giovedì 19 febbraio 2009

Acqua allo stato liquido su Marte

Phoenix ha rilevato la presenza di ioni di sodio e magnesio

Grazie alla presenza di sali di perclorato su Marte potrebbe esserci acqua allo stato liquido. Una buona notizia per chi, sul pianeta rosso, cerca forme di vita. Ad annunciare l’inaspettata presenza di questo composto chimico antigelo, il gruppo di ricercatori che lo scorso anno ha analizzato i dati inviati dal lander della Nasa Phoenix. Relativamente presente sulla superficie terrestre, si è scoperto che il perclorato è piuttosto abbondante su Marte e costituisce l’1% del suolo esplorato da Phoenix. Inizialmente si era pensato che microorganismi marziani potevano usare l’agente chimico come cibo, come fanno del resto i microbi sulla Terra. Una possibilità da non escludere, ma per ora appare chiaro che il perclorato su Marte ha un’altra funzione: quella di mantenere allo stato liquido l’acqua.  Purtroppo, le misure fatte da Phoenix non hanno fatto una distinzione di che tipo di perclorati si tratta, ma l’abbondanza di ioni di sodio e magnesio rilevati dal lander, fa pensare che i maggiori candidati siano il perclorato di sodio e di magnesio.  Soluzioni concentrate di questi sali sono in grado di mantenere le sostanze allo stato liquido, rispettivamente fino a temperature di -72 gradi centigradi e di 37 gradi. Questo rende possibile che la presenza di acqua liquida abbia contribuito a forgiare la superficie di Marte così come ci appare ora, malgrado le temperature siano solitamente molto al di sotto dello zero. Sacche di acqua potrebbero conservarsi proprio sotto la superficie, isolata dal terreno soprastante e occasionalmente potrebbe fluire verso l’esterno. «Potrebbe esserci acqua liquida in ogni posto sotto il ghiaccio», ha detto il ricercatore del gruppo Phoenix Nilton Renno della University of Michigan, Ann Arbor che ha aggiunto «Con la presenza dei perclorati è possibile che l’acqua sia nella maggior parte di Marte. Questo spiega i canaloni sulle colline marziane che assomigliano alle caratteristiche formazioni scavate dall’acqua che ci sono sulla Terra, ed oltretutto sembrano essere recenti». L’acqua sciolta dai sali di perclorato si accumula sotto i ghiacciai facendoli muovere e questo spiegherebbe, secondo uno studio di David Fisher del Geological Survey, Canada Ottawa, che sarà presentato a marzo al Lunar and Planetary Science Conference (LPSC) che si terrà a Houston nel Texas, segni di scivolamento di queste masse di ghiaccio dure e rigide sulla calotta settentrionale di Marte. «Il ghiaccio si deforma poco - spiega Fisher - ma si muove sulla cima di questo letto melmoso e mobile». Fisher pensa che acque ricche di perclorato penetrate sotto il ghiacciaio possano, alla fine, colare in profondità attraverso le crepe delle rocce, diventando un’importante fonte di rifornimento che va a ricostituire i serbatoi di acqua che si trovano nel sottosuolo marziano. Quest’acqua periodicamente, nella storia del pianeta rosso, è risalita verso la superficie formando sorgenti di acqua calda e riempiendo canali di antichi fiumi disseccati. La presenza di acqua liquida potrebbe spiegare anche misteriosi schizzi sulle «gambe» di Phoenix, che sono stati rilevati da Renno, analizzando i dati del lander, e che ne parlerà alla conferenza LPSC. Lo scienziato pensa che siano schizzi di acqua, ma altri suoi colleghi optano per giochi di luci sul ghiaccio che, secondo loro, hanno dato l’illusione di comportarsi come se fosse un liquido. Se effettivamente esistono queste sacche di acqua allo stato liquido, ha detto Renno, allora dovremmo pensare che ci sia qualche forma di vita, soprattutto nei posti dove le concentrazioni di perclorato sono meno alte. 

FONTE: lastampa.it