mercoledì 10 dicembre 2008

Contraccezione: arriva la "biopillola"

E' priva degli effetti collaterali di quelle attuali, che interrompono la produzione ormonale di tutto il corpo
Un salto nel futuro ormai prossimo nel campo della contraccezione. Una proteina necessaria al concepimento potrebbe essere infatti la chiave per realizzare una pillola contraccettiva senza ormoni sessuali e che non influisce sul sistema ormonale femminile. A spiegarlo sulla rivista Nature è lo studio di alcuni scienziati svedesi del Karolinska Institute di Huddinge. Il rivestimento degli ovuli dei mammiferi contiene infatti una proteina chiamata Zp3, a cui lo sperma deve legarsi se vuole attraversare l'ovulo e fertilizzarlo. Le femmine di topo che non hanno la molecola Zp3, sono sprovviste del rivestimento e sono infertili, mentre le donne con livelli anormali di questa proteina possono avere problemi di fertilità.

STRUTTURA CHIMICA - I ricercatori hanno usato la cristallografia a raggi x per progettare la struttura chimica di un tratto della Zp3 del topo che conferisce alla proteina le sue proprietà strutturali. E visto che il tratto equivalente della Zp3 umana è simile nella struttura a quello dei topi, gli scienziati sono convinti sia possibile realizzare farmaci che si legano alla Zp3, evitando che si formi il rivestimento e rendendo le donne temporanemente non fertili. Il che significherebbe avere una sorta di bio-pillola priva degli effetti collaterali delle attuali pillole contraccettive, che interrompono la produzione ormonale di tutto il corpo.

FONTE: corriere.it

Cuore e arterie salvi grazie alle noci

Per correggere la sindrome metabolica e ridurre le patologie cardiovascolari

Secondo uno studio spagnolo pubblicato sull'Archives of Internal Medicine journal, le noci migliorano considerevolmente lo stato generale di salute nei casi di sindrome metabolica (consistente in obesità, colesterolo alto ed elevata pressione sanguigna). In sostanza il frutto pulisce le arterie e, se consumato con morigeratezza e abbinato a una dieta mediterranea, può essere un vero e proprio toccasana per tutti i candidati a serie patologie cardiovascolari.

LO STUDIO – I ricercatori hanno osservato nel tempo lo stato di salute di 1.200 volontari con sindrome metabolica divisi in tre gruppi: al primo è stato suggerito un regime alimentare genericamente privo di grassi eccessivi, al secondo è stata raccomandata un'alimentazione mediterranea ricca di olio d'oliva (noto per essere un protettore delle arterie) e al terzo gruppo è stata consigliata una dieta mediterranea integrata con 30 grammi di noci al giorno. Dopo un anno i volontari sono stati convocati per osservare eventuali progressi. I ricercatori spagnoli hanno evidenziato nel primo gruppo un miglioramento nel 2 per cento dei casi, nel secondo gruppo nel 6,7 per cento dei casi e nel terzo gruppo nel 13,7 per cento dei casi. E se in generale nessuno dei partecipanti ha perso peso, nei «mangiatori di noci» è stata riscontrata anche una diminuzione del giro vita.

UN PUGNO DI NOCI AL GIORNO – Del resto le proprietà di questo seme oleoso sono note da tempo, tanto da rischiare di rubare alla mela la fama di essere una sorta di frutto-medicina. Dopo il cenone di Natale, e in generale dopo le grandi abbuffate, gli esperti hanno sempre consigliato una dose ragionevole di noci, miracolose, pare, nel combattere i danni causati dallo stato infiammatorio e dalle reazioni ossidative conseguenti al circolo dei grassi. Queste reazioni causano elevati rischi cardiocircolatori ai quali una manciata di noci giornaliera può provvedere, preservando elasticità e flessibilità alle arterie, grazie all'amminoacido arginino (che stimola a sua volta l'ossido nitrico, indispensabile all'elasticità dei vasi). Infine le noci contengono i grassi omega-3, celebri per essere d'aiuto all'organismo. Il dr. Jordi Salas-Salvado, che ha guidato lo studio, si raccomanda ovviamente di non esagerare con questo tipo di frutta secca e di non fare vere e proprie scorpacciate con la scusa di pulirsi le arterie. In medicina la prima regola è sempre e comunque una sana moderazione.

FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)