giovedì 18 dicembre 2008

Campi elettrici per invecchiare il vino

Scienziati cinesi hanno sviluppato una tecnica per «accelerare» trasformazioni che richiedono anni


Per gli impazienti che hanno anche il palato fine, arriva un vino che matura in pochi minuti. Basta solo un campo elettrico.
LA TECNICA - Un'équipe guidata da Xin An Zeng, chimico alla South China University of Technology in Guangzhou, ha trovato una scorciatoia per invecchiare il vino in maniera artificiale che dovrebbe anche servire a migliorarne il gusto e ad articolarne i sapori. Grazie agli anni che passano infatti il vino, in special modo quello rosso, perde acidità e acquista una serie di fragranze inedite. Persino il vino più scadente ha bisogno di riposare qualche mese per essere bevuto e come è noto ci sono vini che devono compiere almeno il ventesimo compleanno per dare il meglio di sé. Da qui l'idea di far passare il vino attraverso un tubo che scorre tra due elettrodi in titanio. I campi elettrici, infatti, come altri principi della fisica, sono in grado di modificare gli elementi costitutivi del vino e, nel caso specifico, di alterarne l'età.
LA PROVA DEGUSTAZIONE - Insomma, anche il professor Xin An Zeng, come altri sviluppatori di nuove tecniche enologiche, prova a portare la fantascienza in cantina e inizia da un Cabernet Sauvignon della Suntime Winery di tre mesi. Dopo aver utilizzato la tecnologia collaudata dal professor Zeng che sfrutta i campi elettrici, il Cabernet Sauvignon è stato proposto a dodici degustatori, i quali, pare, sono caduti nel «tranello», avvertendo nel bicchiere assaggiato sapori e odori che normalmente solo il tempo può regalare. Zeng spiega che, con le giuste condizioni, la tecnica può accelerare il processo di invecchiamento, mettendo in moto una sorta di acceleratore temporale. Non solo, anche la qualità del vino in generale può subire migliorie significative dai campi elettrici. Per il momento cinque produttori cinesi di vino stanno sottoponendo la propria produzione alla tecnica del professor Zeng, ma in generale l'enologia che prova a frazionare il vino per poi migliorarlo e ritoccarlo è in piena espansione. Per la disperazione di quelli che il vino lo amano veramente.


FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)