giovedì 9 ottobre 2008

Prezzi, per la prima volta vendite in picchiata anche nei supermercati

I carrelli della spesa sono sempre più vuoti.....

I prezzi aumentano e gli italiani fanno meno acquisti, al punto che per la prima volta, calano le vendite nei supermercati. Nel Bollettino flash sulle vendite nel quarto trimestre di Unioncamere, emerge che le vendite della Grande distribuzione organizzata hanno fatto registrare una flessione dello 0,3% tra luglio e agosto scorsi rispetto allo stesso periodo del 2007: contemporaneamente, il costo della spesa è aumentato del 4,8%, facendo così raggiungere ad alcuni prodotti di largo consumo, come la pasta, ben il 40% di aumento in un anno.
Calano le vendite nei supermercati La contrazione delle vendite si fa sentire di più nel Nord-Ovest (-1%) e nel Mezzogiorno (-0,5%), dove peraltro i prezzi registrano un incremento maggiore che nelle altre regioni. I fatturati di iper e supermercati comunque tengono (+4,5%), malgrado siano solo gli andamenti dei nuovi insediamenti commerciali e tenere alte le performance. Nonostante la crescita più intensa dei prezzi rimanga concentrata nei reparti alimentari, tra luglio e agosto sono stati i beni per la cura della persona ad accelerare maggiormente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Si impennano gli alimentari L’alimentare ha registrato un aumento del costo della spesa del 5,7%. A contribuire maggiormente all’aumento dei prezzi sono il reparto della drogheria alimentare, con costi medi unitari saliti di oltre otto punti percentuali su base annua, e i prodotti freschi, in aumento del 6,2%. A differenza della drogheria, il fresco nell’ultimo bimestre mostra un moderato rallentamento della dinamica del costo della spesa (6,2%), analogamente ai prodotti del freddo che decelerano leggermente, portandosi al 2,6%. Al contrario la cura degli animali intensifica la corsa dei prezzi, raggiungendo il 4.2%, mentre le bevande risultano stabili poco sotto il 3%. Il reparto della cura della casa mette a segno rincari nell’ordine dell’1,5% su base annua, accelerando di circa un punto percentuale rispetto alla prima parte dell’anno. Più consistente l’aumento del costo della spesa dei prodotti per la cura della persona (2,2%). Tra le categorie di prodotti che registrano i maggiori aumenti negli ultimi 12 mesi si ritrovano la pasta di semola (+40,1%), gli oli di semi (+37,4%) e i biscotti (7,6%), merceologie che fanno parte della drogheria alimentare. Altri aumenti rilevanti sono quelli relativi a latte Uht (+10,3%) e mozzarelle (+8,7%) che si collocano nel fresco. Si contraggono, invece, i prezzi di vendita dei primi piatti pronti (-6,2%), dell’olio di oliva (-2,9%) e del bagno-doccia schiuma (-1,3%).
I volumi venduti Per quanto riguarda, la dinamica del solo Largo consumo confezionato (che include drogheria alimentare, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona), la flessione più ampia dei volumi si è avuta in Basilicata e Calabria (-6.3%), dove il costo della spesa ha subito un incremento superiore al dato medio nazionale. Sono invece cresciute di oltre il 3% le quantità intermediate dalla GDO in Campania, a fronte di un incremento di prezzi tra i più elevati nel bimestre. Nel complesso il numero di realtà dove i volumi di vendita nel Lcc si sono contratti nel IV bimestre è di poco inferiore alla metà del totale, a segnalare il momento di difficoltà da parte delle famiglie. Ciò non toglie che grazie all’ampiezza di scelta sulla scala di prezzo offerta, la GDO abbia continuato ad offrire al consumatore una leva lungo la quale spostarsi per modificare l’onere del costo della spesa.

FONTE: ilgiornale.it

Stranieri in Italia: sono 3,5 milioni aumento record nel 2007

Incremento record. Mai così tanti extracomunitari nel nostro paese. La popolazione straniera residente in Italia corrisponde al 5,8% (contro quella dell'anno precedente che si fermava alla soglia del 5%) sul totale della popolazione complessiva.
Uno su due viene dall'est Un andamento in salita ma del tutto in linea con i grandi paesi europei come Francia e Regno Unito. L’incremento registrato in Italia è analogo a quello spagnolo anche se in questo paese gli stranieri sono l’11,3%. Quasi la metà degli stranieri (47,1%) in Italia proviene dai paesi dell’Est europeo. Il 5,6% delle famiglie in Italia (1.366.835) ha per capo famiglia uno straniero.
L'Italia cresce grazie agli extracomunitari L’aumento della popolazione italiana (da 59.131.287 a 59.619.290) - confermano i dati dell’Istat - è dovuto alla presenza di stranieri: il saldo naturale della popolazione straniera (+60.379) compensa quasi per intero il saldo naturale negativo di quella italiana (-67.247). I nati da genitori stranieri sono stati 64.049 nel 2007 (+10,9%), pari all’11,4% del totale dei nati. Gli immigrati sono più presenti al Nord; in queste regioni risiede il 62,5%, al centro il 25%, mentre al sud il 12,5%.
Sempre più stranieri diventano italiani Nel 2007, sono aumentati gli stranieri diventati italiani attraverso l’acquisizione della cittadinanza. Si stima (dati del ministero dell’interno) che siano stati 261 mila (la maggior parte avviene a seguito di matrimoni). Un numero importante - osserva l’Istat - visto che, ad esempio, in Francia nei soli anni 2005 e 2006 sono state concesse complessivamente 303 mila cittadinanze.
Romeni in Italia: +82 per cento in un anno In cima alla lista delle comunità più popolose svettano i romeni. In un solo anno (2006-2007), i romeni in Italia sono passati da 342.200 unità a 625.278 (+82,7%), scalzando così il primato dell’Albania (da 375.947 a 401.949) che al momento si colloca al secondo posto. È la novità che sottolinea l’Istat nel rapporto sulla presenza di stranieri residenti in Italia riferita al 2007. Al terzo posto, c’è il Marocco con 365.908 unità (erano 343.228). I primi cinque paesi della graduatoria, Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina, rappresentano circa la metà di tutti gli immigrati residenti, con 1.682.000 unità, pari al 49% del totale.

FONTE: ilgiornale.it

Phone Alcol Test, il tasso alcolemico? Si calcola sul cellulare

Si chiama Andrea Pace, ha 25 anni, una laurea in Ingegneria Informatica e dell'Automazione e ha creato il Phone Alcol Test, un applicativo per cellulari e plamari che sarebbe in grado di misurare il tasso alcolico. L'applicativo, con licenza freeware, è scaricabile in modo gratuito. Si inserisce il proprio peso, il genere (uomo o donna), la condizione del proprio stomaco (vuoto o pieno), il numero di unità alocoliche consumate e poi si schiaccia "calcola". Il risultato svelerà il proprio tasso alcolemico. Ad ogni tasso viene anche associata una descrizione delle sensazioni più frequenti che si dovrebbero avvertire. Il tasso alcolemico viene calcolato in base alle tabelle allegate al D.M. 30/07/2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali recante Disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione. «Ho realizzato quest'applicazione - spiega Andrea sul suo sito - partendo dall'osservazione che ogni qualvolta si debba conoscere il proprio stato alcolico, non si dispone dello strumento necessario. In tal modo si rischiano sanzioni salatissime oltre che danni per se e per gli altri. Spero di essere stato utile alla collettività».

FONTE: ilmessagero.it