giovedì 25 settembre 2008

In vetrina il prezzo dei farmaci

Partirà il 16 ottobre la campagna informativa sul prezzo di 20 farmaci da banco nei punti vendita che decideranno di aderire

A sottoscrivere il protocollo d'intesa sull'indicazione di prezzo dei famaci esenti da obbligo di ricetta, Ugo Martinat, presidente del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CnCu) e sottosegretario allo Sviluppo Economico. Dal 16 ottobre, un cartello illustrerà il prezzo di vendita al pubblico di 20 confezioni da banco e tra questi saranno inclusi i 15 più venduti, secondo l'elenco dei prodotti redatto dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali. L'iniziativa, promossa dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, nasce dalle segnalazioni dei consumatori che hanno lamentato l'assenza dell'indicazione del prezzo di vendita sulle confezioni dei medicinali. Una situazione che consegue alla Finanziaria 2007, in cui veniva meno l'obbligo di indicare il prezzo di costo. "Ho fortemente voluto che si giungesse alla firma del protocollo. Questa iniziativa - sottolinea il presidente del Cncu - segna un passo avanti nella scelta fatta dal Governo di rendere il più trasparente possibile i prezzi di prodotti che ricoprono un'importanza vitale per i consumatori." A metà ottobre, inoltre, un tavolo tecnico istituito dal Ministero del Welfare avrà il compito di stabilire come far risparmiare le Regioni attraverso un extra-sconto sui generici. Per il momento, l'ipotesi di un taglio secco del 20% dei prodotti generici sembra esclusa; si pensa, piuttosto, a lasciare il prezzo invariato e di accreditare lo sconto, fatto dalle aziende alle farmacie su grossi acquisti, al servizio sanitario per due terzi e il restante alle farmacie come incentivo per le vendite dei farmaci a brevetto scaduto.

FONTE: agoranews.it

Alitalia: CGIL firma l'accordo

L'Air France è pronta ad acquisire una quota intorno al 10 - 20%

Incontro governo e sindacati confederali sulla crisi Alitalia a Palazzo Chigi. Per il governo partecipano il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, i ministri dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, del Lavoro Maurizio Sacconi e delle Infrastrutture Altero Matteoli. Le organizzazioni sindacali al tavolo sono invece rappresentate dai segretari confederali: Guglielmo Epifani per la Cgil, Raffaele Bonanni per la Cisl, Luigi Angeletti per la Uil e Renata Polverini per l'Ugl. Air France-Klm è pronta ad acquisire una quota tra il 10 e il 20% di Alitalia. E' quanto si apprende da fonti industriali. Letta ha incontrato a palazzo Chigi i rappresentanti dei piloti e degli assistenti di volo per approfondire gli aggiustamenti che Cai avrebbe apportato all'accordo quadro sulla nuova Alitalia. Nella sede del governo, per circa un'ora, si è tenuto un colloquio con il comandante Fabio Berti, leader dell'Anpac, e Massimo Notaro, presidente dell'Unione piloti, mentre è arrivato da pochi minuti Antonio Divietri, presidente di Avia Lasciando palazzo Chigi i rappresentanti dei piloti non hanno rilasciato dichiarazioni. A questi contatti informali dovrebbe seguire una convocazione ufficiale delle sigle sindacali da parte del governo.

ALLE 15 ASSEMBLEA DEL FRONTE 'NO' A FIUMICINO
"Non abbiamo ricevuto nessuna convocazione. Saremo come previsto alle 15 a Fiumicino insieme con Upi, Anpac e Sdl per partecipare ad un'assemblea con i lavoratori". Lo afferma Antonio Divietri, presidente di Avia, uscendo da Palazzo Chigi dopo un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "Ci sono delle importanti novità - prosegue - come l'ingresso da subito di un partner straniero che garantirebbe conoscenza e aerei, questo apre un nuovo scenario, ma io non prendo nessuna iniziativa senza il confronto con i lavoratori". Altra cosa importante è che "Cai mantenga la compagnia aerea italiana".

FONTE: ansa.it

Igor Cassina: campione dentro e fuori dalla palestra

Igor Cassina, 27 anni: da 20 si allenava duramente per salire sul podio olimpico nella ginnastica artistica, alla sbarra. E ce l’ha fatta ad Atene e con grande onore, regalandoci un oro in una specialità in cui non vincevamo una medaglia da 76 anni. Sport povero, la ginnastica artistica: in Italia è poco diffusa, soprattutto al maschile, ed è scarsamente visibile sui media. Eppure presenta molte indicazioni per un’ottima crescita fisica e psicologica dei ragazzini. Proprio al neo-campione olimpico abbiamo chiesto di parlarcene, visto che ha dichiarato più volte che il suo impegno futuro sarà, oltre che per regalarci nuove vittorie, per dare a questo sport la fama che si merita.

A quanti anni ha varcato per la prima volta la soglia della palestra?
“A 6 anni. Ho iniziato grazie a mia sorella Mara, che già frequentava l’ambiente e, considerando che ero un bambino molto vivace, mi divertivo un mondo a saltare e fare i primi elementi di base”.

Che cosa ne pensavano i suoi genitori?
“Essendo degli amanti dello sport, erano contenti”.

Quali doti richiede la ginnastica artistica?
“Nessuna dote in particolare è richiesta. Mi prenda come esempio: ero già un bambino alto per la mia età, e poco sciolto… nessuno avrebbe scommesso su di me! Ma la passione e la costanza negli allenamenti fanno miracoli. Fare ginnastica fa bene sia per il fisico che per la mente e ad ogni età”.

Perché la sua altezza era considerata un handicap per questo sport?
“Per il rapporto peso - potenza. Soprattutto in attrezzi come gli anelli, infatti, ho maggiori difficoltà rispetto agli altri, perché essendo più alto sono anche più pesante”.

Si può considerare uno sport completo, al pari del nuoto?
“Sicuramente sì! La ginnastica è la base per poter fare qualsiasi altro sport”.

Esiste solo la pratica agonistica, iniziando fin da piccoli?
“Assolutamente no. All’inizio si va in palestra soprattutto per giocare e sfogarsi, poi, con il tempo e se ci si appassiona, si può passare alla fase agonistica”.

Controindicazioni?
“Nessuna”.

Forma o modifica la struttura fisica nei ragazzini in crescita che la praticano?
“Quando si iniziano ad intensificare gli allenamenti è normale che si sviluppi la muscolatura. Ma non è un effetto con controindicazioni negative”.

Quanto è rischioso rispetto ad altri sport?
“Il pericolo è dietro l’angolo: quando si iniziano ad imparare certi movimenti, salti o avvitamenti… purtroppo fa un po’ parte del gioco”.

Come si svolgono gli allenamenti e quali sono gli attrezzi?
“Gli attrezzi per la sezione maschile sono: corpo libero, cavallo con maniglie, anelli, volteggio, parallele, sbarra. Ci si allena tutti i giorni su tutti gli attrezzi”.

Perché le piacerebbe insegnarlo ai bambini?
“Come dicevo prima, la ginnastica è la base per poi praticare qualsiasi altro sport e soprattutto fa bene”.

Torniamo all’atleta Cassina. Che sacrifici le richiede la pratica della ginnastica artistica nella sua vita di ogni giorno?
“La cosa fondamentale è una vita regolare e abbastanza tranquilla. Se la sera torni tardi, il giorno dopo in palestra dove trovi la concentrazione? Gli esercizi sono molto rischiosi. L’alimentazione è molto importante, bisogna trovare la giusta dieta, né troppo, né troppo poco”.

Quanto sono duri gli allenamenti?
“Considerando che ci si allena 6/7 ore al giorno, dal lunedì al sabato… direi abbastanza duri!”.

Quanto è importante l’attenzione alla salute?
“Fondamentale.”

Si sente sufficientemente seguito dal punto di vista medico sullo sport?
“Non mi posso lamentare”.

La salute e il cibo hanno la sua attenzione solo come atleta o anche come uomo qualsiasi?
“Sicuramente anche come uomo qualsiasi”.

Come si prevengono gli infortuni? E come si superano?
“Prevenirli è purtroppo difficile, quasi impossibile. Per superarli… occorrono tanta forza di volontà e determinazione”.

Come sceglie il medico di fiducia?
“L’istinto mi aiuta molto”.

Legge di salute sui media?
“Onestamente poco, purtroppo. In generale, non sono un gran lettore.”

Prossimi appuntamenti sportivi?
“Le Olimpiadi di Pechino, voglio arrivare a questo appuntamento al top della forma fisica..... e poi vedremo come andrà a finire!"


di Simona Bottoni

Sushi …. Che passione!

Impazza su tutte le tavole occidentali il famoso piatto del Sol Levante

E’ entrato prepotentemente nella tradizione culinaria di tutto il mondo uno dei piatti giapponesi più diffusi e originali, che oltre ad essere gustoso e delicato sembrerebbe avere il pregio di aiutare la linea; stiamo parlando del sushi, un alimento a base di pesce crudo divenuto di gran moda soprattutto negli ultimi tempi. Alle indiscusse qualità dovute al suo particolare sapore, il sushi associa ulteriori benefici legati al miglioramento della linea e della bellezza; forse non tutti sanno infatti, che questo prelibato piatto giapponese consente di smaltire velocemente i chili di troppo senza per questo far sentire i sintomi della fame, ed inoltre assicura al proprio organismo quelle sostanze indispensabili per la propria salute. E’ possibile quindi fare il pieno di Omega 3 con un bel pezzo di salmone, tonno, gamberetti oppure branzino rigorosamente crudi, senza però eccedere con le calorie, purché il pesce sia assolutamente fresco. Il sushi quindi, oltre ad essere un eccezionale piatto a base di pesce, come quasi tutti quelli preparati in Giappone, è poco calorico, ed inoltre è ricco di acidi grassi, che proteggono da patologie cerebrovascolari come l’ictus ed eventi cardiovascolari come l’infarto acuto del miocardio; a questi effetti benefici si aggiunge anche la diminuzione del livello di trigliceridi nonché il miglioramento inerente il funzionamento della tiroide per merito dell’abbondante presenza di iodio. A completare gli indiscussi pregi del sushi possiamo sottolineare il fatto che esso non contiene condimenti grassi saziandoci senza farci appesantire, questo aspetto è di fondamentale importanza per tutte quelle perone che tengono in maniera particolare a curare la propria linea. Insomma, alla consueta e gettonatissima dieta mediterranea, è consigliabile ogni tanto concedersi qualche gustoso stuzzichino a base di pesce crudo, ma bisogna fare attenzione! Infatti quest’ultimo può essere veicolo di tossinfezioni causate da microrganismi come stafilococco, salmonella o listeria, di conseguenza è consigliabile accertarsi sulla provenienza e l’età del pesce mangiato. Quando parliamo di cibo giapponese la parola d'ordine è quindi la seguente: "più è costoso, più è di qualità". Meglio dunque, diffidare degli economici "take-away" e di ristoranti cinesi che si improvvisano sushi-bar, confezionando pesce in maniera non controllabile.

La storia del sushi

Per quanto riguarda la storia del sushi esistono varie correnti di pensiero: alcuni credono che il sushi (bocconcini di riso aromatizzato all’aceto su cui viene adagiato del pesce crudo) sia stato inventato in Giappone all’inizio del 1800, altri, invece, pensano che il sushi abbia origini molto più antiche, facendole risalire addirittura al 500 a.C. quando le popolazioni montanare della Thailandia, del Laos e del Borneo, mettevano insieme il pesce di fiume e il riso e li facevano fermentare. Altri ancora ritengono che furono i cinesi del VII secolo a iniziare la tradizione del sushi, pressando il pesce crudo tra due strati di sale, sotto il peso di pesanti pietre. Nello stesso periodo anche i nipponici ricorrevano a un procedimento analogo, comprimendo il riso nel pesce per esaltarne il sapore; durante la fermentazione, il riso produceva un tipo di acido lattico che faceva marinare il pesce. Dopo quasi un millennio, un certo Matsumoto Yoshiichi aggiunse dell’aceto al riso, questa particolarità fece diminuire il tempo necessario per la fermentazione, ed esaltò enormemente il sapore del pesce. Successivamente, nel 1820, lo chef Hanaya Yohei decise di saltare il processo di salatura e fermentazione; ai clienti che visitavano la sua bancarella, nient’altro che un carro con un banco, noto come yattai (probabilmente il primo sushi bar al mondo), serviva fettine di pesce crudo e altri frutti di mare adagiati su del riso all’aceto. Rapide, fresche e deliziose, le sue creazioni conquistarono presto il gusto dei clienti.

di Alessandro Nanni