lunedì 8 dicembre 2008

Crisi, scende la qualità della vita Siena è la provincia più vivibile

Chiude la classifica stilata da Italia Oggi Agrigento. Peggiorano i grandi centri urbani

Scende la qualità della vita nelle città italiane. Rispetto allo scorso anno è infatti in «marcato arretramento» il numero di province in cui la vivibilità è buona o almeno sufficiente. Un parziale peggioramento si registra in particolare nei grandi centri urbani del Nord. È quanto rivela il rapporto sulla qualità della vita in Italia nel 2008 realizzato da ItaliaOggi. Dopo un triennio (2003-2005) durante il quale si erano manifestati chiari segnali di deterioramento e poi la parziale inversione di tendenza nel biennio 2006-2007, quest’anno in ben 55 province la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente. Si tratta del peggiore dato degli ultimi sei anni. Siena è la città dove si vive meglio. Si piazza infatti al primo posto nella graduatoria di ItaliaOggi, raggiungendo posizioni di vertice nelle dimensioni affari e lavoro, ambiente, criminalità, servizi e tempo libero). Siena scalza Bolzano, prima classificata lo scorso anno. La città toscana si piazza meglio, in termini di punteggio, nelle dimensioni della criminalità, disagio sociale e personale, servizi, tempo libero e tenore di vita, anche se con punteggi nelle altre dimensioni abbastanza distanti da quelli che consentirono a Bolzano di piazzarsi al primo posto nel 2007. La città dove si vive peggio, invece, è Agrigento. Il suo piazzamento, sottolinea il rapporto, è una conseguenza quasi inevitabile del fatto che negli ultimi anni si è sempre attestata su posizioni di coda, segno che la qualità della vita nel suo complesso risulta generalmente insufficiente da anni. Con Agrigento si ripropone infatti una situazione tipica di tutte le province del Mezzogiorno che, negli anni, si sono piazzate in fondo alla classifica. Tra le 22 posizioni di testa ci sono 4 province del Nord-Ovest (Cuneo, Aosta, Mantova e Sondrio), 14 province del Nord-Est (Trento e Bolzano, tutte le province venete a eccezione di Treviso e Venezia e le province dell’Emilia-Romagna a eccezione di Piacenza e Rimini)e 4 province del Centro (Siena, Firenze e Grosseto in Toscana e Perugia in Umbria). Tra le grandi città, da notare il notevole avanzamento della provincia di Roma che passa dal 58mo al 29mo posto in classifica. Napoli continua a mantenersi su posizioni di coda, passando dal 102mo al 101mo posto. Nella dimensione affari e lavoro la situazione si presenta alquanto eterogenea, con tendenza al peggioramento. Delle quattro province, infatti, solo Milano manifesta un lieve miglioramento dal 53mo al 45mo posto. Torino cede 24 posizioni e passa dal 37mo al 61mo posto, Roma cede cinque posizioni e scivola al 75mo posto, mentre Napoli si conferma in fondo alla classifica. In tema di criminalità la situazione è come sempre estremamente preoccupante: le due province del Nord-Ovest si classificano ben oltre l’ottantesimo posto (Torino al 97mo, Milano stabile al 100mo), Roma scivola in 87ma posizione, mentre Napoli ne acquista 3 e si colloca in 69ma posizione. Quanto infine al tenore di vita, si osserva una sostanziale tenuta o un miglioramento in tutti i sistemi urbani. Torino infatti passa dalla 19ma alla 11ma posizione. Milano conferma il risultato conseguito lo scorso anno e si attesta in posizioni di vertice al primo posto. Roma guadagna ben 29 posizioni e passa dal 41 mo al 12mo posto; Napoli ne acquista 10 e sale dalla 100ma alla 90ma posizione.

FONTE: lastampa.it