venerdì 10 ottobre 2008

Creata la supercolla per camminare sui muri

La scoperta di un team di studiosi americani: un piccolo adesivo è in grado di sostenere un corpo di 100 chili

Sconfiggere le leggi della gravità grazie a una super colla e in futuro camminare sulle pareti come Spiderman. È l’obiettivo di diversi centri di ricerca americani e ora un team di quattro istituti ci è andato molto vicino. Con un adesivo di soli 2,5 centimetri quadrati gli studiosi sono riusciti a tenere incollato un corpo di 100 chilogrammi su una parete verticale.
LO STUDIO – La rivista americana Science ha pubblicato le scoperte di alcuni ricercatori dell’Università di Dayton, di Akron, del Georgia Institute of Technology e dell’Air Force Research Laboratory. Il materiale inventato dal team di studiosi è un'evoluzione di quelli esistenti che utilizzano una particolare struttura del carbonio, chiamata nanotubi di carbonio. «Il principio della colla può essere immaginato come una serie di tubi sistemati come una pila di spaghetti» spiega Zhong Lin Wang del Georgia Institute of Technology di Atlanta. Gli scienziati si sono ispirati alle zampe dei gechi, ricoperte da microscopici peli che riescono ad assicurare un’aderenza perfetta all’animale. I test condotti su diversi materiali, come vetro, Teflon e carta vetrata, hanno dimostrato che il nuovo adesivo è dieci volte più potente delle zampe di questi rettili e allo stesso tempo «si stacca facilmente dalla parete» spiega Liming Dai, ricercatore della facoltà di Ingegneria dell’Università di Dayton.
CAMMINARE SUI MURI? - «Questo materiale potrebbe essere utile come adesivo transitorio» aggiunge Liming Dai. Magari per camminare sulle pareti proprio come Spiderman? Forse sì, ma i ricercatori pensano a un uso molto meno affascinante come la connessione tra apparecchi elettronici, perché i nanotubi di carbonio sono conduttori di calore e corrente elettrica. Altre applicazioni potrebbero riguardare l’ingegneria aerospaziale. Per il momento niente supereroi.
L’ALTRA RICERCA – Anche l’Università di Berkeley, in California, si sta dedicando alla ricerca di un nuovo adesivo. In un articolo sulla rivista della American Chemical Society, gli studiosi californiani hanno presentato un adesivo formato da microfibre come capelli che si auto-puliscono dalle polveri durante il movimento su una superficie per mantenere sempre una perfetta aderenza.

FONTE: Elisabetta Corsini (corriere.it)

Soyuz17S: al via esperimento italiano

Potrebbe fornire spunti sul deficit immunitario in vecchiaia

Ci sarà anche un esperimento italiano inerente le cellule umane a bordo della navicella Soyuz 17S che partirà domenica prossima dalla base di Bajkonur, cittadina mineraria russa che possiede la più vechia e utilizata base di lancio spaziale. L'esperimento, promosso dai ricercatori dell'Universita' di Teramo dovrà verificare se la perdita delle difese immunitarie degli astronauti é dovuta a una forma di morte programmata delle cellule immunitarie. I risultati potrebbero offrire spunti per capire il deficit immunitario che si verifica nell'invecchiamento, di cui l'ambiente spaziale replica vari aspetti.

FONTE: ansa.it

Borsa, Tokyo sprofonda: -9,6%.

È il peggior tonfo da 21 anni

Yamato è l'antico nome del Giappone, utilizzato ancora oggi come sinonimo del Paese del Sol Levante, ed è anche il nome della più grande nave da battaglia della storia, affondata nel 1945 dagli americani. Ma oggi Yamato è soprattutto il nome della compagnia di assicurazione Vita diventata la prima vittima nipponica della crisi subprime: Yamato Life è stata affondata dal peso dell'equivalente di circa 2,7 miliardi di dollari di indebitamento, provocato soprattutto dagli investimenti in titoli mortgage-backed. La società, costretta a dichiarare il fallimento, non è di prima grandezza, ma ha una storia quasi centenaria e un nome tanto impegnativo: la sorprendente notizia della bancarotta indica che nemmeno le istituzioni finanziarie nipponiche sono immuni dal rischio-crack e ha quindi contribuito a un'altra giornata drammatica alla Borsa di Tokyo, che - dopo il precedente crollo di Wall Street - è precipitata di quasi il 12% per poi chiudere a quota 8.276,43, con un ribasso del 9,62%, il più ampio tra quelli pesanti delle altre piazze asiatiche e il più grave da 21 anni. È un tonfo ancora superiore a quello di due giorni fa (-9,38%), che fu il peggiore dal crack globale del 1987: in una settimana, la Borsa di Tokyo ha perso oltre un quarto della sua capitalizzazione, in contemporanea con un forte rafforzamento dello yen. Intanto la Banca del Giappone ha gettato la disponibilità di altri 4.500 miliardi di yen sul mercato monetario (nuovo record giornaliero di offerta di liquidità, che dura da 18 sessioni consecutive). Vari esponenti del governo hanno cercato di minimizzare lo scenario per i gruppi finanziari, sostenendo che l'affondamento della nuova Yamato - 63 anni dopo quello della enorme corazzata, che segnò con una missione suicida la fine della gloriosa Marina imperiale - non avrà conseguenze a largo raggio, in quanto, secondo il ministro delle politiche economiche Kaoru Yosano, si tratta di una compagnia non di primissimo piano, vittima di un modello arrischiato di business. Ma le profonde scuse in conferenza stampa del suo presidente, Takeo Nakazono, hanno finito per richiamare alla memoria la stagione di dieci anni fa dei grandi fallimenti di istituzioni creditizie. Del resto, le bancarotte - di società immobiliari e di Pmi - stanno per conto loro aumentando. L'esecutivo sta cercando di correre ai ripari, con il predisporre un piano per una rete di salvataggio dei piccole e medi istituti bancari: l'idea è quella di riesumare una legge apposita degli anni '90 che è scaduta solo nel marzo scorso, per costituire un fondo dall'equivalente di 100 miliardi di dollari a protezione delle banche regionali. Intanto il ministro delle Finanze Shoichi Nakagawa ha anticipato che intende proporre in sede G-7 la creazione di un nuovo "maxifondo" - sotto l'ombrello del Fondo Monetario Internazionale - che dovrebbe attingere a riserve valutarie di vari Paesi - in primis il Giappone stesso - per aiutare i Paesi emergenti con maggiori difficoltà finanziarie. Il premier Taro Aso ha inoltre detto chiaro e tondo: se a Washington i titolari delle finanze non riusciranno a raggiungere un accordo per contrastare efficacemente la crisi globale, sarà lui - come presidente del G-8 - a convocare un vertice dei capi di stato e di governo del gruppo dei Grandi. Intanto le due Borse azionarie di Mosca, i listini Rts e Micex, non inizieranno le attività questa mattina. Lo ha deciso le autorità di regolazione dei mercati.

FONTE: ilsole24ore.it