giovedì 14 agosto 2008

Olimpiadi: Andrea Minguzzi entra nella storia

Conquistata la medaglia d'oro nella finale di lotta

A questo punto sono 6 gli ori olimpici conquistati dall'Italia a Pechino; ce l'ha fatta anche il nostro bravissimo lottatore Andrea Minguzzi, dopo una finale tiratissima disputata contro l'ungherese Zoltan Fodor nella categoria 84 kg. La mossa decisiva è stata messa a segno dal fortissimo atleta azzurro nel finale del terzo tempo con un superbo sollevamento del suo avversario.












Alessandro Nanni

Polizia di Stato italiana: elogi dalla stampa estera

I risultati positivi della Polizia italiana, anche riguardo ad accordi di collaborazione con le polizie di altri Stati, catturano l’attenzione oltre che della stampa nostrana anche di quella estera.Questo è quanto emerge dal monitoraggio condotto dall' Osservatorio giornalistico internazionale ''Nathan il Saggio'' su impulso del massmediologo Klaus Davi: la Polizia italiana viene ritenuta abile nelle indagini e all’avanguardia nelle tecnologie impiegate. Ad esempio solo qualche settimana fa il "Los Angeles Times", riconosceva il valore della pluridecennale collaborazione tra i due organismi, evolutasi fino a rappresentare un modello di riferimento, e scriveva: "L'Fbi ha una grande considerazione delle capacità investigative della Polizia italiana, grazie alla quale la caccia a criminali di spessore internazionale ha registrato una sensibile svolta, rendendo possibile la cattura di numerosi esponenti della malavita, sia in Italia che negli Usa. L'Fbi conta tantissimo sui poliziotti italiani per dare un colpo di grazia al crimine organizzato nei prossimi mesi". Ma gli elogi non arrivano solo dagli Usa. Anche la rivista scientifica spagnola "La Flecha" sottolinea le capacità tecnologiche dei nostri investigatori. Sulle pagine del periodico è stato dato ampio risalto alla notizia del conferimento di un premio europeo al sito Internet della Polizia italiana, diventato un vero e proprio modello di riferimento. "La pagina web della Polizia italiana -recita l'articolo- è stata premiata durante la cerimonia degli European Egovernment Awards (premio europeo dell'amministrazione elettronica) grazie anche all'iniziativa «Il commissario virtuale». Si tratta di un modo per ridurre la burocrazia e la distanza tra cittadini e polizia, che è solo l'inizio di un più ampio processo di modernizzazione". E di recente il quotidiano francese "Le Figaro" ha evidenziato come fra il Governo italiano e quello francese sia stato deciso uno scambio di polizie nell'ambito di una collaborazione a livello internazionale."Per rafforzare la sicurezza e migliorare il rapporto tra forze dell'ordine e visitatori, Parigi accoglierà per i mesi estivi poliziotti italiani nel quadro di una collaborazione internazionale".

FONTE: poliziadistato.it

Olimpiadi: Chiara Cainero si aggiudica l'oro nello skeet

Splendida impresa della nostra azzurra che, dopo una finale dominata dalle condizioni atmosferiche piuttosto avverse, si aggiudica la medaglia con il metallo più prezioso dopo aver sbagliato qualche piattello ed essere approdata agli spareggi con la tedesca Christine Brinker e la statunitense Kimberly Rhode. Il bottino di ori dell'Italia raggiunge a questo punto quota 5 mentre il totale generale di medaglie vinte è 12. Avanti così!!






Alessandro Nanni

Olimpiadi Pechino 2008: Italia in finale nello skeet donne e nella lotta uomini

Chiara Cainero e Andrea Minguzzi gareggeranno per la medaglia d'oro

L'Azzurra, dopo aver dominato le qualifiche con 72 piattelli con il nuovo record olimpico, si è qualificata per la finale a sei dello skeet femminile, con ottime possibilità di aggiudicarsi la medaglia con il metallo più pregiato (la vedremo di nuovo alle 9,00 ora italiana). Nella lotta Greco - Romana, Andrea Minguzzi (84kg) ha compiuto una vera e propria impresa, il 26enne poliziotto di Castel San Pietro Terme (BO) ha battuto il francese Melonin Noumonvi per 3-1 e poi si è superato nei quarti dove ha sconfitto 2-1 Aleksey Mishin, campione uscente; in semifinale poi, ha sconfitto 3-1 lo svedese Ara Abrahamian e alle 11.20 combatterà per l'oro.

Alessandro Nanni

Velocità della luce: superarla si può

Possono esistere fenomeni «almeno» centomila volte più veloci della luce. Lo dice un esperimento realizzato all’Università di Ginevra dal gruppo del fisico Nicolas Gisin. L’annuncio è sull’ultimo numero di Nature. Se riuscissimo a viaggiare con questa velocità arriveremmo in un centesimo di secondo su Marte, basterebbero 23 minuti per raggiungere Alpha Centauri (la stella più vicina), in un anno potremmo attraversare la Via Lattea e in 22 approdare alla galassia di Andromeda. Per adesso ciò che ha viaggiato «almeno» centomila volte più veloce della luce è soltanto una proprietà di un fotone, cioè di una particella luminosa. Un teletrasporto, sì, ma - come dire? - molto leggero. Dal punto di vista concettuale però è una rivoluzione. L’esperimento dimostra che il «muro» della luce, dogma della relatività di Einstein, non esiste nello strano mondo della meccanica dei quanti. Naturalmente il professor Gisin - 56 anni, bravo giocatore di hockey - non pensa ad astronavi tipo Star Trek. A lui interessano i principi fisici fondamentali che l’esperimento indaga. Ma anche applicazioni commerciali non troppo futuribili: utilizzando i risultati di queste ricerche si potrebbe criptare in modo impenetrabile la trasmissione di informazioni. Una faccenda molto pratica, che riguarda anche l’uso della nostra carta di credito. E addio intercettazioni sui cellulari. A concepire l’esperimento è stato Daniel Salart, un dottorando allievo del professor Gisin. Fotoni gemelli, cioè prodotti insieme e con identiche proprietà quantistiche, sono stati spediti tra Satigny e Jussy, due piccoli paesi del Cantone di Ginevra, lungo una fibra ottica lunga 18 chilometri. Esperimenti di vari gruppi di ricercatori provano che anche dopo averli separati due fotoni gemelli rimangono «correlati»: se varia una proprietà quantistica del primo, la stessa cosa accade al secondo, per quanto sia lontano. Non ci sono violazioni del principio di causa-effetto, perché per verificare l’evento è comunque necessario ricorrere a mezzi di comunicazione convenzionali rispettando il limite della velocità della luce. Ma il cambiamento della proprietà quantistica risulta in apparenza istantaneo. Einstein, negando la realtà del fenomeno, parlava di «azione fantasma». Eppure la correlazione è reale: lo hanno dimostrato già una ventina di anni fa le ricerche di Alain Aspect (Università di Parigi), Francesco De Martini (Università di Roma) e Anton Zeilinger (Università di Innsbruck). Ma l’adeguarsi di un fotone alla proprietà quantistica del suo gemello è davvero istantaneo? Questa è la domanda alla quale ha cercato di rispondere l’esperimento di Ginevra. «Sull’esistenza delle correlazioni quantistiche - dice Gisin - non esistono più dubbi. La loro natura però rimane misteriosa. Una ipotesi per spiegare la correlazione è che una specie di “bacchetta” invisibile e infinitamente rigida trasmetta la proprietà quantistica da un oggetto all’altro. L’ipotesi da noi messa alla prova è che la velocità, benché grandissima, sia in effetti limitata. In questo caso, se gli eventi fossero sufficientemente distanti e ben sincronizzati, la “bacchetta” non avrebbe il tempo di agire e le correlazioni quantistiche dovrebbero scomparire». E’ la verifica compiuta dallo studente di Gisin rilevando le correlazioni tra fotoni sulla rete di fibra ottica tra Satigny e Jussy per 24 ore di seguito, cioè per una intera rotazione terrestre, in modo da escludere disturbi del sistema di riferimento. Quando a Satigny un fotone cambiava stato, la stessa cosa accadeva al fotone arrivato a Jussy, come se i due fotoni avessero potuto mettersi d’accordo comunicando a velocità infinita. Al termine dell’analisi dei loro dati, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che l’«azione fantasma», ammesso che non sia istantanea, è in ogni caso almeno 100 mila volte più veloce della luce. Per la prima volta si riesce a stabilire questo limite con una misura certa. Compiendo un passo ulteriore, gli autori dell’articolo su Nature sostengono che non esiste alcuna «azione fantasma»: le correlazioni quantistiche possono manifestarsi contemporaneamente in più luoghi, come se emergessero dall’esterno dello spazio-tempo in cui viviamo. Davvero, è il caso di dirlo, cose dell’altro mondo.

FONTE: lastampa.it