mercoledì 22 ottobre 2008

Borse, l'Europa brucia 270 miliardi

Lo spettro della recessione torna a fare tremare i mercati mondiali.Perdite anche a Tokyo e Wall Street


In una nuova seduta di forti vendite sui mercati globali, le Borse europee hanno perso circa 270 miliardi di euro. È il dato che emerge calcolando la minor capitalizzazione dell’indice Dj Stoxx dei 600 maggiori titoli del Vecchio Continente, sceso oggi del 5,13%.Altra chiusura in rosso dunque per l’Europa con gli investitori che iniziano a fare i conti con l’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale. Le trimestrali americane deludenti, il tonfo delle richieste settimanali di mutui e il calo del settore energia hanno fatto perdere terreno agli indici con il Mibtel a -3,47% e l’S&P/Mib a -3,57%. A Milano pesante Tenaris, in calo di quasi il 15%, seguita da Finmeccanica e Unicredit (-7,3%). Positive Terna e Parmalat. Le borse europee hanno risentito già in mattinata della flessione di Tokyo e di Wall Street. Le trimestrali comunicate negli Stati Uniti non hanno dato segnali incoraggianti: su 49 società che hanno pubblicato i conti tra lunedì e martedì, il 45% ha infatti annunciato dati inferiori alle attese. Oltre ai timori per la crisi finanziaria e la situazione in cui versano le banche internazionali ora le preoccupazioni degli investitori sono rivolte alle condizione delle imprese e alla recessione. Già negativi in mattinata i listini del Vecchio Continente hanno ampliato le perdite verso metà pomeriggio penalizzate dal calo di Wall Street. La forte flessione del petrolio, scivolato al minimo dal 10 maggio 2007 (a 65,28 dollari), ha fatto perdere il 7% al comparto energetico europeo, il peggiore dopo le materie prime (-9%). La piazza più penalizzata è stata Madrid, scivolata dell’8,16% a causa dei crolli di Gamesa (-22,3%), Repsol (-15,7%), Bbva (-9,10%) e Santander (-9,9%), flessioni legate per lo più al crollo della borsa argentina. Parigi ha ceduto il 5,10%, Londra il 5,46% e Francoforte il 4,46%. Finmeccanica (-11,09%), già ieri in calo del 6,5%, si sta allineando al prezzo dell’aumento di capitale a 8 euro con il mercato che cede le azioni e compra i diritti, visto il forte premio a cui trattano i titoli. Oggi il ministero dell’Economia, socio di riferimento di Finmeccanica (33,7%), ha dato il via all’operazione finalizzata al collocamento dei diritti di opzione, validi per sottoscrivere azioni pari al 3,52% del capitale. In forte calo anche le banche con il settore che a livello ue ha perso il 5,15%. All’indomani delle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi sui vantaggi di un aumento di capitale per altre due-tre banche, Unicredit ha perso il 7,33% e Intesa Sanpaolo il 3,22%, penalizzate anche dal taglio del rating a sell da parte di Rbs. Intesa Sanpaolo così come Bpm (-1,8%), Ubi (-5,10%) e Banco popolare (-0,85%) hanno precisato di avere strutture patrimoniali adeguate e non vedono quindi la necessità di ricapitalizzare. Hanno registrato performance negative i titoli legati alle costruzioni con Impregilo a -6,38%, Italcementi -5,86% e Buzzi unicem -4,42%. Seat (-4,95%) è colpita secondo gli operatori da vendite da parte di hedge fund, mentre gli analisti ritengono che la società raggiungerà il target di ebitda stimato dal mercato per fine anno (ovvero intorno o leggermente inferiore ai 610 milioni di euro indicati dalla società) avendo ricevuto rassicurazioni in tal senso.


FONTE: lastampa.it