giovedì 18 settembre 2008

Champions League: Juventus avanti tutta, per i Viola prezioso pari a Lione

Inizia nel migliore dei modi l'avventura dei nostri Club nel più importante torneo europeo

Non poteva cominciare meglio per la Juventus il ritorno in Champions League dopo due anni di assenza. Una perla di Del Piero ha piegato il temutissimo Zenit e anche se i bianconeri non hanno giocato una gran partita, l'impresa riporta ottimismo e consapevolezza per il futuro europeo. L' 1-0 contro i nuovi ricchi del calcio europeo, il club di San Pietroburgo che grazie ai petrorubli della Gazprom ha piegato a fine agosto il Manchester United nella Supercoppa europea, e' firmato dal capitano bianconero: una parabola su punizione da trenta metri che spazza tutte le polemiche sulle panchine cui Del Piero pare destinato in campionato, nel turn over di una stagione tornata ricchissima di impegni. Ha urlato, ha si e' quasi battuto il petto, e poi ha liberato tutta la sua gioia in una capriola all'indietro, simbolo di una nuova giovinezza: ma il Del Piero dell'1-0 stasera era l'immagine di tutta la Juve, uscita dal tunnel di due anni senza l'Europa che conta. I russi hanno aggredito subito con un pressing asfissiante gli avversari e la Juve, nel primo tempo, non ha trovato varchi, priva com'e', oltretutto, di un regista che detti i tempi. Due le occasioni bianconere nella prima frazione, un colpo di testa di Trezeguet su cross di Del Piero (a lato) e una conclusione di testa di Camoranesi sull'esterno della rete. L'episodio che sembrava infliggere la mazzata decisiva ai padroni di casa e' stata l'uscita di Camoranesi alla mezzora per una distorsione a una caviglia. Ma lo Zenit - e questo e' stato il suo limite stasera - non ne ha approfittato, creando molta pressione territoriale, infastidendo gli avversari con scambi stretti, ma senza mai arrivare a conclusioni pericolose. Nella ripresa tutto e' continuato come il primo tempo: Advocaat ha alzato ancor piu' i terzini, aggirando la Juve con una coppia di ali per parte. Alla Fiorentina invece non e' bastata una doppietta di Gilardino per superare il Lione nella gara che segnava il ritorno dei viola in Champions dopo otto anni. Spietata e tatticamente precisa nel primo tempo chiuso in vantaggio 2-0, la squadra di Prandelli ha subito troppo nel secondo tempo ed e' stata punita anche a causa di due interpretazioni arbitrali in occasioni dei due gol che hanno dato il pareggio ai francesi. Lo svedese Frojdfeldt e' il direttore di gara che concesse il gol dell'1-0 a Van Nistelrooy in fuorigioco in Olanda-Italia degli Europei, per la presenza dell'azzurro Panucci infortunato oltre la linea di fondo; stasera, situazione quasi identica, il fischietto di Eskilstuna ha fatto giocare l'Olympique con Zauri a terra in area permettendo a Piquionne di segnare la rete dell'1-2. E poi ha assegnato una punizione dubbia da cui e' arrivato il gol di Benzema.

FONTE: ansa.it

Scoperta la «formica di Marte»

L'animale è cieco, non ha occhi e possiede lunghe e sottili mascelle che sembrano delle pinzette

Ha le sembianze di un extraterrestre: nella foresta amazzonica i ricercatori hanno trovato sottoterra una nuova specie di formica, finora sconosciuta. L'insetto, completamente cieco, quasi trasparente e grande quanto un chicco di riso, è stato battezzato «formica di Marte».
«QUELLA DI MARTE...» - Le formiche popolano la Terra da oltre 120 milioni di anni, 12.000 sono le specie attualmente conosciute. Un team di esperti attorno a Christian Rabeling e Manfred Verhaagh, del Museo di scienze naturali di Karlsruhe in Germania, hanno scoperto ora in Brasile una specie del tutto nuova. Inoltre, durante le ricerche è stato dimostrato che l'esemplare, di appena tre millimetri di grandezza, appartiene alla più antica specie di formiche esistenti al mondo. Per sottolineare il suo insolito aspetto gli studiosi hanno battezzato l'esemplare «Martialis heureka», che liberamente tradotto significa: «Quella di Marte - noi l'abbiamo trovata». La scoperta «Newly discovered sister lineage sheds light on early ant evolution» viene descritta dagli scienziati nella rivista specializzata «Proceedings of the National Academy of Sciences». CARATTERISTICHE - Per gli scienziati si tratta di una «scoperta sensazionale» poiché è la prima volta da 85 anni a questa parte che si scopre «una specie di formiche completamente nuova. Si tratta della più antica e primitiva formica conosciuta. Averla scoperta è stato un autentico colpo di fortuna». L'animale è cieco, non ha occhi e possiede lunghe e sottili mascelle che sembrano delle pinzette, tutte caratteristiche come non se ne trovano in nessun altra specie delle Formicidae. Rabeling e Verhaagh, assieme a Jeremy Brown dell'Università del Texas, hanno rilevato insieme alla struttura corporea così tante differenze rispetto alle specie di formiche conosciute da poter parlare di una nuova sottospecie, la ventunesima. L'hanno definita un vero e proprio «relitto». Vivono sottoterra in mezzo ai campioni di terriccio e si nutrono di larve d'insetti e di vermi. «Ciò ci fa dedurre che in questo terreno del bassopiano amazzonico siano nascoste ancora una moltitudine di nuove specie», ha spiegato il biologo Christian Rabeling.
COLPO DI FORTUNA - Già cinque anni fa Verhaagh aveva scoperto due esemplari degli animali nel bassopiano dell'Amazzonia, nel quadro di un programma di ricerca finanziato tra il 1996 ed il 2003 dal ministero della Ricerca tedesco, ma i due quasi microscopici insetti erano rimasti attaccati al tubicino di vetro in cui erano conservati ed al momento di staccarli in laboratorio si erano disintegrati. Gli animali sono estremamente rari. «Riuscire a scoprirne un altro è stato come vincere al lotto», ha detto Verhaagh. A scoprire la più antica formica del mondo è stato in maniera casuale Christian Rabeling, che, nel corso di ricerche per il suo dottorato, la vide una notte muoversi sul terreno ricoperto di foglie. L'esemplare, una femmina lavoratrice, è stato conservato fino allo scorso anno nell'Istituto bio-geologico del Museo di scienze naturali di Karlsruhe. Solo al momento dell'analisi genetica per stabilirne il Dna i ricercatori si sono resi conto di aver fatto una scoperta a dir poco spettacolare. Rappresentanti vivi di una nuova sottospecie furono scoperti l'ultima volta nell'anno 1923.

FONTE: Elmar Burchia (corriere.it)