile - prodotte dalla Proton Motor e pesanti mezza tonnellata ciascuna. La combustione tra idrogeno e ossigeno produrra' l'energia elettrica in grado di fare girare le eliche della nave. Unico prodotto di scarto della reazione chimica sara' il vapore acqueo, assolutamente non inquinante. La nave, prosegue il giornale, dovra' fare rifornimento di idrogeno ogni tre giorni circa. La 'Ms Alsterwasser', lunga oltre 25 metri e in grado di trasportare oltre un centinaio di persone, navighera' le acque dell'Alster, un affluente del fiume Elba. I motori a idrogeno non inquinano e sono molto piu' silenziosi rispetto al gasolio: non a caso sono utilizzati anche dalla marina tedesca per alimentare i sommergibili.

FONTE: ansa.it

Conchiglie, rifiuti e fossili: sulle spiagge un deposito di memorie

Le correnti marine possono portare a riva tesori di ogni tipo. Ispirando gli artisti, mettendo in allarme gli investigatori, svelando nuovi segreti agli scienziati e agli storici

Conchiglie, pesci, rifiuti, petrolio. Ma anche giocattoli, fossili, statue, messaggi e, da un po', piedi umani. Le correnti marine possono portare a riva tesori di ogni tipo. Ispirando gli artisti, mettendo in allarme gli investigatori, svelando nuovi segreti agli scienziati e agli storici. E trasformando i litorali e le spiagge in un deposito di memorie, in un grande magazzino all'aperto o in una discarica. Inconsueti spiaggiamenti di oggetti che 'Focus', il prestigioso periodico scientifico, fotografa in un inedito servizio nel numero che uscira' in edicola venerdi' prossimo, 18 luglio. Il fenomeno e', tra l'altro, ben noto agli "abitanti di British Columbia (Canada), Oregon e California (Usa) che -ricorda il giornale- nel 1990 trovarono 80 mila scarpe sportive Nike che si erano riversate in mare dalla nave Hansa Carrier a sud delle Isole Aleutine (Usa). Nel 2002, invece, al largo della California, caddero in acqua 17 mila scatolette di Chow Mein Noodles (fettuccine orientali): molte, arrivate sulla costa, risultarono ancora mangiabili". "Ed e' stata una vera caccia al tesoro -continua- il recupero dei 200 container approdati a Branscombe (Uk): erano caduti dal cargo Msc Napoli in seguito a una tempesta; sulla battigia arrivarono persino auto e motociclette. Del resto, si calcola che ogni anno, nel mondo, le navi da carico perdano 10 mila container in mare. E gli abitanti delle coste del Sud-est asiatico lo sanno: dopo le tempeste tropicali si riversano sulle spiagge per recuperare legna, plastica e metalli". "Un'abitudine atavica: fin dall'alba della storia, le conchiglie portate dalle onde sono state, per i primitivi, -scrive ancora- una delle prime fonti di cibo, ma anche arnesi, ornamenti, monete. Ecco perche' alcuni artisti moderni hanno riscoperto questa abitudine: nel 1951 Bruno Munari realizzo' vari lavori, intitolati 'Il mare come artigiano', usando oggetti trovati in spiaggia. Stoffe, sugheri, sassi, radici, ma anche valvole di radio, corde e frammenti di manifesti. Cosi' Munari descriveva il fascino di questi tesori: 'Tu butti qualcosa in mare, e il mare (dopo un tempo imprecisato e imprecisabile) te lo restituisce lavorato, finito, levigato, lucido o opaco secondo il materiale, e anche bagnato perche' cosi' i colori sono piu' vivaci'". "Talvolta, pero', -continua- arrivano in spiaggia statue fatte e finite. In alcuni casi si tratta di polene di navi affondate (all'isola di San Pietro, in Sardegna, la chiesa della Madonna dello Schiavo conserva una statua di legno trovata in spiaggia); in altri casi delle statue sacre gettate in mare nell'8° secolo, per sfuggire alle distruzioni iconoclaste ordinate dall'imperatore bizantino Leone III. Alcuni santi, come S. Marino, furono considerati come realmente arrivati dal mare; non a caso, in alcune citta' ancora oggi le processioni si fanno in barca". Ma a chi appartengono gli oggetti trasportati sulla battigia? "Non a chi li trova: il Codice della Navigazione italiano -avverte- dice che entro 3 giorni vanno consegnati alla piu' vicina Capitaneria di Porto, che dirama un avviso di ritrovamento. Dopo 6 mesi senza che nessuno lo reclami, l'oggetto sara' venduto all'asta". E non e' tutto. Spesso il mare restituisce al mittente una montagna di rifiuti, per l'80% provenienti da terra. "Secondo l'Onu, -riferisce il periodico- sono quasi 40 milioni le tonnellate di rifiuti solidi che ogni anno si riversano nel Mediterraneo. Ma la situazione e' a rischio in tutto il mondo: seguendo la North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica che si muove a spirale nell'oceano Pacifico, gli scienziati hanno notato che dagli anni '50 trasporta con se' un vortice di rifiuti, il Pacific Trash Vortex. In esso si convoglia la plastica dell'oceano che si deposita in un'isola di plastica del diametro di 2.500 km (poco piu' della distanza Milano-Mosca), profonda 30 metri e con una massa di 3,5 milioni di tonnellate". "Proviene dalle navi, invece, -prosegue 'Focus'- il petrolio che finisce in mare e arriva sulle coste: sempre secondo l'Onu ogni anno nel mar Mediterraneo finiscono da 100 a 150 mila tonnellate di idrocarburi. Sconvolgendo interi ecosistemi. Nel 1989, la petroliera Exxon Valdez, che si incaglio' nello stretto Prince William (Alaska), perse quasi 41 milioni di litri di petrolio, che raggiunsero 1.900 km di costa, uccidendo 250 mila uccelli marini, centinaia di lontre, foche, aquile di mare, orche e miliardi di uova di salmone e aringa". A volte, pero', gli spiaggiamenti, invece di inquinare, possono essere una testimonianza preziosa per gli scienziati che studiano le correnti marine. "Nel 1992, durante una tempesta, -sottolinea- caddero nel Pacifico 3 container da una nave cargo che trasportava pupazzi di plastica da Hong Kong a Tracoma (Usa). Finirono in mare 28.800 anatre, rane, tartarughe e castori di plastica. Le anatre, che valgono per i collezionisti, fino a 1.000 dollari (650 euro) al pezzo, da allora non hanno mai smesso di viaggiare. E hanno aiutato gli scienziati a capire le correnti oceaniche: monitorando gli approdi delle anatre, l'oceanografo Usa Curtis Ebbesmeyer ha ricostruito il percorso delle correnti, dal Pacifico all'Atlantico, passando per l'Alaska".

FONTE: adnkronos.it

Tiro a volo, un bersaglio che vale oro!

Intervista a Pierluigi Pescosolido, direttore tecnico delle Fiamme Oro eccellente gruppo sportivo della Polizia di Stato


Ottima mira e soprattutto concentrazione, sono le caratteristiche peculiari del Tiro a Volo, una specialità sportiva alla quale molte volte non viene data la giusta attenzione dai mass media, ma che ha regalato al nostro Paese numerose medaglie alle varie Olimpiadi sin qui disputate. Molti sono i gruppi sportivi che dedicano spazio a questa disciplina, tra questi dobbiamo citare soprattutto le Fiamme Oro (FF.OO.), facenti parte della grande famiglia della Polizia di Stato italiana, le quali vantano un prestigio ed una tradizione di tutto rispetto, non solo nel tiro a volo ma anche e soprattutto nella scherma, nel rugby, pugilato, senza tralasciare per questioni di spazio le altre discipline non meno importanti (come ad esempio la maratona, specialità nella quale il poliziotto Leoni è riuscito in tempi non sospetti ad aggiudicarsi il primo posto a New York). Per approfondire l’argomento inerente il tiro a volo abbiamo intervistato il preparatissimo Pierluigi Pescosolido, Direttore Tecnico delle Fiamme Oro, al quale abbiamo anche chiesto quali saranno le nostre possibilità in vista dell’appuntamento olimpico di Pechino 2008.

La squadra delle FF.OO. nella specialità del tiro a volo vanta una tradizione davvero prestigiosa coronata da numerose vittorie; qual è il segreto di questo successo?

Sicuramente il lavoro quotidiano che portiamo avanti con impegno e serietà, concentrando la nostra attenzione su ogni minimo particolare, senza tralasciare l’aspetto fisico, tecnico e psicologico. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci avvaliamo del prezioso contributo del Dott. Alberto Cei Psicologo dello Sport, Docente all’Università di Tor Vergata e Cassino. La disciplina da me diretta tuttavia è piuttosto giovane, dal momento che è presente nelle FF.OO. dal 1994, tuttavia i risultati raggiunti con il nostro lavoro parlano chiaro: 4 medaglie d’oro ai mondiali, 10 agli europei, 2 coppe del mondo e svariati campionati italiani. Per ottenere questi risultati lo staff del nostro Gruppo Sportivo a partire dal Dirigente, ha dedicato molta attenzione al reclutamento e selezione degli atleti.

L’olimpiade di Pechino è oramai alle porte. Quali sono le possibilità che hanno i nostri atleti di “andare a medaglia”? Da quali nazioni potremo essere insidiati?

Gli “addetti ai lavori”, con particolare riferimento agli autorevoli giornalisti de L’Espresso, nello stilare un elenco di atleti che potrebbero vincere una medaglia a Pechino, hanno compreso un nostro atleta delle FF.OO., il 39enne Francesco D’Aniello di Nettuno, campione del mondo in carica nella specialità del Double Trap; potrebbero regalarci qualche soddisfazione anche Di Spigno Daniele, campione europeo in carica e Frasca Erminio, vincitore della coppa del mondo nel 2007 che è ancora in ballottaggio per un posto alle olimpiadi. Per quanto riguarda le Nazioni da cui dovremo difenderci possiamo citare sicuramente Stati Uniti, Australia, il Paese ospitante, gli Emirati Arabi, Kuwait e Russia.

La disciplina sportiva del Tiro a Volo richiede un’ottima preparazione psico-fisica. Oltre alla concentrazione quali sono le altre doti che un perfetto tiratore deve possedere?

Innanzitutto è doveroso dire che è indispensabile un’ottima predisposizione del gesto tecnico; inoltre è indispensabile curare con attenzione la preparazione fisica attraverso le attività di muscolazione. Bisogna curare l’alimentazione, tenendo presente che comunque non c’è un modello di riferimento per quanto riguarda la morfologia dell’atleta ideale.

Quanto tempo bisogna dedicare all’allenamento per ottenere degli ottimi risultati?

Sicuramente occorrono 5 o 6 ore di allenamento al giorno per almeno 6 giorni alla settimana.

Nel Tiro a Volo ci sono diverse specialità. Quale di queste è la più impegnativa? E perché?

Nel nostro gruppo sportivo vengono praticate le 3 discipline olimpiche: double trap, fossa olimpica e skeet. Bisogna dire però che non c’è una disciplina più o meno impegnativa rispetto ad un’altra, ognuna di esse ha una sua caratteristica, tenendo presente i presupposti di base su cui un’atleta deve lavorare, possiamo dire che la fossa olimpica e lo skeet necessitano di uno stress maggiore a livello psicologico, il double trap uno stress maggiore a livello fisico.

Qualche mese fa un atleta delle FF.OO. ha conquistato il titolo mondiale. Era auspicabile questo successo? Quali sono stati gli avversari più temibili?

Se devo essere sincero era auspicabile che il “nostro” Francesco D’Aniello conquistasse la medaglia d’oro, facevano ben sperare infatti i risultati da lui ottenuti in allenamento e la conquista della qualificazione olimpica avvicinandosi moltissimo al record mondiale ottenuto nel 1999 in Finlandia dall’altro nostro atleta Di Spigno Daniele , con il punteggio di 194 su 200. Durante il campionato mondiale da lui affrontato ottimamente gli avversari più insidiosi sono stati cinesi, americani e inglesi.

Quanto è importante la manutenzione dell’arma per un campione di tiro?

Direi che è fondamentale, in quanto il congegno di scatto chiamato “batteria”, nel quale sono situati molla di recupero, cane e grilletto, devono funzionare con l precisione di un orologio; il motivo è semplice, dalla “chiamata” al tiro devono passare al massimo 5 o 6 decimi di secondo circa per colpire il bersaglio, pertanto l’arma deve corrispondere perfettamente e con tempi brevissimi alla pressione che il tiratore esercita sul grilletto.

A questo punto non ci rimane altro che augurare a tutta la squadra azzurra di Tiro al Volo, comprendendo anche gli atleti delle FF.OO., un grande “In bocca al lupo”, la redazione di Blog farà il tifo per voi….

Vi ringrazio e…. ovviamente, “crepi il lupo”!

CURIOSITA’

Il piattello è composto da resine e carbonato di calcio (materiali ecologici) prevalentemente di colore rosso; il suo diametro deve essere di 110 millimetri ed il suo peso deve raggiungere i 100 grammi. Bisogna inoltre sapere che la sua velocità di uscita dalla “Macchina lancia piattelli” è di circa 100 km/h. La distanza da cui si deve colpire il bersaglio varia a seconda della specialità; si parte dai 3 metri circa ai 40 metri. Proprio per questo motivo la costituzione delle armi varia in base alla disciplina praticata.

di Alessandro Nanni

Elisa Vincenti, da professionista della passerella a…. eroina dei fumetti!

A tu per tu con la splendida modella toscana, impegnata in un ambizioso progetto con la Marvel

Sensuale, intrigante, affascinante, intelligente, solare, sono tanti gli aggettivi che possono contribuire a descriverVI una delle modelle italiane più famose anche a livello internazionale, stiamo parlando della bellissima Elisa Vincenti. Incontrarla non è stato facile visto che lei è impegnatissima su più fronti dal punto di vista professionale; del resto la sua esperienza lavorativa è davvero invidiabile, l’abbiamo vista condurre serate di gala, l’abbiamo ammirata come show girl in televisione, ed ora abbiamo l’opportunità di apprezzarla anche in un fumetto della prestigiosa casa editrice statunitense Marvel, famosa per aver creato personaggi indimenticabili e leggendari nel mondo dei supereroi, che hanno fatto crescere intere generazioni compresa quella del sottoscritto: l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro e tanti altri ancora, lanciati negli anni settanta con la trasmissione Supergulp, (ve la ricordate?!). Ora è il suo momento, la nostra Elisa, infatti, sta per essere immortalata proprio dalla Marvel in uno straordinario fumetto che uscirà presto negli U.S.A. disegnata da uno dei più bravi artisti del settore….. Le abbiamo fatto alcune domande per farvela conoscere meglio e presentarVi in anteprima questa suo ambizioso progetto…..

Negli Stati Uniti esce Squadron Supreme, un nuovo fumetto della Marvel Comics disegnato dl bravissimo Marco Turini; in questa nuova avventura editoriale tu sarai la modella ispiratrice del personaggio Arcanna, come è nato questo progetto artistico?

Sono stata segnalata a Marco come modella molto somigliante al personaggio Marvel. Mi è stato chiesto, però, di non essere una fotomodella ma di capire ed interpretare, nel mio possibile, il personaggio di Arcanna Jones. Ho provato con molto entusiasmo la parte e Marco è stato soddisfatto del mio lavoro; un ruolo diverso da quello di fotomodella a cui sono più abituata.

Spiegaci qualcosa di più di questo fumetto targato Marvel; chi è Arcanna? Ed in quale genere inquadreresti il prodotto editoriale?

Arcanna Jones non é proprio la classica supereroina… é decisa, sa quello che vuole, utilizza i suoi poteri con una certa dose di cinismo. Uno dei personaggi di riferimento di questo super gruppo della linea Ultimate Marvel. Il progetto è in linea con le testate più famose anche al grande pubblico, intendo Spider Man, Hulk, Avengers (i Vendicatori), Iron Man. Con questa serie la Marvel riprende un progetto di successo e cerca di ri-collocarlo nell’ampia offerta che già propone. Di diverso dalle altre linee editoriali, forse, un accento più marcato alle implicazioni politiche contemporanee e le conseguenze di certe azioni e scelte. Un prodotto, direi, forse più adulto ma comunque con tutti i numeri e situazioni tipiche di casa Marvel.

Che sensazione provi nel vederti disegnata dalla sapiente mano di Marco Turini, che riuscirà in maniera impeccabile a mettere in risalto le tue curve mozzafiato?

E’ divertente! Sono orgogliosa che i miei lineamenti siano immortalati in un fumetto così importante.

Presentatrice, indossatrice, modella per fumetti, cosa ti manca ancora per suggellare la tua carriera artistica?

Non ho particolari ambizioni. Cerco il più possibile, sempre, di vivere l’attimo, il presente.

Televisione, teatro o cinema, quale di queste esperienze professionali ti piacerebbe intraprendere?

Preferisco sempre valutare il progetto artistico, a prescindere dal mezzo: l’intenzione ne è la base.

In questo momento della tua carriera ti senti di fare un bilancio circa i risultati finora ottenuti?

Non è mia abitudine fare bilanci periodici. Sono soddisfatta di molte cose che ho fatto, meno di altre. Ma soprattutto sono concentrata su quello che faccio attaulmente.

Una invidiabile carriera artistica come la tua richiede molti sacrifici soprattutto riguardo alla vita privata, che ruolo ricopre per te la famiglia nella tua attività lavorativa?

In realtà mi è capitato spesso il contrario. Ho rinunciato ad occasioni lavorative, che all’apparenza sembravano irrinunciabili, per dare priorità alla mia famiglia.

Noi ti auguriamo un “in bocca al lupo” per tutti i tuoi impegni professionali e ti ringraziamo per l’intervista che ci hai concesso…

Grazie a Voi! Un saluto particolare a tutti i lettori del Blog……

di Alessandro Nanni