lunedì 6 ottobre 2008

Borse a picco, terremoto sui mercati finanziari

L'Europa si divide sul fondo anticrisi

L’approvazione del piano Paulson da parte del congresso Usa non rassicura gli investitori, e i timori per il settore bancario europeo spingono giù i titoli del comparto creditizio, affondando i listini internazionali. I mercati del vecchio continente hanno registrato perdite superiori al 5%. Le perdite più rilevanti hanno colpito la borsa di Londra, con l’indice Ftse-100 che lascia sul terreno oltre il 6%. Hypo Re, la banca soccorsa dal governo tedesco, ha perso il 44%, mentre Commerzbank è arretrata di oltre il 15%. L’ad di Unicredit, Alessandro Profumo, ha dichiarato che è «impossibile» prevedere se potrà essere rispettato l’obiettivo di utili per azione nel 2010. Intanto, Bnp Paribas ha annunciato l’acquisto di asset belgi e lussemburghesi di Fortis per 14,5 miliardi di euro, un’operazione che renderà l’istituto di credito francese la prima banca europea per depositi. Le borse asiatiche hanno chiuso in profondo rosso, con il Nikkei di Tokyo che ha registrato un calo del 4,25%, scendendo ai minimi di quattro anni e mezzo. Perdite oltre il 4% anche a Taipei, Seul e Hong Kong. La borsa russa è stata costretta a sospendere le contrattazioni per un’ora che dopo che l’indice Micex aveva registrato un crollo del 15,5%. La preoccupazione per la tenuta del sistema bancario europeo ha spinto giù le quotazioni della moneta unica, che ha toccato un minimo di tre mesi sul biglietto verde, a quota 1,3595 dollari, e il livello più basso di due anni e mezzo sullo yen, a 139,96. In netto calo anche le quotazioni del petrolio. La crisi fa temere un arretramento della domanda globale, e il light crude è sceso sotto la soglia dei 90 dollari, toccando un minimo di 89,97 dollari al barile. Mentre il governo tedesco si prepara a studiare un piano di salvataggio per le banche del paese, a Palazzo Chigi fanno sapere che è in corso in queste ore una consultazione tra i leader europei per mettere a punto una dichiarazione di sostegno ai mercati finanziari. Il premier spagnolo Zapatero, da parte sua, incontrerà oggi i vertici delle principali banche del paese. Ma c’è chi nell’11 settembre delle borse mondiali vede un monito per l’intera umanità. «Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente e tutte queste cose che sembrano vere sono di secondo ordine», ha dichiarato oggi il Papa: «Chi costruisce solo sulle cose visibili, come il successo, la carriera e i soldi rischia poi di perdere tutto, solo la Parola di Dio è solida». La Germania intanto smentisce di aver cambiato idea sulla creazione di un fondo europeo per salvare le banche: «Sabato a Parigi abbiamo chiaramente affermato che non lo consideriamo la giusta strada e restiamo su questa posizione, non ci sono cambiamenti», ha affermato il portavoce del governo, Ulrich Wilhelm, nel corso di un incontro con la stampa. Ieri nel corso di una cena di gala, il premier italiano Silvio Berlusconi aveva affermato che sabato «la Merkel non ha potuto accettare perché non aveva i poteri. Oggi invece ha dichiarato che è d’accordo. La Francia farà lo stesso». Sempre oggi il ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbrueck, ha a sua volta ribadito la posizione di Berlino: «Vogliamo determinare noi le modalità di intervento, non vogliamo dipendere» dagli altri. Ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che in Germania lo Stato garantirà la copertura dei conti correnti bancari. Il primo ministro britannico Gordon Brown è su tutte le furie con la cancelliere tedesca Angela Merkel per la decisione unilaterale di far fronte alla dirompente crisi finanziaria garantendo la totalità dei depositi bancari all’interno della Germania. Spiazzato da questa mossa quando invece si aspettava un migliore coordinamento strategico tra i maggiori Paesi europei, Brown ha riunito per la prima volta stamattina a Downing Street il comitato economico nazionale che ha creato venerdì scorso proprio per far meglio fronte a crisi come quella in corso sui mercati finanziari.

FONTE: lastampa.it

Nobel medicina a Montagnier, Zur Hausen e Barré Sinoussi

Scelti un tedesco e due francesi

Ad aggiudicarsi il Nobel 2008 per la medicina sono tre scienziati europei autori di due scoperte chiave per la salute umana: il tedesco Harald zur Hausen, per aver dimostrato che «il Papillomavirus umano causa di carcinoma della cervice»; e i francesi Francoise Barré-Sinoussi e Luc Montagnier, per essere stati i primi a isolare il virus dell'Hiv, che scatena l'Aids. Entrambi i virus colpiscono ovunque nel mondo: la maggior parte dei casi e delle morti, per tutte e due le forme di cancro, si verificano nei Paesi in via di sviluppo. Si stima che i casi di Aids nel mondo siano più di 33 milioni e che, fra questi, due milioni sono bambini e adolescenti che per il 90% vivono nell’Africa sub-sahariana. Il Papilloma Virus provoca circa mezzo milione di casi di tumore del collo dell’utero e 250.000 morti, l’80% delle quali avvengono nel Sud del mondo.

FONTE: lastampa.it

Intelligence: inizia il primo Master dedicato alle aspiranti "Mata Hari"

Abiti sexy, eleganti, occhiali scuri: il primo giorno di scuola delle donne-spia

Il primo giorno di scuola per spie è nell'aula magna dell'Università di Cosenza. Sono 51 aspiranti 007, rigorosamente selezionati da tutta Italia, tra loro ben 17 sono donne. Più di un terzo di quanti si specializzeranno nel primo «Master in Intelligence» appartengono al gentil sesso. Frequentare in Calabria una scuola in parte dedicata al contrasto della 'ndrangheta, non è roba per mammolette. Le Mata Hari del futuro sono gran belle donne, età media 30 anni, molte le laureate in legge, alcune madri di famiglia, ma tutte spinte da inguaribile passione per il mondo dei servizi segreti. «Questo afflusso di donne non può che farci piacere - dice Mario Caligiuri, Direttore del master - Difficile superare i pregiudizi, ma in Calabria ci siamo riusciti». Tra i tanti esperti in materia farà lezione il giudice Rosario Priore, i generali Carlo Jean e Fabio Mini, l' ex direttore del Sisde Vittorio Stelo, l'ex Presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione. Francesco Cossiga è presidente onorario del comitato scientifico, e da casa segue tutto via teleconferenza.
Le novelline e i duri
Con le «novelline» sui banchi gente già del mestiere, sono Ufficiali dell' Esercito, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza. Alcuni veterani di missioni «fuori area», persone che hanno svolto compiti delicati si mimetizzano tra le colleghe di corso. Tra le matricole in gonnella, molte sono in tiro da discoteca, ma non trattengono l' euforia di trovarsi in mezzo a tanti «duri» di professione.
Un giovanissimo comandante dei Carabinieri, con esperienze in Libano e per anni operativo nella zona di Locri, prende appunti della lezione introduttiva di Caligiuri e sbircia il block notes della bionda Adele Greco, avvocatessa bolognese in tacchi a spillo, che siede davanti a lui. La ragazza fa coppia fissa con la bruna Valeria Biafora, penalista calabrese: «Il vero sogno sarebbe entrare nei servizi». Quando le due si alzano per consegnare il questionario, coscia lunghissima e tacco 12 da Charlie's Angels, la «copertura» dei loro colleghi va a farsi benedire e comincia lo scambio dei numeri di cellulare. Per confermare il nuovo corso il benvenuto «istituzionale» ai corsisti arriva da un'incantevole signora: è Adriana Piancastelli, la responsabile del centro documentazione e stampa del Cesis. Anche lei bionda ed elegantissima esordisce affermando che «Togliere i veli all' intelligence, fa bene all' Intelligence», spiega il compito delicato di «Gestire la paura e l' incertezza» parla di open sources, di sicurezza per i figli.... Insomma sembra veramente che il tocco femminile sia la costante della scuola di spie. Tra le allieve anche Giovanna La Terra, comandante della polizia Municipale di Gioia Tauro. E' femmina, ma non certo un'acqua cheta. «Ho i gradi di Generale, due anni fa però mi sono vestita di nero e ho fatto lo sciopero della fame sotto al palazzo della Regione!». Si erano inventati una legge per non pubblicare le delibere su appalti e consulenze, lei si è messa di mezzo e hanno dovuto fare marcia indietro. Ora studia da spia.
Le Bond Girl
Tra le Bond Girl del Cosentino, però il caso più singolare è quello di Eleonora Bonaldi. Una trentenne di Verona emigrata in Calabria perché spera di trovare lavoro nei servizi segreti. «Se serve, per mantenermi al corso farò la baby sitter. Due anni fa mi sono laureata a pieni voti in Scienze Diplomatiche a Gorizia, ma dopo aver provato ogni strada sono ancora disoccupata».Una tesi sperimentale di 400 pagine sugli errori della diplomazia nei tre conflitti del Kosovo, Afghanistan, Iraq. Per documentarsi Eleonora ha passato mesi in Israele, a Boston, in Francia. Fino a che qualcuno le ha detto che per entrare in diplomazia è utile frequentare la corte di un politico. Una sera è stata avvicinata da un paio di portaborse che l' invitavano a una «festicciola tra amici che potevano aiutarla». Lei ha capito l'aria, così è tornata nella sua Bussolengo. Però il suo eroe è il generale Jean: «Non ci posso credere che potrò parlarci». Sbatte gli occhioni commossa, ma subito dopo inforca gli occhiali scuri. Nel gergo dei servizi i giornalisti sono classificabili tra le «fonti aperte»: vanno usati, ma senza dar loro troppa confidenza, ed Eleonora sta già imparando.

FONTE: Gianluca Nicoletti (lastampa.it)

Il Gambero Rosso premia la cucina romana

Il re dell'arte culinaria è sempre Heinz Beck

Un’effervescente presentazione quella della Guida Roma 2009 del Gambero Rosso presentata qualche giorno fa alla Città del Gusto. Effervescente come una «città della ristorazione che cambia continuamente pelle», come ha sottolineato Marco Bolasco, gourmet intelligente e disincantato, oltre che curatore della Guida. Chef che si trasferiscono, locali nuovi che aprono, indirizzi prestigiosi che chiudono: davvero difficile tenere dietro a tutte queste trasformazioni per dare un’informazione golosa attendibile. Non a caso, a tipografia ormai chiusa, si sono trovati in Guida L’Altro Mastai (che ha chiuso i battenti pochi giorni fa in attesa di trasferirsi in una nuova suggestiva struttura sul Colle Oppio), ma anche la super panetteria Bonci Pane e Forno ai Parioli (salvo che Gabriele Bonci nel frattempo ha lasciato). Senza contare che questa mobilità ha coinvolto anche Stefano Bonilli, storico “padre fondatore” e direttore del Gambero, “dimissionato” due settimane fa e quindi firmatario assente della Guida. «Abbiamo cercato di fare un lavoro capillare» continua Marco Bolasco «per rendere ancora più significativo il parametro “qualità della cucina” nei nostri giudizi: così, su un punteggio espresso in centesimi, siamo passati da 60 a 70 punti a disposizione per questa voce. Altra novità, le classifiche dei locali che propongono i migliori piatti della tradizione romana. Qualche esempio? La migliore carbonara, da Roscioli; l’amatriciana al Convivio Troiani; il baccalà della tradizione al Sanpietrino; il carciofo alla giudìa all’Osteria del Giuda Ballerino». Ne esce una fotografia della ristorazione romana che vede ancora saldamente al vertice Heinz Beck della Pergola del Cavalieri Hilton (anzi, per l’esattezza, del Waldorf Astoria Collection, recentissimo “rebrand” sotto il marchio di lusso della Hilton Hotels Corporation) che, col suo formidabile staff, è l’unico ad avere un punteggio “top” di tre forchette con 93/100. Perde invece un cappello Antonello Colonna che, da 90/100 viene retrocesso a 88/100. «Mi sento come un tifoso juventino quando hanno dato lo scudetto all’Inter» scherza lo chef. «Comunque sono pronto alla sfida per il 2010 con una novità: la “porta rossa” del mio locale di Labico (che resterà un laboratorio per eventi con amici) si trasferisce a breve all’Open Colonna al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Da qui lancio la mia sfida». Per un Colonna che scende, salgono invece i creativi, dal bravissimo Salvatore Tassa delle Colline Ciociare di Acuto, al sofisticato Anthony Genovese del Pagliaccio, insieme agli scanzonati, inarrestabili Enrico Pierri ed Elena Lenzini del San Lorenzo. Le ambite “tre bottiglie” per il top dei wine bar va a Roscioli in via dei Giubbonari e poi tutti a festeggiare da un buffet supergastronomico. Tante le tentazioni, ma consenso unanime per il più classico cibo di strada, la porchetta, nella versione di Annibale Mastroddi, decano e “king” dei grandi macellai romani.

FONTE: ilmessaggero.it