mercoledì 19 novembre 2008

Eseguito il primo trapianto di trachea modificata con staminali

Grazie all'uso di cellule della paziente si evita l'impiego di farmaci antirigetto


Claudia Castillo, 30enne spagnola (foto), ha ricevuto un trapianto di trachea nel quale l’organo, per la prima volta al mondo, è stato innestato con cellule staminali della ricevente per evitare l’impiego di debilitanti farmaci antirigetto. L’eccezionale intervento è stato condotto in giugno da una equipe internazionale alla Clinica ospedaliera di Barcellona. Quattro gruppi di ricercatori, guidati dall’italiano Paolo Macchiarini e provenienti da centri universitari di Italia, Spagna e Gran Bretagna, hanno collaborato al caso, illustrato oggi sull’edizione on line di «The lancet». La donna era affetta da tubercolosi, aveva un polmone collassato e non riusciva a respirare da sola. Il nuovo organo, modificato grazie alla bioingegneria, le permette a quattro mesi dall’intervento di occuparsi dei figli, fare le scale e persino ballare, cose impensabili per lei prima. I medici hanno risolto il problema del rigetto utilizzado la trachea del donatore solo come «supporto meccanico»: l’innesto di staminali ne ha fatto un organo nuovo, «costruito» su misura per lei. «Claudia non poteva giocare con i suoi bambini nè lavorare nè condurre una vita normale - ha detto il professor Macchiarini. - Ora può farlo: è il dono più bello che possiamo dare con il nostro lavoro». Le analisi della donna non mostrano alcun rischio di rigetto. Parlando ieri a Londra, il professor Martin Birchall, chirurgo dell’ università di Bristol che ha preso parte all’intervento, ha detto: «È solo l’inizio. Sono convinto che questo trasformerà in modo radicale il nostro modo di pensare la chirurgia. Tra vent’anni le operazioni chirurgiche più comuni saranno procedure rigenerative per la sostituzione di organi e tessuti danneggiati da malattie con organi e tessuti autologhi di laboratorio».Secondo lo specialista, la tecnica potrebbe essere estesa alla «fabbricazione» di organi cavi quali intestino, vescica, parti del tratto ripruduttivo, ma potrebbe in seguito riguardare organi solidi come cuore, fegato e reni: «Sarà necessario istituire unità ospedaliere in grado di generare le staminali necessarie». Nell’ospedale di Barcellona altri due pazienti, provenienti dalla Germania e dagli Stati Uniti, sono in attesa di trapianto della trachea, danneggiata dal cancro.




FONTE: lastampa.it