venerdì 7 novembre 2008

Ecomostri, nella mappa d'Italia la prova dell'assalto alle coste

La cartina interattiva realizzata grazie alle segnalazioni dei lettori testimonia la gravità dello scempio e la pressione sui tratti di mare più belli


Dopo oltre un mese di campagna condotta da Ecoradio e Legambiente con la collaborazione di Repubblica.it, inizia a prendere forma la cartina degli ecomostri d'Italia. Se da nord a sud, da Alpi ad Appennini, abusi e illegalità non risparmiano niente e nessuno, il colpo d'occhio della mappa della Penisola dà nettamente l'impressione che a finire nel mirino degli speculatori siano soprattutto le coste, con Sardegna e Sicilia penalizzate percentualmente più di altre regioni. GUARDA LA MAPPA INTERATTIVA "Iniziamo ad avere una visione dall'alto della situazione italiana - spiega Marco Lamonica di Ecoradio - ma crediamo che esista ancora un vasto mondo sommerso di ecomostri non segnalati. L'obiettivo è riuscire ad avere un quadro completo ed esaustivo, anche se quello che abbiamo è già abbastanza imbarazzante, per noi tutti, per le amministrazioni comunali, provinciali e regionali". "Per questo - aggiunge - chiediamo a tutti i lettori di Repubblica.it di continuare a mandare le loro segnalazioni all'indirizzo di posta elettronica ecomostri@ecoradio.it corredandole il più possibile di fotografie che diano immediata visibilità alla denuncia". Ai soliti scempi rappresentati da colate di cemento in aree di grande pregio naturalistico e dagli ultimi scampoli di verde cittadino sacrificati in nome di un'ulteriore urbanizzazione, questa settimana si è aggiunta l'accorata segnalazione di un lettore di Napoli sulla "ecomostruosità" degli incendi dolosi che avvelenano l'aria della zona tra Afragola e Casoria per il recupero di rame dai cavi finiti tra i rifiuti. "Ogni giorno e ogni notte respiriamo diossina e gas nocivi in quantità, nubi tossiche sovrastano le nostre case continuamente, nell'indifferenza totale sia delle istituzioni (tranne per l'operazione "Nerone" fatta dai carabinieri, ma non basta) che della maggior parte dei cittadini", lamenta Vincenzo allegando un ricco reportage fotografico. Il problema, come hanno scoperto i carabinieri nell'operazione del gennaio scorso, è la pratica criminale di incendiare cumuli di rifiuti elettronici, disperdendo nell'aria gas altamente nocivi, per poter recuperare tra la cenere le anime di rame da rivendere.


FONTE: repubblica.it