mercoledì 20 agosto 2008

Energia: Google investe 10 milioni di dollari nel settore geotermico

Google investirà più di dieci milioni di dollari nel geotermico. Lo sforzo economico fa parte del più ampio progetto di investimenti nelle energie rinnovabili attraverso Google.org, la controllata di Mountain View che opera nella filantropia con l'obiettivo di rendere «l'elettricità prodotta con le energie rinnovabili più economica di quella derivata dal carbone». Il progetto, indirizzato allo sviluppo di una tecnologia chiamata Enhanced geothermal systems (Egs), si differenzia molto dal geotermico che conosciamo. L'Egs, anche detto geotermico «artificiale» o di terza generazione, richiede lo sviluppo di tecnologie d'avanguardia (si veda il video con il funzionamento). Al posto di sfruttare il calore della Terra a poche centinaia di metri nel sottosuolo, in questo caso la profondità da raggiungere è di qualche chilometro. Il vapore viene prodotto gettando dell'acqua sulle rocce sotterranee incandescenti. Questo mette in movimento una turbina che produce energia elettrica. Secondo un recente rapporto del Mit (citato da Google) il 2% del calore che si trova tra i 3 e i 10 chilometri di profondità sotto il continente americano, se sfruttato, potrebbe produrre un'energia 2500 volte più abbondante di quella necessaria per ricoprire il fabbisogno energetico del Paese. L'investimento di Google (10,25 milioni di dollari) - mirato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie in grado di raggiungere un obiettivo tanto ambizioso - verrà così ripartito: 6,25 milioni di dollari ad AltaRock Energy, 4 miliioni di dollari per Potter Drilling e 489.521 dollari destinati al laboratorio di geotermia della Southerm Methodist University.

FONTE: lucasalvioli.nova100.ilsole24ore.com

Madrid: incidente in aeroporto Barajas causa 150 morti

Avrebbe causato circa 150 morti l'incidente aereo avvenuto oggi nell'aeroporto di Barajas a Madrid. Lo hanno reso noto fonti dei servizi di soccorso secondo i quali soltanto 25 delle 173 persone a bordo dell'aereo della Spanair sono sopravvissute. L'aereo era diretto a Gran Canaria ed è uscito di pista mentre decollava dal Terminal 4 dell'aeroporto di Barajas. L'Unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, per verificare l'eventuale presenza di italiani a bordo dell'aereo uscito di pista mentre decollava dal Terminal 4 dell'aeroporto di Barajas, a Madrid. Lo fanno sapere fonti della Farnesina.

FONTE: ansa.it

Olimpiadi Pechino 2008: Sensini d'argento, volley in semifinale

L'azzurra è seconda nel windsurf. Nel volley il tie-break sorride all'Italia e gli azzurri passano il turno. Boxe, Picardi vola in semifinale: è almeno bronzo.

Alessandra Sensini vince la sua quarta medaglia olimpica. Dopo due bronzi ed un'oro, le mancava solo l'argento per la sua splendida collezione di metalli. La surifsta azzurra ha disputato una splendida Medal Race, chiusa al primo posto, ed a sfiorato il bis olimpico sfumato soltanto nel lato conclusivo. L'oro è andato alla cinese Yin Jian, che ha amministrato il vantaggio acquisito nelle regate precedenti ed ha approfittato della penalità combinata alla surfista spagnola. La neocampionessa olimpica ha chiuso così al terzo posto: se fosee giunta quarta, l'oro sarebbe stato azzurro. Il bronzo se l'è aggiudicato la britannica Bryony Shaw, arrivata seconda nella Medal Race. Per quanto riguarda il volley, la squadra maschile approda tra le migliori quattro delle Olimpiadi. Dopo la delusione delle ragazze, la Pallavolo italiana si riscatta prontamente. Gli azzurri si sono imposti in una partita al cardiopalma contro gli ostici polacchi, vincendo al quinto set, con i parziali 25-19, 25-22, 18-25, 26-28, 17-15. Medaglia certa per Vincenzo Picardi che si è qualificato per le semifinali della categoria 51 kg nel torneo olimpico di boxe. Nei quarti, l’azzurro ha sconfitto il tunisino Walid Cherif per 7-5. Picardi è il terzo pugile italiano qualificato per le semifinali del torneo olimpico di pugilato dopo Roberto Cammarelle nella categoria supermassimi e Clemente Russo in quella dei massimi. Tutti e tre sono sicuri di una medaglia, visto che non si disputa la finale per il terzo posto ed entrambi gli sconfitti delle semifinali si aggiudicano il bronzo.

(Nella foto è raffigurata Alessandra Sensini, fresca medaglia d'argento olimpica del windsurf)

FONTE: lastampa.it

Investimenti: l'Italia punta sulle "zone franche urbane"

Zone senza tasse per rilanciare l'economia.... Diciotto posti, 64 comuni in lizza: le piccole imprese saranno esenti da Ires, Irap e Ici

Sessantaquattro pretendenti per 18 posti in paradiso. Non sarà come a Monaco, San Marino o alle Cayman, ma per la pattuglia di Comuni in lizza al titolo di «zona franca urbana» i vantaggi si faranno sentire. Zero Ires, Ici, Irap e contributi previdenziali per chi deciderà di aprire un’impresa, forti agevolazioni per chi già ha un’azienda fino a cinquanta dipendenti. Cinque anni minimi di contributi per la via italiana alle «zones franches urbanes». L’esperimento in Francia è riuscito con un certo successo. Il governo di Parigi ha iniziato nel 1996 con 44 aree, otto anni dopo erano 79, cento alla fine del 2007. Da più di dieci anni banlieue parigine, Roubaix, Marsiglia, le aree più depresse dei territori d’oltremare di Martinica e Guadalupe garantiscono agevolazioni con fondi statali a quindicimila imprese di tutti i settori. La Finanziaria per il 2008 del governo Prodi ha mutuato quel modello senza però avere il tempo di lanciare il bando di ammissione. Ai primi di agosto l’ha fatto il ministero dello Sviluppo fra i mugugni di qualche amministratore del centro-nord. Delle 64 ammesse a potenziali «zfu» solo un’area sta al di sopra della linea gotica, ovvero la ex Dogana di Ventimiglia colpita dall’abbattimento delle frontiere. Tutte le altre sono del centro sud: ci sono i comuni di Catania, Taranto, Chieti, il quartiere Sant’Elena di Cagliari, tre di Napoli (Mercato, Barra e San Giovanni), Oristano e Matera. Nella lista però ci sono anche aree non altrettanto povere come Pescara e Rieti. Sono state ammesse Massa Carrara - 34esima nella lista del Sole 24 Ore per i redditi pro-capite - e Viterbo, numero 56. C’è in lizza il centro storico di Sassari, 66esima in graduatoria e Comune più ricco della sua provincia con 13.673 euro a persona. Eppure la mappa della ricchezza nel Belpaese non è così chiara come si potrebbe immaginare a prima vista: nella terza provincia più ricca del nord - Ferrara - c’è un Comune - Goro - dove in media si guadagna 7.314 euro l’anno. Il reddito degli abitanti non è uno dei parametri privilegiati per l’ammissione alle «Zfu»: il bando impone un tasso di disoccupazione al di sopra della media nazionale (7,7%) e regionale, un basso tasso di scolarizzazione, un numero minimo di 25mila abitanti. Oltre al problema economico, pesa il fattore sociale. Di qui la prevalenza netta delle aree popolose del centro-sud sul profondo nord. Benché il divario sia incontestabile almeno nei grandi numeri, c’è chi considera l’esclusione ingiusta. E così il ministro Scajola, dopo aver ricevuto la lettera piccata di Piemonte e Marche per l’esclusione in extremis di Mirafiori e Ascoli Piceno, ha messo subito le mani avanti: «In futuro dovremo rivedere i criteri di ammissione». Immediata la risposta offesa degli imprenditori campani, non foss’altro poiché, con Puglia e Sicilia, la terra di Antonio Bassolino conta il maggior numero di candidature. La decisione finale dovrebbe arrivare entro settembre, ma al ministero c’è già chi ha chiaro come andrà a finire: tre «zone franche» per le tre Regioni citate, almeno due per Calabria, Sardegna e Lazio. Lo stanziamento previsto è lo stesso deciso dal governo Prodi: cento milioni per il biennio 2009-2010. Quando il centro-sinistra lanciò l’esperimento delle «Zfu» l’allora sottosegretario Sergio D’Antoni disse chiaramente che l’obiettivo era sostenere il Sud. Per il futuro Scajola non dovrà tener conto solo del fattore Lega, ma anche dell’Europa: la prima stesura del bando, nel 2006, che di fatto escludeva il nord dalle agevolazioni, ebbe il no della Commissione che vieta aiuti territoriali al di fuori di quelli previsti dalla stessa Bruxelles.

FONTE: lastampa.it