mercoledì 27 agosto 2008

Tatuaggi: addio laser, adesso si cancellano con una crema

I tatuaggi indesiderati possono essere rimossi dalla pelle senza dolore e senza cicatrici grazie a una speciale crema. Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Daily Mail la nuova crema, chiamata Rejuvi, potrebbe aiutare i 'tatoo pentiti' a ritornare sui loro passi. Fino ad ora rimuovere un tatuaggio dalla pelle e' stato un intervento alquanto doloroso. Ma adesso iniettando la Rejuvi nella pelle cosi' come viene iniettato l'inchiostro nella parte superiore degli strati dell'epidermide quando ci si fa un tatuaggio, e' possibile far ritornare 'candidi' come prima. Secondo gli esperti, la Rejuvi viene assorbita dalla cellule pigmentate e si attacca al pigmento. In questo modo l'inchiosto viene 'ammorbidito' e spinto verso la superficie della pelle formando una crosta. Passate dalle sei alle otto settimane la crosta cade eliminado quindi tutto l'inchiostro. Gli esperti credono che questa nuova tecnica, utilizzata per la prima volta negli Stati Uniti, abbia un tasso di successo superiore rispetto al tradizionale trattamento laser, oltre ad essere anche meno costosa, meno dolorosa e senza il rischio di cicatrici. Stuart Harrison, direttore della Oxford Skin Clinics che ha appena iniziato a utilizzarla nelle sue cliniche, l'ha definita come un rimedio "meno doloroso del trattamento laser". La tecnica e' stata prima sperimentata negli Stati Uniti, anche se fino a poco tempo fa l'unico modo di usarla e' stato quello di sfregarlo sulla pelle con un effetto di 'pelle grattuggiata'. Ma adesso graze a una nuova 'pistola' e' stato possibile iniettarla sotto la superficie della pelle. Nonostante gli elevati casi di successo, c'e' chi e' rimasto poco contento del risultato ottenuto. L'efficacia della Rejuvi, infatti, e' stata messa in discussione negli Stati Uniti su alcuni forum online.

FONTE: agi.it

Malta: naufragio di clandestini a sud dell'isola

La tragedia ha provocato 71 morti. Otto clandestini sono stati soccorsi da una motovedetta maltese

LA VALLETTA (MALTA) - Naufragio di immigrati all'isola di Malta. Otto clandestini sono stati soccorsi oggi a circa 40 miglia nautiche a sud dell'isola e hanno riferito alla polizia che 71 compagni di viaggio sarebbero morti. Fra i dispersi ci sarebbero 8 donne, di cui 4 incinte e un bambino.
SCAMPATI ALLA TRAGEDIA - I sopravvissuti sono stati presi a bordo da una motovedetta dell'esercito maltese. Un areo militare di ricognizione aerea ha intanto sorvolato la zona del naufragio senza trovare alcun sopravvissuto.
IL RACCONTO - In un primo momento i superstiti avevano parlato di 18 compagni finiti in mare e non ritrovati. Secondo il racconto dei naufraghi salvati tra i dispersi ci sono 8 donne - 4 incinte - e un bambino. Per tutto il viaggio le condizioni del tempo sarebbero state proibitive. Inizialmente, l'equipaggio del motopeschereccio maltese che ha soccorso gli immigrati - prevalentemente sudanesi ed eritrei - aveva parlato di 10 dispersi. I superstiti sono stati poi sentiti dalla polizia alla presenza di un interprete che ha riferito il reale bilancio del naufragio. Quella raccontata dai migranti potrebbe una delle tragedie del mare col maggior numero di vittime accadute nel Canale di Sicilia.

FONTE: corriere.it

Germania - Danimarca: un ponte le collegherà

Verrà realizzata una struttura di 20 km sul Baltico che permetterà di unire i due paesi

Le autorità tedesche insieme a quelle danesi firmeranno il 3 settembre prossimo l'accordo per il previsto ponte sul mar Baltico che unira' i due paesi. Dall'intesa nascera' il progetto riguardante il ponte più lungo d'Europa, che supererà anche il previsto ponte sullo Stretto; la sua lunghezza di 20 chilometri, consentirà di ridurre sensibilemte (circa un'ora di meno) il viaggio tra Amburgo e Copenaghen. Il costo dell'opera e' stato stimato intorno ai 4,8 miliardi di euro e la Germania dovrebbe partecipare con 800 milioni di euro. Il ponte potrebbe essere già pronto per il 2018.

FONTE: ansa.it

La Nato intima il governo di Mosca: su Ossezia e Abkhazia tornate indietro

"L'Alleanza Atlantica - recita un comunicato ufficiale diffuso dal quartier generale Nato di Bruxelles - condanna la decisione della Federazione Russa di concedere il proprio riconoscimento ai territori georgiani dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, e le chiede di revocare la sua decisione", prosegue la nota, sottoscritta dagli ambasciatori dei 26 Stati membri. Da parte sua, Mosca ha fatto sapere che non sospenderà la cooperazione con la Nato in Afghanistan "ma se la reazione dei nostri partner occidentali cambierà, se vedremo colpiti i nostri interessi di sicurezza nazionale, ci troveremo costretti a riconsiderare la nostra posizione di oggi", ha detto il vice ambasciatore russo presso la Nato, Ivan Soltanovskiy. "Quella in Afghanistan è una delle iniziative più importanti nel quadro della nostra cooperazione con la Nato. La lotta al terrorismo internazionale è una delle priorità del Consiglio-Nato Russia", ha proseguito l'ambasciatore assicurando che la cooperazione "con la Nato sull'Afghanistan è basata sui principi di pragmatismo e di comunanza di interessi". Per Soltanovsky la "nostra risposta alle decisioni assunte dall'Alleanza al vertice straordinario di martedì scorso a Bruxelles è stata pragmatica e moderata". Le decisioni di Mosca "non riguardano in alcun modo gli accordi sul transito per l'Afghanistan conclusi al summit di Bucarest" dello scorso aprile, ha tenuto a sottolineare l'ambasciatore a Bruxelles. "La nostra è una reazione proporzionata e commisurata a quanto deciso" ha aggiunto. L'ambasciatore ha poi escluso che l'aumento della violenza talebana in Afghanistan possa in qualche modo ricollegarsi al conflitto in Ossezia del Sud. Il ministro degli esteri Serghei Lavrov, citato dall'agenzia russa Itar-Tass, ha detto che la Russia non intende mantenere per sempre la sua presenza nelle fasce di sicurezza ai confini dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia in territorio georgiano, ma insisterà su un controllo internazionale affidabile nelle zone del territorio georgiano a ridosso di quelle fasce. Mosca è pronta ad accordarsi con Osce e Onu sull'aumento del numero di osservatori internazionali all'interno delle fasce, ha aggiunto da Dushanbé, in Tagikistan, dove è in programma una riunione del gruppo di Shangai (Sco), che include la Cina e alcune repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale. Mentre il Cremlino cerca il sostegno cinese nella crisi caucasica, il ministro degli Esteri di Londra, David Miliband, ha annunciato un viaggio in Ucraina allo scopo di "creare una coalizione più ampia possibile per contrastare l'aggressione russa", scrive Bbc on line.

FONTE: rainews24.rai.it

Turchia: rinvenuta una colossale statua di Marco Aurelio

La scoperta è stata fatta a Sagalassos

E' stata rinvenuta tra i resti di antiche terme romane, a Sagalassos, nel sud della Turchia. Si tratta di una gigantesca statua in marmo raffigurante l'imperatore romano Marco Aurelio. Ad annunciarlo è stato il direttore dei lavori nel sito archeologico turco, Marc Waelkens, docente all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio. «È la rappresentazione più bella che sia mai stata rinvenuta, e di una qualità straordinaria, del giovane Marco Aurelio», ha spiegato il professor Waelkens. Solo la testa - che raffigura i tipici tratti del volto barbuto, del tutto analoghi alla statua equestre di Marco Aurelio esposta a Roma al Campidoglio - misura oltre un metro. Gli archeologi hanno trovato poi il braccio destro e i piedi della statua, nei pressi delle antiche terme romane di Sagalassos. Il pezzo fa parte di un gruppo di sei membri della dinastia degli Antonini e, secondo gli esperti, fu terminato tra il 161 e il 165 d.C.. Secondo quanto ha riferito Waelkens, si trovava in una stanza utilizzata probabilmente come «frigidarium», una piscina con acqua fredda in cui gli antichi romani ci si immergevano dopo il «calidarium», i bagni con acqua calda. Il frigidarium è andato distrutto in seguito a un terremoto, avvenuto tra il 540 e il 620 d. C. Il sito di Sagalassos negli ultimi anni ha attirato l'attenzione dei ricercatori, che vi hanno rinvenuto anche una statua dell'imperatore Adriano e la testa di una statua raffigurante Faustina maggiore, moglie dell'imperatore Antonino Pio. Marco Aurelio compare con le tipiche calzature militari, decorate con effigi di leoni. Si ritiene che il torso dell'imperatore fosse coperto da un'armatura in bronzo, andata perduta dopo il sisma. Marco Aurelio governò l'impero tra il 161 e il 180 d.C.

FONTE: ilmessaggero.it

Big bang: riusciti i primi test preliminari

Riprodotto in laboratorio il fenomeno dal quale è stato originato l'universo

Alcuni test hanno indicato con successo come avviare un esperimento che nel sottosuolo riprodurrà in miniatura il "Big Bang", il fenomeno che ha dato origine all'universo 15 miliardi di anni fa. Lyn Evans, del Centro europeo per la ricerca nucleare (Cern), ha detto oggi che gli esperimenti condotti lo scorso fine settimana nella grande macchina sotterranea Lhc, dove si eseguiranno i test di collisione tra particelle nei prossimi mesi e anni, "si sono svolti senza intoppi". "Prevediamo uno strepitoso successo quando per la prima volta tenteremo di mandare un raggio tutto intorno all'Lhc", ha detto Evans, che presiede il team internazionale di scienziati che hanno dato corpo al progetto e creato la macchina, la Large Hadron Collider, in territorio francese e svizzero tra il massiccio del Giura e il lago di Ginevra. I test finali sono consistiti nel pompaggio di un singolo fascio di particelle energetiche dall'acceleratore nel tunnel del Collider lungo 27 chilometri e nel farle procedere in senso anti-orario intorno alla macchina per circa 3 km. All'inizio di questo mese, ha detto il Cern, un esperimento simile è stato effettuato nel Collider in senso orario con egual successo. Il team progetta ora di far compiere al fascio di particelle un giro completo in una direzione, il prossimo 10 settembre, come preludio di un lancio di fasci in entrambe le direzioni per produrre una collisione, alla fine di quest'anno. Tale collisione sarà monitorata dai computer del Cern e visionata da scienziati di laboratori in tutto il mondo, che cercheranno di identificare, tra le altre cose, la particella che ha reso possibile la vita. Si pensa che la particella mancante, chiamata "il bosone di Higgs" dal nome del fisico scozzese Peter Higgs che per primo ne postulò l'esistenza 50 anni fa, sia il misterioso fattore che mantiene insieme la materia.

FONTE: reuters.it