mercoledì 11 febbraio 2009

Vanessa Incontrada: «Ora sono una pornostar»

Tanto romantica che l'hanno doppiata
Difficile immaginare Vanessa Incontrada pornostar. Invece è così che la vedremo al cinema. Anche se lei resta la giovane madre capace di lottare per le cose in cui crede. E di indignarsi per il razzismo, gli stupri, la violenza. Si chiama Kitty Galore. Guepière azzurra, vestaglia viola, parrucca arancione. Il trucco, beh quello è proprio da bordello. La pornostar è un’irriconoscibile Vanessa Incontrada. Aspettando il sole, di Ago Panini è un film un po’ surreale, in uscita il 20 febbraio, dove i più buoni alla fine sono i più cattivi, e i cattivi innocui balordi. «Si svolge in un hotel e la mia è la stanza 221. Giro un film a luci rosse, eppure la mia è la parte più romantica di tutte. Talmente dolce che in fase di montaggio hanno dovuto aggiungere dei gemiti». E sono i suoi? «Noo! Sembra incredibile, eppure sono del regista». Vanessa è una sfacciata ritrosa, esuberante ma pudica. Un mix esplosivo che ha contribuito a farne la padrona di casa a Zelig, accanto a Claudio Bisio. Riservata e quasi timida su se stessa, pronta alla polemica se discute di temi che l’appassionano. «Io se credo in una cosa lotto», dice parlando di violenza alle donne e di razzismo.

In questo periodo è in Toscana, a Follonica. Qui è nata e ha fatto le scuole elementari prima di trasferirsi in Spagna, e qui ha incontrato il padre di suo figlio Isal, Rossano Laurini. Lui è uno dei proprietari della più grande discoteca della zona, il Baluba. Ma Vanessa è spesso anche in Spagna, dove ha un ristorante, Le bimbe, e dove ha già girato un film sul terrorismo. «Ho il doppio passaporto, mi sento italo-spagnola, cinquanta e cinquanta. Se una cosa non mi va, mando a quel paese sia italiani che spagnoli». È un lunedì pomeriggio, è appena tornata dal supermercato.  

Cosa le dà fastidio dell’Italia? «Che nel 2009 parliamo di economia e tecnologia ma è difficile discutere di aborto. I miei genitori non ci hanno battezzato, volevano decidessimo noi, mia sorella è atea mentre io tre anni fa mi sono sentita vicina al cattolicesimo e mi sono battezzata. Voglio credere, la fede mi serve. Ma mi devo sentire una peccatrice perché appoggio certe scelte delle donne? No, assolutamente no. Sento argomenti che dovrebbero essere superati, ci si preoccupa della vita che ancora non c’è, ma quando bisogna mandare la gente in guerra, di vita nessuno parla più».

Due anni fa diceva, o sono malinconica o su di giri. E quando sono triste sparisco. Ora con un bambino sarà più difficile… «Sparisco con lui… no, scherzo, non oserei mai. Vero è che quando non sono iperattiva convivo ancora con la malinconia, ma cerco di domarla. Quello con un figlio è un legame per sempre, ed è la prima volta che il “per sempre” è bellissimo e non un peso. Ho capito che l’unico vero uomo nella vita di una donna è un figlio».

Lei ha detto: donne e uomini non si capiranno mai. «E lo penso ancora. C’è un libro che consiglio alle amiche, soprattutto alle più giovani, Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte. Non possiamo vivere uno senza l’altro, però sotto molti aspetti siamo due mondi diversi. Ma va bene così».

Sta preparando un nuovo talk shaw per l’anno prossimo. Conduttrice unica. «Zelig inizierà a gennaio 2010, perché Claudio è impegnato in una fiction, e io farò due film, uno per la tv. Il mio programma, che è preso da un format spagnolo, Noche Ache, è ancora in preparazione. Non è semplice da mettere in piedi, o dai qualcosa di carismatico o cadi nel banale». Paura? «Sempre un po’, ma vivo con l’ingenuità di provare. Mi sono sempre buttata. Se va, bene, sennò che me frega».

FONTE: corriere.it