martedì 16 settembre 2008

Robert De Niro - Al Pacino, nuova sfida dopo 13 anni

"E' stato come vedere un concerto dove suonavano insieme Miles Davis e John Coltrane". Con questo paragone jazzistico il regista Jon Avnet ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del film "Righteous kill - Sfida senza regole", film interpretato dai due attori americani che uscira' in oltre 300 sale il prossimo 26 settembre. E' la storia di due anziani poliziotti alla ricerca di un serial killer in una New York violenta e senza scrupoli. "In origine io e Jon avevamo pensato che i protagonisti dovessero essere un anziano poliziotto e un altro piu' giovane - ha spiegato De Niro in conferenza stampa -. In seguito, rileggendo la sceneggiatura, ho pensato che sarebbe stato meglio che i due agenti fossero entrambi al limite della pensione e la mia idea e' andata subito su Al Pacino. Da 'Heat, la sfida' (film del 1995 di Michael Mann, ndr) abbiamo rischiato molte volte di lavorare insieme ma poi i progetti non sono mai andati in porto". Al Pacino, che il 22 ottobre ricevera' il premio Marc'Aurelio al Festival del Cinema di Roma, dal canto suo ha spiegato che lavorare con De Niro "e' stato un piacere immenso. Lo conosco da meta' della nostra vita e lui e' un attore generoso e molto sensibile nei confronti dei colleghi e quindi quando mi ha chiesto di lavorare con lui, ho accettato con gioia". I due personaggi del film di Avnet sono in chiaroscuro e presentano lati positivi accanto ad altri estremamente negativi. "Questi sono i personaggi che amo di piu' - ha spiegato Al Pacino - perche' per me, l'aspetto piu' interessante dei ruoli che interpreto sta proprio nella loro 'parte buia' e io amo esplorare proprio questi aspetti. Come era accaduto per il film di Mann nel '95 - ha detto ancora l'attore - anche questa volta non abbiamo mai pensato di scambiarci i ruoli, anche perche', questa volta, Bob e' venuto da me con la sceneggiatura finita". Al Pacino e Robert De Niro recitano per la prima volta l'uno accanto all'altro dai tempi del "Padrino, parte II" (in "Heat", in realta', in tre ore di film recitano insieme in due sole scene). "Per me e per tutto il cast e' stato incredibile vederli recitare insieme sul set - ha detto il regista e produttore del film Jon Avnet -. Ad ogni azione dell'uno corrispondeva immediatamente una reazione di quell'altro, una interazione continua tra i due che ci ha lasciato senza parole. Era come se assistessimo a un concerto di Miles Davis e John Coltrane". Lavorare fianco a fianco non ha costituito motivo di gelosia da parte di Al Pacino e Robert De Niro, due dei piu' grandi attori viventi. "Da giovani - ha spiegato Al Pacino - probabilmente eravamo piu' competitivi, cosa che ci ha portato ad allontanarci e a prendere strade diverse. Con l'eta', questo spirito di competizione si e' affievolito e abbiamo lavorato benissimo insieme". La considerazione di Al Pacino trova d'accordo anche De Niro che non esclude una prossima nuova pellicola insieme: "credo che in questi anni abbiamo perso molte occasioni - ha spiegato - ma in futuro spero che ci saranno occasioni di fare altri film insieme. Non e' comunque in programma - ha poi voluto precisare - una pellicola in cui io e Al recitiamo nel ruolo di due sorelle, come scritto dai media inglesi: a Londra ho fatto solo una battuta ma il senso dell'umorismo, evidentemente non e' il loro forte".

FONTE: agi.it

BRITNEY SPEARS: il suo nuovo album si chiamerà "Circus"

Il nuovo album di Britney Spears, dal titolo 'Circus', uscirà il prossimo 2 dicembre, in occasione del 27esimo compleanno della pop star. Lo ha annunciato la casa discografica Jive Records in un comunicato. 'Circus' uscirà a distanza di un anno dall'ultimo album, 'Blackout', e il primo brano dell'album sarà 'Womanizer'. Britney Spears è tornata di recente sulla cresta dell'onda dopo un paio di anni difficili. Dopo l'exploit degli MTV Music Awards 2008 (tre premi e nessuna performance imbarazzante sul palco, a differenza del 2007) e la fine della guerra legale per la custodia dei figli con l'ex marito Kevin Federline, la cantante sembra pronta a gettarsi alle spalle il passato e le critiche e a rituffarsi a pieno regime nella sua carriera musicale.

FONTE: ansa.it

Cyberguerra: le Nuove Potenze riunite a Tallinn

Russia, Cina e India imbattibili nell'hacking "Possono spegnere i sistemi di intere nazioni"

L’autore di questo articolo, consulente di Cybercrime presso la Human Trafficking and Emerging Crime Unit, era l’unico italiano invitato al superblindato workshop ISOI di Tallinn. Le opinioni qui espresse sono a titolo personale.

Allarme informatico dalla conferenza su sicurezza, Internet ed intelligence in Estonia: le guerre del domani saranno digitali. E sono già iniziate. Il 10 e l'11 settembre un centinaio di persone, provenienti dal mondo delle Forze dell'Ordine, dell'intelligence, della sicurezza informatica e del mondo accademico, si sono incontrati a Tallinn, capitale dell'Estonia, per partecipare al quinto workshop ISOI, Internet Security Operations and Intelligence. Una platea estremamente particolare per un evento a porte chiuse, cui solo chi era stato esplicitamente invitato ha avuto la possibilità di assistere. L’uditorio - proveniente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Portogallo, Estonia, Lituania, Israele e Australia - era composto di direttori tecnici e capi-ricerca di realtà internazionali, spesso molto vicini al mondo dei servizi segreti. I relatori invece erano persone che operano in aziende e organizzazioni come Trend-Micro, ESET, AVG, Support Intelligence, NATO, Anti-Phishing Working Group, l'Università del New South West (Australia), AusCERT, CERT Estonia, COLT Telecom, Verizon, Yahoo!, oltre ad alcune agenzie di intelligence (FBI, CIA) e di lotta al terrorismo. Filo conduttore del workshop sono stati proprio i legami, sempre più profondi, tra la sicurezza delle informazioni e la sicurezza nazionale. L'allarme principale è rappresentato dal connubio tra hacking, criminalità organizzata e un nuovo modo di «fare la guerra». La raccolta di informazioni (a scopo di profitto economico o per azioni di intelligence), la distruzione di file e archivi digitali, l'impossibilità di accedere a sistemi informativi di rilevante importanza, la possibilità sempre più concreta di seri attacchi verso le «Infrastrutture Critiche Nazionali» dei diversi Paesi costituiscono uno degli incubi peggiori per chi si occupa di sicurezza nazionale. E’ una vera e propria guerra, intrapresa da Paesi come Cina, Corea del Nord, Israele, Russia e, naturalmente, Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito. Una guerra digitale, combattuta a suon di vulnerabilità informatiche, attacchi elettronici, codice maligno, intercettazioni digitali, hacker e servizi segreti. Non è un caso che la sede del meeting, quest'anno, sia stata l'Estonia. Ex-Stato della Federazione Russa, nell'aprile del 2007 ha subito una impressionante serie di attacchi informatici, lanciati dalla Russia, proprio com’è successo quest’estate alla Georgia. Attacchi che sono riusciti a «spegnere» i due Paesi: bloccare - in un Paese giovane che ha deciso di snellire sin dal 2001 la burocrazia, grazie all'Information Technology - l'accesso ai servizi di rete ha significato, letteralmente, mettere in ginocchio un'intera nazione. La responsabile della sicurezza informatica della seconda banca per ordine di importanza della Georgia ha descritto in dettaglio, giorno per giorno, l'escalation avvenuta tra il 18 luglio e 10 agosto di quest'anno, con più di 10.000 attacchi, soprattutto ai principali database della nazione, 66 DDoS (una tecnica grazie che blocca un sito web, subissandolo di richieste contemporanee, sino a esaurire le risorse del server) e centinaia di Web Defacement (modifica dell'home page). In sala, lo shock maggiore è però arrivato quando i relatori hanno parlato di «botnet», un esercito fatto di decine di migliaia di PC e Server violati dagli attaccanti, per utilizzarli - in forma massiva e parallela - in attacchi mirati. Un ulteriore problema è la transnazionalità dei reati. Gli attacchi contro la Georgia provenivano infatti da Paesi usati come testa di ponte: Macedonia, Guatemala, Usa, Francia, Spagna, Romania, Indonesia, Giappone. E ovviamente Russia. Di Russia si è molto parlato anche nelle sessioni dedicate a RBN, sigla sconosciuta ai non addetti ai lavori, che significa «Russian Business Network». Si tratta di un'organizzazione criminale ormai storica, con sede a San Pietroburgo, il cui business è l'esecuzione di attacchi informatici, l'invio di spam e il furto di informazioni su richiesta. Il loro giro di affari supera i due miliardi di dollari all'anno e, anche in Italia, nel 2007 abbiamo iniziato a conoscere l'organizzazione e la mafia russa che vi si cela dietro: siti web sotto attacco DDoS, ai cui proprietari RBN ha detto, semplicemente, «Pagate e smetteremo. Non pagate, e rimarrete sconnessi da Internet sino a quando non ci stancheremo». Infine, il phishing, il furto di identità e informazioni riservate. L'APWG (Anti-Phishing Working Group, un'organizzazione di volontari che studia il fenomeno a livello internazionale) ha analizzato 51.989 domini Internet utilizzati per il phishing, riuscendo a stilare una classifica delle nazioni dove sono presenti più phishing web sites: Hong Kong, Thailandia, Liechtenstein, Romania, Cile, Belize, Taiwan, Lituania, Estonia, Repubblica Ceca.

FONTE: lastampa.it

Borse europee: il Vecchio Continente brucia 125 miliardi

Anche i mercati azionari asiatici vanno a picco.Tokyo crolla a - 4, 95%

Lunedi' nero per le Borse europee, che hanno bruciato in una seduta 125 miliardi di euro di capitalizzazione. Il crollo e' stato determinato dall'ondata di vendite scatenata dal fallimento della banca d'affari statunitense Lehman Brothers. L'indice paneuropeo, Dj Stoxx 600, che misura l'andamento dei principali mercati del Vecchio Continente, ha segnato una flessione dell'3,47%, portando cosi' la capitalizzazione intorno ai 3.500 miliardi di euro. Il ciclone Lehman Brothers colpisce anche l'Asia, ed in particolare la Borsa di Tokyo: il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, chiude gli gli scambi in picchiata del 4,95% e si attesta così ai minimi degli ultimi tre anni (8 luglio 2005) a quota 11.609,72, ben 605,04 in meno della chiusura di venerdì. La piazza finanziaria nipponica sconta, alla ripresa delle contrattazioni, lo scossone sui mercati provocato dalla richiesta di bancarotta protetta presentata da Lehman Brothers.

FONTE: ansa.it