giovedì 25 dicembre 2008

Le specie più curiose scoperte nel 2008

Uccelli, rettili, roditori e parassiti. Tra loro anche il serpente più piccolo del mondo

Dalla rivista Wired l'ennesima classifica di fine anno, questa volta dedicata non alle tecnologie che più ci hanno affascinato o deluso nel corso degli ultimi 12 mesi, bensì alle specie viventi che si sono mostrate all'uomo per la prima volta, ricordandoci che la natura ha ancora tanti segreti.

L'UCCELLINO E IL TOPO - Fanno parte della top ten stilata dagli autori i piccolissimi uccellini colorati della specie Stiphrornis pyrrholaemus, scoperta nel Gabon dagli ornitologi dello Smithsonian Institute. L'esame del Dna di questi volatili ha permesso agli studiosi di distinguerli da quelli di altre specie simili, cui erano stati associati nel 2001, in occasione di un primo avvistamento. Ha sorpreso gli scienziati anche l'esemplare di toporagno-elefante gigante (Rhynchocyon udzungwensis) riconosciuto dai biologi del team di Francesco Rovero, ricercatore presso il Museo di Scienze Naturali di Trento. La nuova specie di "sengi" (come viene chiamato in swahili) scoperta in Tanzania, nelle foreste pluviali dei monti Udzungwa, è più grande di quelle già note al mondo scientifico e fa parte di un gruppo di mammiferi che vivevano in Africa più di 100 milioni di anni fa. Lontano parente degli elefanti, il sengi gigante ha una sorta di proboscide flessibile che ricorda appunto quella dei cugini pachidermi.

IL SERPENTELLO E IL PARASSITA - Abita invece nelle foreste delle Barbados il Leptotyphlops carlae, un minuscolo serpente non velenoso lungo circa una decina di centimetri e sottile quanto uno spaghetto. Si ritiene sia la specie di serpenti più piccola in assoluto, nel senso che secondo gli scienziati non è biologicamente possibile che ne esistano di più piccoli. E' stato scoperto dal biologo americano Blair Hedges, che nel 2001 - sempre alle isole Barbados - ha trovato quello che può essere considerato il rettile più piccolo al mondo: un esemplare di geco nano, lo Sphaerodactylus ariasae, lungo solo 17 millimetri. Ispira decisamente meno simpatia il parassita della specie Myrmeconema neotropicum, che infetta le formiche facendo sì che il loro addome si ingrossi e diventi rosso come le bacche di cui gli uccelli sono golosi, rendendole quindi facile preda dei volatili. Una volta divorata la formica ospite, l'uccello di turno sparge le uova del parassita tramite le proprie feci, permettendogli così di proliferare. La specie è stata scoperta da un team di entomologi della University of California, Berkeley e della University of Arkansas.

LA FORMICA E I BATTERI - Si torna poi a parlare di formiche (stavolta non in quanto ospiti di parassiti sconosciuti) con i tre esemplari di Martialis heureka trovati in Amazzonia da Christian Rabeling dell'università del Texas. Si tratta di una specie molto antica, evolutasi 120 milioni di anni fa. Grande come un chicco di riso, la creatura sotterranea ha grandi mascelle ed è una vera e propria predatrice. Non ultimo, nel corso del 2008 anche il mondo dei microrganismi ha riservato qualche sorpresa. Come quella che ha lasciato a bocca aperta gli scienziati della Penn State University quando in Groenlandia hanno scoperto un batterio così piccolo da riuscire a superare anche i filtri microbiologici. La specie Chryseobacterium greenlandensis è stata ritrovata a più di 3 chilometri di profondità, tra i ghiacci di 120 mila anni fa. Come dice Wired, un vecchio batterio del Pleistocene, insomma.

FONTE: Alessandra Carboni (corriere.it)

FOTO: Carlton Ward/Smithsonian Institution