giovedì 15 gennaio 2009

Un «supermotore» della cultura italiana


Il coordinatore: «Una bussola per orientarsi e ottenere le informazioni senza dispersioni e perdite di tempo»

Nel mondo ci sono quattro milioni di cittadini italiani (fonte Migrantes) e almeno sessanta milioni di oriundi. Un’altra Italia, interessatissima alla cultura del nostro Paese, spesso innamorata e ammaliata quando dalla Roma dei Cesari, quando dagli intrighi della Firenze rinascimentale, quando dagli eroismi risorgimentali. E che ci guarda da lontano, quasi sempre grazie a Internet, con entusiasmo e grande difficoltà. Perché riuscire a discriminare tra milioni di pagine web, spesso di qualità scadente, con informazioni false o superficiali, è impossibile. È quella che i sociologi chiamano information overload.

SUPERMOTORE SEMANTICO - Nasce anche per fare un po’ di chiarezza nell’agitatissimo Mare Nostrum digitale, il progetto del supermotore di ricerca semantico della cultura italiana che è stato appena approvato e finanziato dal Miur. L’obiettivo è quello di realizzare un meta motore semantico, cioè un sistema capace di interrogare tutti i search engines del mondo e anche di estrapolare il sapere seguendo schemi di intelligenza artificiale. «E dunque creare un catalogo dei website migliori - spiega Marco Santagata, ordinario all’Università di Pisa e coordinatore scientifico del progetto -, una bussola della cultura italiana con la quale chiunque, ma soprattutto chi vive all’estero, può orientarsi per ottenere le giuste informazioni senza dispersioni e perdite di tempo». Capofila del progetto, dal valore di 1,4 milioni di euro, è il Diparimento di studi italianistici dell’Università di Pisa, con il quale collaborano Cnr, Ministero dei Beni culturali, Dipartimento di Informatica dell’ateneo pisano e Icon, un consorzio di 21 università italiane, primo al mondo ad aver realizzato Icon (www.italicon.it) un portale sulla cultura italiana che permette anche a residenti all’estero di laurearsi in italianistica con un titolo di studio riconosciuto ufficialmente in Italia e all’estero.

TRADUZIONI IN TEMPO REALE - Grazie all’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale è prevista la realizzazione di un traduttore semantico italiano-inglese e inglese-italiano. «Le pagine indicizzate nel supermotore di ricerca - continua Santagata - non saranno soltanto nella nostra lingua, ma in inglese e dunque sarà importante avere una traduzione in tempo reale. Allo stesso tempo i documenti in italiano potranno essere convertiti in inglese per agevolare la comprensione di chiunque, anche degli oriundi di quarta generazione, che amano la nostra cultura ma non parlano la nostra lingua».

FONTE: Marco Gasperetti (corriere.it)

Chewing gum all'insulina per curare il diabete

La soluzione del futuro per contrastare diabete in aumento

Un chewing gum all’insulina per curare il diabete. Forse, potrebbe essere questo il modo più semplice ed efficace per somministrare insulina a chi si ammala di diabete ed arginare un’epidemia che sta dilagando nei paesi industrializzati. Nel passato, gli scienziati si sono molto impegnati su questo fronte: si è cominciato con la pillola, un modo facile per prendere insulina per via orale. Ma molti studi hanno dimostrato che l’insulina viene degradata nell’ambiente intestinale e che quei pochi enzimi che riescono a sopravvivere non raggiungono facilmente il flusso sanguigno. Nel 2006 è arrivato dall’America anche l’inalatore per insulina, ma è stato presto ritirato dal mercato quando si è visto che il costo non ripagava l’efficacia. Ora Robert Doyle, un chimico della Syracuse University nello stato di New York, riferisce su New Scientist di aver trovato una soluzione al problema per una facile, ma efficace somministrazione dell’insulina. Innanzitutto, sottolinea Doyle, l’organismo ha un meccanismo specifico per proteggere ed assorbire molecole che come quella dell’insulina, possono essere danneggiate quando si trovano nell’intestino. La vitamina B12, ad esempio, è protetta da una proteina della saliva che si chiama aptocorrina, che nella bocca si lega alla vitamina e la protegge fin nello stomaco. Una volta raggiunto l’intestino smette il suo ruolo protettivo e subentra un’altra sostanza chimica che, oltre a proteggere la vitamina B12 l’aiuta a passare nel flusso sanguigno. Secondo Doyle, dunque, bisognerebbe legare la molecola dell’insulina a quella della vitamina B12 ,uno stratagemma per poterla traghettare nell’intestino e poi nel flusso sanguigno senza danni in modo che possa iniziare a fare il suo lavoro terapeutico. Lo scienziato riferisce di aver sperimentato con successo questa possibilità su topi di laboratorio. Per ora la sperimentazione su modello animale è stato fatta usando il medicinale in forma liquida, ma secondo gli scienziati, per farla funzionare anche sull’uomo, si potrebbe provare con la gomma da masticare. Masticando si produce, infatti, una grande quantità di saliva, un modo per fornire all’insulina la quantità necessaria di proteina per entrare nel flusso sanguigno.

FONTE: lastampa.it