giovedì 4 dicembre 2008

Sparatoria sull'A1, ucciso un malvivente

Scontro a fuoco nell'area di servizio La Macchia Ovest vicino ad Anagni. Colluttazione con agenti della stradale



Tragica sparatoria all'alba, intorno alle 5, vicino ad Anagni e precisamente nell'area di servizio La Macchia Ovest nel tratto Roma-Napoli dell'A1. C'è stato uno scontro tra agenti della Polstrada e una banda di quattro malviventi: nella colluttazione è partito un colpo che ha ucciso uno dei banditi, Marco Di Prisco, 27 anni, di Napoli. Dopo la sparatoria gli altri tre complici sono fuggiti ed è scattata una caccia all'uomo in tutta l'area del Frusinate.
LA RICOSTRUZIONE - Tre dei malviventi, tutti originari di Napoli, erano a bordo di una Lancia K, risultata rubata, parcheggiata accanto a un tir in cui stava il quarto uomo. Gli agenti, insospettiti, si sono avvicinati per verificare quanto stesse accadendo. I malviventi hanno tentato di fuggire a piedi, ma uno di loro è stato raggiunto da un poliziotto ed è scoppiata una lite durante la quale dalla pistola dell'agente è partito un colpo che ha raggiunto l'uomo alla schiena uccidendolo. Secondo una prima ricostruzione, a bordo del camion doveva essere caricata la refurtiva che era nella Lancia K. Nell'auto la polizia avrebbe trovato dei documenti, ma non quelli della vittima.
«COLPO ACCIDENTALE» - Il procuratore di Frosinone, Margherita Gerunda, ha chiarito alcuni aspetti della sparatoria. «Il colpo di pistola è partito dall'arma dell'agente senza che il grilletto venisse premuto ma nel corso di una colluttazione - ha dichiarato durante una conferenza stampa -. Ad attestarlo è la bruciatura rinvenuta sull'abito della persona deceduta che è stata colpita di schiena. Inoltre il bossolo del proiettile è rimasto inserito nel tamburo della pistola». Il magistrato ha detto che i malviventi venivano seguiti dopo che era giunta una segnalazione della polizia autostradale di Orvieto, da tempo sulle tracce di una banda che prende di mira gli autotrasportatori. «L'agente ha sparato un colpo mortale alla schiena di un malvivente e lo ha fatto involontariamente» ha concluso Gerunda.


FONTE: corriere.it