domenica 16 novembre 2008

Il gusto esotico del kiwi

Ricco di vitamina C e di fibre, favorisce le difese naturali dell’organismo e protegge le pareti vascolari.

Il kiwi è un frutto che arriva dalla Cina, dove la sua pianta cresce in modo spontaneo. Fu poi esportato in Nuova Zelanda all’inizio dell’Ottocento dove prese il suo particolare nome, che deriva da un uccello dalle piume sottili e il becco lungo tipico di questo paese. Il kiwi svolge un’azione dissetante, rinfrescante, diuretica, e depurativa. Grazie, poi, all’elevato contenuto di vitamina C favorisce le difese naturali dell’organismo e protegge la parete vascolare. Vediamo quali sono le caratteristiche di questo frutto con i dietisti di Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Quali sono le caratteristiche del kiwi? “Il kiwi è un frutto sensibile al gelo e alla siccità, per cui necessita di una costante irrigazione. Il frutto è costituito da grosse bacche ovoidali ricoperte da una sottile, ma robusta epidermide e da una fine peluria bruna. L'interno è di un intenso color verde. I semi, piccoli e neri, sono disposti a raggiera attorno al fulcro centrale del frutto. Il kiwi italiano matura all'inizio dell'autunno. L'epoca di raccolta inizia alla fine del mese di ottobre e prosegue fino a tutto il mese di novembre ed inizio dicembre. Grazie alle sue caratteristiche può essere conservato in celle frigorifere o ad atmosfera controllata per circa sei mesi dalla raccolta”. Quali sono i pregi di questo frutto? “I pregi del kiwi sono molti. Per gli uomini, ad esempio, uno studio recente ha dimostrato che questo frutto è in grado di ‘contribuire all’opera di Cupido’. Infatti contiene l’aminoacido arginina in grandi quantità: l’arginina è un vasodilatatore che facilita la circolazione sanguigna e viene impiegato anche nella cura dell’impotenza. Inoltre, i kiwi contengono xantofilla, una sostanza che può contribuire alla prevenzione del tumore alla prostata. Fa bene agli sportivi, poi, perché lo sport richiede energia. I kiwi possono contribuire a un rapido recupero delle forze e dell’equilibrio del nostro organismo, dandoci la capacità di sopportare lo sforzo più a lungo. Non dimentichiamo, fra l’altro, che è prezioso per il cuore. Lo stile di vita moderno, accompagnato da un’alimentazione squilibrata, può causare problemi di cuore e circolazione, sia nelle persone anziane sia in quelle giovani. Il principale responsabile di questi disturbi è il colesterolo contenuto nel sangue, che può provocare l’aterosclerosi. Un’alimentazione sana, povera di acidi grassi saturi e ricca di frutta e verdure può contribuire a un controllo naturale del tasso di colesterolo. I kiwi possono aiutare ulteriormente perché contengono la pectina, una sostanza che aiuta a ridurre il tasso di colesterolo presente nel sangue. Ottimo per chi vuole dimagrire, infine, perché il kiwi contiene poche calorie ed è ricco di fibre che facilitano la digestione dei carboidrati e regolarizzano le funzioni intestinali”. E’ vero che i kiwi sono molto ricchi di vitamine e sali minerali? “Assolutamente sì. I kiwi contengono un quantitativo particolarmente elevato di vitamina C: 1 kiwi da 100 grammi contiene almeno il 166% della quantità giornaliera raccomandata (addirittura il doppio di quella contenuta nelle arance). Tuttavia questa vitamina è molto fragile e tende a disintegrarsi con l’aria e con il calore, per questo il kiwi si è dotato di una robusta buccia esterna e di un intenso colore interno (verde nella polpa), il colore della clorofilla, capace di proteggere l’integrità della vitamina dagli agenti esterni. Inoltre, i kiwi sono anche una rara fonte di vitamina E: un frutto da 100 grammi fornisce più di un quinto della quantità giornaliera consigliata. Entrambe queste vitamine sono forti antiossidanti, che aiutano nella prevenzione dell’ateriosclerosi. I kiwi, poi, sono anche una ricchissima fonte naturale di magnesio. L’alimentazione occidentale è comunemente povera di magnesio e la carenza di questo sale minerale può causare disturbi al cuore, anomalie del tessuto muscolare cardiaco ed aumento della pressione sanguigna. Il kiwi, infine, è la scelta ottimale per le donne in stato interessante perché contiene acido folico e per gli anziani perché attiva la sinergia dei vari componenti di vitamine e sali minerali, ma, soprattutto, per lo sviluppo del potere antiossidante dato dai suoi flavonoidi. Non dimentichiamo che contiene anche l’inositolo che aiuta a combattere la depressione e ha benefici effetti nel trattamento del diabete. Ben venga, quindi, il kiwi come spuntino o merenda sana, nutriente, energetica e digeribile in alternativa ad altri snack di sicuro più ricchi di grassi e calorie”. A chi è sconsigliato? “Ci sono categorie di persone che si devono astenere dal consumare i kiwi, ad esempio chi soffre di morbo di Crohn in fase acuta, di rettocolite ulcerosa, o chi soffre di colite, chi è affetto da malattia diverticolare, per la presenza dei semini, e chi ha patologie che impongono una dieta priva di fibre”.


FONTE: Lucrezia Zaccaria (Humanitasalute.it)

La dieta di Okinawa, elisir di lunga vita

Da un'isola del Giappone popolata da ultracentenari arriva la ricetta, semplice ma efficace, per vivere più a lungo e in modo sano



Come restare giovani? Con una dieta che arriva direttamente da un'isola del Giappone (Okinawa), dove si trova la più alta concentrazione di ultracentenari, arzilli e attivi anche da anziani. Secondo uno studio durato 25 anni e finanziato dal ministero della Salute giapponese, il segreto sta nello stile di vita (calmo e rilassato, ottimista e spirituale) e in una dieta a base di alimenti salutari (ricchi di elementi nutritivi importanti e preparati con amore) e poco calorici (come il pesce, le verdure e le spezie). Il tutto è descritto in un libro (“La dieta di Okinawa. Per essere in forma, per vivere a lungo”). È questo, quindi, l’elisir di lunga vita? Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Stefania Setti, medico nutrizionista dell'ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Dott.ssa Setti, la dieta di Okinawa consente di vivere più a lungo? “Sicuramente i piatti giapponesi sono molto ricchi di elementi antiossidanti come gli acidi grassi della serie omega3, che proteggono da eventi cerebrovascolari come l’ictus, e cardiovascolari come l’infarto acuto del miocardio e contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi, a migliorare la sintomatologia di malattie a patogenesi autoimmune ed infiammatoria come, per esempio, l’artrite reumatoide e combattono i radicali liberi. Questo perché la dieta giapponese è ricca di pesce, in particolare di pesce crudo, le cui caratteristiche benefiche rimangono inalterate dalla non-cottura. Inoltre, si tratta anche di piatti poco calorici e senza condimenti grassi”. Ma cosa distingue la dieta di Okinawa dall’alimentazione del resto del Giappone? “A Okinawa c’è una maggiore cura (già tipica di tutto il Giappone) verso la preparazione dei piatti e il maggiore utilizzo di alcune spezie oltre al maggiore consumo di verdura. Okinawa, infatti, è un’isola importante dell’arcipelago delle Ryukyu, posta tra il Mar Cinese e l’Oceano Pacifico. Pur essendo giapponese, insomma, risente anche dell’influsso cinese riprendendo alcune tradizioni alimentari come i piatti di verdure. Inoltre, il cibo è preparato con amore. Nulla ha a che fare con i piatti pronti o cucinati e mangiati di fretta tipici della nostra epoca. Le operazioni di cucina sono spesso accostate al termine ‘tiandaa’ che significa ‘sto facendo qualcosa con amorevole sollecitudine’ oppure ‘di elaborato’. Lo stile di vita, poi, è rilassato, senza stress, si è più ottimisti ed attenti al lato spirituale. Nutrire lo spirito e la psiche, insomma, contribuisce a rimanere giovani e in forma se associato con la dieta giusta. Inoltre, a Okinawa si prediligono cibi ancora meno calorici rispetto al resto del Giappone. Si predilige il consumo di alimenti a bassa densità calorica come, per esempio, i cereali integrali che, ricchi di fibra, danno un maggiore senso di sazietà. Inoltre, per insaporire le pietanze si usano molto le spezie, che hanno un potere calorico irrilevante, ma contengono sostanze utili per la salute. Una di queste è il curry, che contiene curcuma (la curcumina ha un potente effetto antinvecchiamento ed è un ottimo rimedio contro la morte neuronale e l’invecchiamento cerebrale)”. Può darci un’idea di dieta di Okinawa? “Il piatto più amato è il ‘Chanpuru’, a base di verdure saltate e tofu. Questo piatto risente di influenze cinesi, giapponesi e coreane. Le verdure, che ne costituiscono l’elemento essenziale (e vengono mangiate da 7 a 13 porzioni al giorno), sono ricche di sostanze antiossidanti e contrastano i radicali liberi. Carote, cavoli e germogli di soia sono le più utilizzate insieme a un melone amaro (la goya). La frutta, invece, più calorica e zuccherina, ma fonte anch’essa di vitamine e minerali, viene consumata in quantità di 2-4 porzioni al giorno. Non è semplice riportare lo stile di vita e i piatti di Okinawa nel nostro Paese, anche se ultimamente è stato influenzato dall’alimentazione giapponese (con i sushi-bar). I miei consigli per rimanere giovani, applicabili ovunque, sono quelli di non mangiare mai oltre la sazietà, preferire alimenti a bassa densità calorica, ricchi di fibra, vitamine e minerali (cereali integrali, frutta e verdura fresche di stagione), per insaporire i piatti usare spezie ed erbe aromatiche così da limitare l’uso del sale e dei grassi, consumare pesce almeno 3 volte a settimana, limitare il consumo della carne, in particolare quella rossa, bere tanta acqua e tè verde e limitare il consumo di zucchero e condimenti preferendo quelli di origine vegetale come l’olio di oliva da consumare preferibilmente a crudo. E, se possibile, rallentare i ritmi e gustarsi il cibo con amore”.


FONTE: Lucrezia Zaccaria (humanitasalute.it)