domenica 21 settembre 2008

eBay: sono più di 20.000 gli italiani che hanno un negozio sul web

I valdostani vendono armoniche a bocca, i siciliani e i liguri aquiloni, i trentini scarpe da bambina. Mentre Umbria e Marche preferiscono l'enogastronomia. Su eBay.it ormai si trova di tutto......

Che siano armoniche o i-pod, salsicce o vini da dessert, sempre più commercianti italiani scelgono il web per vendere i propri prodotti. Sono infatti più di 20.000 i negozi online nel nostro paese, secondo quanto comunicato da eBay. E chi si aspetta di trovare soltanto oggetti tecnologici rimarrà sorpreso: sul sito ormai si vende veramente di tutto. Tra le categorie spiccano senza dubbio i prodotti eno-gastronomici, venduti soprattutto dall’Umbria, dalle Marche, dove si prediligono in particolar modo i vini dolci e da dessert, e in Emilia, dove viene venduto il 71% dei vini rossi che si vendono in tutta Italia. In Val d’Aosta, Puglia e Friuli gli affari si fanno con la musica. Se i friulani vendono stock di strumenti musicali e i valdostani si concentrano sulle armoniche a bocca, i Pugliesi prediligono il commercio di dispositivi audio portatili, come i-pod e lettori mp3, che costituiscono circa il 44% del totale venduto in tutta Italia. Molto attivi, a conferma della passione degli italiani per il collezionismo, i negozi che vendono francobolli, monete e banconote da collezione. Veneto, Calabria e Campania fungono da traino nel settore. Il 45% delle banconote straniere vendute in Italia arriva proprio dalla Campania. I venditori di libri antichi, invece, si concentrano soprattutto in Abruzzo. Chi invece è interessato ad acquistare su eBay prodotti per l’infanzia e premaman, troverà maggiore offerta tra i negozi molisani, in cui si vendono soprattutto passeggini e seggiolini; ma anche in Sardegna, forte soprattutto per la vendita di abbigliamento per le mamme in attesa, e in Trentino, che è la regione in Italia che vende più di tutte scarpe da bambina. Sicilia e Liguria invece guidano la vendita italiana online di giocattoli. Un’altra curiosità? Tra quelli più venduti ci sono gli intramontabili aquiloni, biglie e yo-yo. Dal Lazio invece proviene la vendita del 45% degli articoli legati all’ufficio che si vendono in Italia, mentre i toscani hanno scoperto il web come strumento importante per vendere i negozi stessi! In In questa regione, infatti, si cedono, attraverso eBay, il 33% delle attività commerciali che si vendono in tutta Italia. I piemontesi si sono rivelati forti venditori di prodotti di bellezza e per la cura del viso. Sono probabilmente esteti anche i lucani e i lombardi. Tra le vendite di queste due regioni spiccano soprattutto i gioielli, ma mentre in Basilicata si concentra il commercio di quelli d’acciaio, la Lombardia, che detiene il podio di regione con più negozi attivi online (circa 3.000), vende il 57% delle fedi nuziali che si vendono in tutta Italia. Per Leonardo Costa, Responsabile Area Venditori eBay.it, ''questi dati confermano che in Italia il mercato della vendita online è ricco e variegato. Sono sempre di più i venditori italiani che comprendono l’opportunità di avere un proprio negozio online, per poter godere dell’immensa vetrina virtuale che soltanto il web può offrire. E’ proprio pensando a loro che qualche mese fa abbiamo lanciato un nuovo concetto di negozio che permetterà agli italiani di dimostrare ancora meglio la loro capacità di creare aziende di successo. Questa volta però attraverso eBay!”.

FONTE: adnkronos.it

Benzina ricavata dallo zucchero

Scienziati al lavoro per trovare fonti energetiche alternative ai comuni combustibili

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin a Madison ha sviluppato un metodo per convertire i comuni zuccheri in miscele di idrocarburi, alcuni dei quali potrebbero, a loro volta, essere utilizzati per produrre diversi combustibili con interessanti prospettive per la sostituzione dei combustibili fossili. Anche se non si tratta di una metodica abbastanza efficiente da produrre quantità massicce di prodotto finito, lo studio è parte di uno sforzo per ripensare le fondamenta dei metodi di reazione, dal momento che gli sforzi produttivi si stanno spostando dal petrolio alle piante e alle atre biomasse come fonti di materie prime. Una delle sfide cruciali per convertire i carboidrati delle biomasse in combustibili da trasportare in forma liquida è la rimozione della maggior parte degli atomi di ossigeno nei reagenti al fine di formare molecole che abbiano le proprietà giuste per la combustione. Edward L. Kunkes e colleghi presentano ora nell’articolo "Catalytic Conversion of Biomass to Mono-Functional Hydrocarbons and Targeted Liquid Fuel Classes" pubblicato sulll’ultimo numero della rivista “Science” una nuova strategia in due stadi per convertire gli zuccheri abbondanti come il glucosio e il sorbitolo in combustibili e reagenti intermedi per l’industria chimica. In un reattore iniziale, un catalizzatore a platino-renio scinde la miscela zucchero/acqua in alcol e composti del carbonile. Il prodotto può essere diretto in un secondo reattore in cui queste molecole intermedie sono legate a formare catene. Una schiera di differenti catalizzatori è disponibile per selezionare sia la struttura altamente ramificata della benzina o la più lunga e lineare molecola utilizzata nel gasolio e nel cherosene per gli aeroplani jet. Secondo gli autori, il metodo è abbastanza semplice da essere relativamente economico e flessibile per poter produrre una discreta gamma di componenti per combustibili liquidi.

FONTE: lescienze.espresso.repubblica.it

Cervello: una specie di 'pila' lo ricarica

Una tecnica tutta italiana migliora memoria e tempi di reazione

Ora è possibile 'Ricaricare' il cervello con deboli scosse elettriche per migliorare le proprie performance e combattere l'invecchiamento in modo vincente. E' questa la nuova tecnica italiana nata da una idea di Alberto Priori, direttore del Centro di ricerca per le neuronanotecnologie e la neurostimolazione dell'Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano. La stimolazione di particolari aree del cervello con deboli correnti elettriche applicate alla cute migliora memoria e tempi di reazione.

FONTE: ansa.it

Islamabad, attentato all'hotel Marriott, autobomba fa strage: oltre 60 vittime

Era in corso un ricevimento per il presidente Zardari . La Farnesina: non ci sono italiani coinvolti

L'esplosione avviene alle 19 e 35 ora pakistana (circa le 15 e 30 in Italia). Una buona mezz'ora dopo l'inizio dello «Iftar», il pranzo al calar del sole che segna la fine del digiuno quotidiano per i musulmani durante il mese del Ramadan. «Ovviamente i terroristi avevano fatto bene i loro calcoli. All'inizio dell'Iftar anche le guardie sono facilmente meno attente, le misure di sicurezza si allentano», commentano i funzionari di polizia alle televisioni locali. Il camioncino kamikaze comunque non riesce a raggiungere l'edificio del Marriott. I suoi oltre mille chili di bombe, dinamite e proiettili di vario tipo stipati nel cassone posteriore esplodono nel parcheggio a quasi 100 metri dall'entrata della lobby, di fronte alla barriera di ferro posta nel 2006, ai tempi del primo attentato (che comunque causò pochi danni, come del resto anche quello dell'anno scorso). Alcuni testimoni hanno raccontato a «Geo», la più importante televisione privata nazionale, di aver visto l'autista suicida affacciarsi al finestrino e gridare ai tassisti di mettersi in salvo. «Scappate, andate via, ci ha detto, qui moriranno tutti. Dopo meno di 30 secondi è saltato in aria», ha ricordato Mohammad Ikhlaq, autista del Marriott che stava lavorando per una delegazione saudita. Nonostante la distanza, i danni all'hotel sono enormi. E' stato un rumore assordante, protratto dalle esplosioni secondarie, i crolli, le grida, le sirene di allarme. «L'esplosione ha scosso il centro di Islamabad come se fosse un terremoto. Sono andate in frantumi le finestre nell'arco di 5 chilometri, comprese quelle del parlamento e dei palazzi presidenziali», ci raccontano i testimoni dalla capitale. A tarda sera il numero delle vittime era in crescita. I morti segnalati ufficialmente dagli ospedali superano la sessantina. Ma i media locali parlano di «almeno 100, se non di più». I feriti sarebbero almeno 250. Non è difficile crederlo. Il Marriott è il più noto hotel a 5 stelle di Islamabad, usato in genere da diplomatici, giornalisti e uomini d'affari. Molti i clienti occidentali. Ieri sembra vi fosse una folta presenza di americani e sauditi. La Farnesina esclude ci siano italiani. Su 290 camere distribuite su cinque piani quelle occupate erano 157. Il personale di turno a quell'ora sfiorava quota 300. «In tutto circa 1.000 persone potevano trovarsi nell'albergo. Per fortuna l'impatto dell'esplosione è stato sulla facciata, altrimenti il bilancio di sangue avrebbe potuto essere anche peggiore», commentano ancora a «Geo». Un cratere profondo oltre 6 metri segna il luogo dell'esplosione. Dopo sei ore l'edificio era ancora in fiamme col rischio di crollo.
Così nel Pakistan scosso dalle violenze talebane e dalla ferita ancora aperta dell'assassinio di Benazir Bhutto torna prepotente l'allarme terrorismo. Due ore prima l'attentato il neo presidente Asif Zardari aveva duramente criticato in parlamento le recenti operazioni americane anti talebane nelle zone tribali, ma promesso anche il pugno di ferro contro gli estremisti islamici. Ora più che mai dovrà passare dalle parole ai fatti.

FONTE: Lorenzo Cremonesi (corriere.it)