giovedì 12 febbraio 2009

Lo scanner che «legge» la mente

Misurando la radiazione infrarossa è possibile cogliere, per esempio, la preferenza fra due opzioni

Attraverso la misurazione dell'intensità della radiazione infrarossa assorbita dal tessuto cerebrale è possibile stabilire per esempio, e con un buon grado di sicurezza, le preferenza di una persona tra due bevande. Secondo uno studio dei ricercatori del Bloorview (uno dei più importanti centri per la riabilitazione pediatrica) pubblicato sul Journal of Neural Engineering, lo scanner a infrarossi può funzionare infatti nella lettura del pensiero spontaneo con un'attendibilità dell'80 per cento dei casi. E senza ipotizzare risvolti quasi magici, questo primo passo avanti degli scienziati canadesi può essere cruciale nella cura di bambini con gravi disabilità della parola o con patologie come l'autismo o ancora nel caso di piccoli pazienti paralizzati.

L'ESPERIMENTO – I volontari, rigorosamente adulti, hanno indossato un casco a fibre ottiche che emanava una luce nella corteccia pre-frontale. Successivamente sono state mostrate sullo schermo del computer due bevande differenti, chiedendo a coloro che si sono prestati al test di esprimere una preferenza nella loro mente. I ricercatori hanno poi studiato le reazioni, partendo dal presupposto che a fronte dell'attività del cervello l'ossigeno nel sangue aumenta e, a seconda della concentrazione, assorbe più o meno luce. La risposta a un impulso sgradito può essere soggettiva e alcune persone reagiscono aumentando l'attività cerebrale, altre esattamente al contrario. Una volta osservato, da parte degli studiosi, il modo di reagire di ciascun volontario e istruendo opportunamente il computer, si è potuto stabilire poi la bibita preferita, «sbirciando» nei pensieri dei volontari.

I PARERI - «Si tratta del primo sistema che decodifica naturalmente i pensieri spontanei - spiega Sheena Luu, dell'Università di Toronto – ed è chiaro che costituisce solo una prima tappa nella cura e nel sostegno di alcune patologie, ma si tratta comunque di un risultato importante». Per il momento è impensabile interpretare la mente dei piccoli (e a maggior ragione dei grandi) nella totalità e nel disordine caotico dei pensieri, ma il sistema può trovare applicazioni importanti in situazioni di scelta limitata, riducendo il più possibile gli elementi di contesto.

FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it) 

Il cacciatore di tesori che usa Google Earth

«Ho scoperto una nave piena d'oro». Nessuno gli crede e lui inzia una battaglia legale per poter fare gli scavi

Si chiama Nathan Smith e il suo hobby preferito è scovare i tesori con Google Earth. La sua ultima scoperta? Una nave con un carico del valore di circa tre miliardi di dollari. Secondo il cacciatore, il vascello risale al 1822, periodo della colonizzazione spagnola della zona di Refugio, in Texas. Musicista di professione, il signor Smith trascorre il suo tempo a caccia di reperti storici di grande valore utilizzando il famoso software, accessibile a tutti gli internauti, che consente di esplorare i più remoti angoli del pianeta.  Secondo la sua ricerca- riporta il Telegraph- la nave si trova esattamente nella zona conosciuta come Barkentine Creek, e dopo avere scandagliato l'intera area con una gruppo di esperti e dei metal dector, Smith non ha più nessun dubbio sul "nascondiglio" del suo tesoro. Ricostruita sotto ogni dettaglio la mappa, non resta che inziare a scavare. Ma il vero problema del cacciatore di tesori high-tech è che nessuno gli crede. Il vascello si troverrebbe sepolto sotto un mare di fango e terra all'interno di un ranch, ma i proprietari si rifiutano di lasciar scavare Smith. Così il caso finisce in tribunale. I documenti e le fotografie del luogo del tesoro sono state sequestrate dalla corte, ma Smith durante un'udienza ha detto di essere in grado di fare una "x" sul punto esatto in cui crede si trovi la nave.  I suoi avvocati dicono che il punto cruciale del caso, conosciuto come "Smith contro La Nave abbandonata", è capire se l'area del tesoro sia terra o come canale navigabile. Se si tratta di canale, allora, la legge stabilisce che la prima persona che trova il tesoro può inziare a scavare e mettere le mani sul malloppo. Se si tratta di terra, invece, appartiene alla famiglia proprietaria del ranch. Il caso arriverà in aula il mese prossimo. Ron Walker, avvocato dei proprietari del ranch ha espresso chiaramente la posizione dei suoi clienti a ABC News: «E' offensivo che qualcuno possa andare su Google Earth, scoprire una fortuna e poi chiedere di fare degli scavi in un proprietà privata, senza avere nessuna prova dell'esistenza di un tesoro».  Il signor Smith è stato ispirato dal film con Nicolas Cage "Il mistero dei templari", ma la sua scoperta potrebbe essere reale se si pensa che, non molto distante, un team di archeologi nel 1995 ha riporatato alla luce una nave dell'esploratore francese La Salle.

FONTE: lastampa.it