sabato 23 agosto 2008

Miss Roma: eletta Eleonora Crocioschi

La nuova bellissima romana dichiara di tifare per la Lazio e ballare divinamente......

Abbronzatissime, sorridenti, scattanti, saltellanti e sapientine. Le cinquanta più belle romane e del Lazio sfilano in passerella tra gli sguardi incrociati di villeggianti, curiosi e cittadini di Tarquinia. Per una sera il corso, nel cuore della villeggiatura, si vuota: tutti in via Vincenzo Ferri per seguire attimo per attimo le aspiranti a Miss Italia. Riuscirà qualcuna di loro a riportare il titolo nella Capitale e nel Lazio? Vedremo. Intanto godiamoci, con lo sguardo, queste belle e belline. Presenta Stefano Raucci, speaker di Radio Radio. In giuria la regista Cintia Th Torrini. Presiede il numero uno del Codacons Carlo Rienzi. E chi viene incoronata Miss Roma? Poco prima di mezzanotte la spunta Eleonora Crocioschi, una stangona alta 1,80, dell’Eur. «Sono emozionatissima e felice. Studio Scienze della Comunicazione ma voglio diventare una presentatrice scattante e carismatica», cinguetta. «Ballo divinamente i latino-americani e tifo per la Lazio, sì, aquilotta. Gioco a pallavolo e sono pazza di Vasco Rossi, ascolto sempre i suoi brani. Stanotte festeggerò con gli amici fino alle luci dell’alba». Attenzione. «Fidanzata? Meglio sola soletta», esordisce Miss Lazio appena eletta, Jessica Faretra Lenti, di Talenti, capelli castani e occhi marroni. «Io faccio l’estetista ma voglio diventare attrice. Tiro certi pugni, ma sul ring. Segno zodiacale, pesciolina. Adoro Renato Zero e la sua canzone I migliori anni della nostra vita. Non vedo l’ora di conoscere Francesco Totti. Mi piace da impazzire, come gioca». Miss Roma e Miss Lazio voleranno direttamente in finale a Miss Italia. Invece le altre concorrenti dovranno superare le prefinali di Salsomaggiore. Ecco Miss Sasch Ilaria Rosa, diciotto anni, una meraviglia. «Vivo a Roma a Tor Vergata, vicino all’Università. Il mio desiderio? Diventare architetto. Sono bravissima nella danza del ventre: un passatempo piacevole. Ma più felice ancora è il mio fidanzato Danilo. Quando mi esibisco per lui, impazzisce. Adoro Ligabue quando canta Piccola stanza senza cielo». Un’altra bellezza, Miss Eleganza Federica Cinti, 19 anni, del Tiburtino, Bilancia, fidanzata con Federico, mago del computer. «Studio marketing all’università ma voglio diventare organizzatrice di grandi eventi. Leggo molti romanzi. L’ultimo? La Vedova Scalza di Salvatore Niffoi, un capolavoro. Adoro Amedeo Minghi. Mi commuovo quando ascolto i brani più belli di Lucio Battisti. Un giorno vorrei fare un lungo viaggio in barca a vela accompagnata dal mitico Giovanni Soldini». Avanti tutta con Miss Sorriso Tania Gargari, alta 1,80, occhi verdi e capelli castani. Il suo sogno? «Diventare pediatra per curare i bimbi malati. Pratico il nuoto e sono innamorata pazza di Andrea, universitario e calciatore della Cisco Roma. Mi piace danzare e qualche volta sogno Roberto Bolle: io che ballo con lui sul palcoscenico della Scala. Tifo per i lupacchiotti giallorossi e almeno una volta vorrei andare a Londra». Attenzione: Miss Wella, Eleonora Morosetti di Cesano, 18 anni, studia economia e ascolta sempre le canzoni di Laura Pausini. «Mi dispiace per i romanisti ma io sono laziale», dice. «Il mio campione preferito, però, è Roberto Baggio». Ora tocca a Miss Deborah Melissa Asquini, di Capranica. «Non ho grilli per la testa», dice. «Non sogno passerelle internazionali ma voglio diventare fisioterapista. Un lavoro che mi ha sempre attratto. Mi piace Biagio Antonacci, lo ascolto volentieri. Ho 18 anni e sono innamorata di un coetaneo Pietro, un vero macho. Io? Lazialissima e desidero, almeno una volta volare in Polinesia per rilassarmi un po’». Sfila Miss Rocchetta Maria Sole Ingravallo, di Monteverde. Che stangona! 1,82. «Voglio diventare insegnante di danza», sospira. «Nei momenti ansiosetti mi concentro e faccio yoga. Durante il giorno, quando studio filosofia, ascolto i brani di Bob Marley. Dipingo quadri astratti, simbolici, metafisici. E presto mi lancerò con il paracadute». Infine Miss Ragazza Moderna Chiara Colognola vive a Campagnano ed è single. Dice: «Voglio diventare attrice sullo stile di Laura Morante».

FONTE: ilmessaggero.it

Banca Europea del paziente: dati clinici in rete

Sarà inaugurata a breve una "card" valida in tutta Europa

Raggiunto l'accordo tra 10 paesi dell'Unione arriverà a breve la card elettronica con i dati sanitari e il trascorso clinico dei pazienti. La banca digitale europea che raccoglie tutti i dati relativi allo stato di salute di milioni di cittadini è frutto di un consorzio di 10 paesi europei, tra cui l'Italia.

Il progetto

In Italia, per il momento, solo dieci regioni hanno aderito al progetto europeo. Mancano all'appello tutte le regioni del Sud. Costo iniziale 22 milioni di euro, per metà a carico dell'Unione Europea. La Svezia sarà la coordinatrice del progetto, quindi avrà una quota di finanziamento più alta degli altri Paesi, mentre la Lombardia farà da capofila alle altre regioni. Prima verifica nel 2011. Il sistema dovrebbe funzionare a pieno regime entro il 2015. Al momento è la Spagna che dispone di un avanzato sistema di archivio medico digitalizzato tra i Paesi che hanno aderito al progetto europeo "Smart Open Services". Molti e non di poco conto gli ostacoli da superare: dalla differenza linguistica alle diversità dei sistemi informatici e alle diverse leggi sulla privacy.

Come funzionerà?

La carta dovrebbe permettere ai cittadini dell'Unione aderenti all'iniziativa di poter essere assistiti all'estero. I medici, una volta ottenuto il consenso del paziente infatti, potranno accedere alla "cartella clinica" digitalizzata che il turista si è portato e avere un'idea delle malattie che l'hanno colpito. Lo stesso discorso vale per le medicine. Se il turista segue una particolare terapia tutti i medicinali prescritti in Italia sono elencati sulla "cartella clinica" elettronica. Se, invece, il medico spagnolo decide, dopo aver preso visione di tutti i dati, può prescrivere al paziente un nuovo farmaco con l'obbligo di segnalarlo per via elettronica al sistema sanitario italiano.

Le risorse

Gli investimenti italiani in tecnologia sanitaria, un settore che ha determinato nel mondo una spesa pari a 187 miliardi di euro, sono però ancora inferiori a quelli di altri paesi europei. Secondo quanto risulta dagli ultimi dati disponibili, il nostro Paese destina ai dispositivi medici una cifra pari al 4 per cento della spesa totale europea dedicata alla tecnologia medica. Una cifra che ci colloca subito sotto la Francia (5 per cento) e lontana dalla Germania che ci stacca con una fetta pari all'11 per cento della spesa Ue.

FONTE: lastampa.it

Olimpiadi Pechino 2008, un'altra medaglia d'argento per l'Italia

Josefa Idem si piazza al secondo posto nella canoa, a soli 4 millesimi di secondo dall'atleta Ucraina

Davvero una impresa stratosferica, quella ottenuta dalla bravissima atleta italiana Josefa Idem, la quale, alla sua settima olimpiade si aggiudica la medaglia d'argento, a soli 4 millesimi di secondo dal primo posto nella canoa K1 500. E così l'Italia raggiunge quota 26 nel medagliere generale.

La pila che si ricarica senza fili

Sarà possibile grazie a una tecnica messa a punto dall'Mit e sviluppata insieme a Intel

Immaginate di camminare in un aeroporto o in un ufficio con il vostro computer portatile in tasca, mentre la batteria si ricarica anziché consumarsi. Fantascienza? Cambiereste idea se aveste visto darne una dimostrazione pratica Justin Rattner, Chief Technology Officer di Intel, durante l'Intel Developer Forum di San Francisco. Rattner, nel corso della convention della multinazionale di Santa Clara, ha alimentanto infatti a distanza una lampadina senza cavi elettrici, sfruttando un principio fisico che ricorda quello dei comuni trasformatori, sviluppato dagli scienziati del MIT e chiamato WREL (Wireless Resonant Energy Link). La strada, ha precisato Rattner- è ancora lunga ma presto arriveremo a una soluzione per tagliare il cosiddetto «ultimo cavo» dei dispositivi mobili.

«SINGULARITY IS NEAR»- Ma non si tratta solo di questo. Il chief technology officer si è detto convinto che, più in generale, molto presto uomo e macchina saranno parificati dalla tecnologia grazie allo sviluppo sempre maggiore dell'interfaccia umo-macchina, come sostiene da tempo Ray Kurzweil, autore del celebre libro «The singularity is near». Energia senza fili, robotica, capacità dei computer di «ragionare» o di modificare il proprio aspetto saranno i punti chiave su cui Intel scommeterà in questa prospettiva.

MATERIA PROGRAMMABILE - Perchè dovrebbero servire computer costruiti con tecnologia che consenta loro di cambiare la propria forma? Perchè, per fare un esempio, la tastiera potrebbe adattarsi allo scopo per cui viene utilizzata. Un dispositivo mobile potrebbe essere molto piccolo quando sta in una tasca, ma potrebbe cambiare il proprio aspetto se utilizzato come telefono o come riproduttore musicale. Possibile in futuro - si pensa- grazie a una tecnologia basata su milioni di micro-robot ribattezzati «catoms» utilizzati per creare materiale in grado di cambiare il proprio aspetto.

ROBOTICA AVANZATA - Anche i robot, ovviamente, cambieranno. L'evoluzione dei personal-robot comprenderà la capacità di interagire con l'ambiente che li circonda, riconoscendo persone, oggetti e, attraverso una sofisticata tecnologia, le intenzioni di chi li utilizza. Rattner ha illustrato come alcuni prototipi di automi siano già in grado di «sentire» gli oggetti ancora prima di toccarli o - grazie all'utilizzo di tecnologie avanzate per la pianificazione dei movimenti - in grado di reagire a comandi generici in linguaggio naturale. Basterà gridargli «Please, clean this mess!» e il robot rimetterà a posto la cameretta della bambina.

FONTE: corriere.it