sabato 31 gennaio 2009

Coppa America, ecco le nuove barche

Definita la formula secondo Alinghi e 18 sfidanti. Scafi più lunghi e leggeri per avere più spettacolo
Se e quando si tornerà in acqua per disputare la 33esima Coppa America, lo si farà con barche decisamente più leggere e veloci di quelle viste nell'ultima edizione. Questa, almeno, è la decisione presa dal detentore, Alinghi, in collaborazione con i progettisti di altri 18 team che in una serie di riunioni hanno definito una nuova classe di barche per il futuro delle sfide di America's Cup. Proprio la decisione del tutto autonoma e senza consultazione su una nuova classe di barche (AC 90) fu una delle cause di rottura con altri team di sfidanti e in particolare della causa avviata da Larry Ellison (Oracle) e non ancora giunta a conclusione. La Corte Suprema di New York deve ancora emettere la sua sentenza definitiva e la questione giudiziaria blocca la Coppa America. E in effetti che questa classe, denominata Ac33 per l'intenzione del defender di vederle in acqua in occasione della 33esima edizione della Coppa, potrebbero anche non essere quelle della prossima sfida. Se infatti la Corte darà ragione a Oracle, il confronto più probabile della 33esima America's Cup sarà soltanto tra i due litiganti e su catamarani. In ogni caso la voglia di tornare in acqua rimane. Così, mentre in Nuova Zelanda la Vuitton ha organizzato delle regate amichevoli (Vuitton Pacific Series) dove si rivede anche Luna Rossa e debutta il team Damiani Italia Challenge, da Valencia dopo mesi di lavoro tecnico arriva una decisione, questa volta condivisa, sulle barche della futura America's Cup. Ma definire la formula è solo il primo passo. Poi bisognerà vedere se ci saranno soldi e tempi progettuali sufficienti perchè tutti gli sfidanti possano mettere in acqua nuove imbarcazioni. La nuova classe si chiama AC33 (la 33esima edizione della Coppa America è quella che sui deve disputare) e le barche avranno una lunghezza massima di 26 metri, 5 metri di pescaggio e un dislocamento di 17,5 tonnellate. Tom Schnackenberg, una lunga milizia nel team neozelandese, poi con Luna Rossa, ora consulente di AC Management, ha coordinato il lavoro. «Tutto il gruppo - precisa una nota di Alinghi - ha condiviso il principio di sviluppare una tipologia d'imbarcazione che avesse costi simili gli scafi della scorsa edizione, ma con prestazioni più spettacolari. Il piano velico è più grande ma con i fiocchi al posto dei genoa e, come già previsto nelle regole dell'AC90 nel 2007, le barche avranno il bompresso, mentre l'area degli spinnaker sarà limitata unicamente dal suo possibile utilizzo e non da eventuali misure massime delle dimensioni. Grazie al minor dislocamento, le imbarcazioni AC33 saranno più impegnative di bolina e offriranno prestazioni entusiasmanti in poppa. Il baglio massimo sarà di 4,8 metri, mentre nella precedente generazione in molti casi si superavano appena i 3 metri». «Abbiamo lavorato duro per definire la nuova regola di classe AC33 - spiega Schnackenberg - Il procedimento è stato molto simile a quello già utilizzato inizialmente per gli AC90 e abbiamo utilizzato molti degli aspetti già sviluppati 12 mesi fa. Alla fine le barche saranno leggermente più lunghe delle precedenti ma soprattutto più leggere di diverse tonnellate, mentre la superficie velica e il momento raddrizzante saranno simili a prima. Tutto ciò promette di offrire prestazioni di bolina simili al passato ma maggiore velocità e spettacolo in poppa. Siamo convinti che si tratti di una tipologia di barca che soddisferà l'intera comunità dell'America's Cup. Una degna successione a tutte le meravigliose barche del passato».

FONTE: corriere.it