domenica 1 marzo 2009

Al via la missione Kepler alla ricerca di un'altra Terra

L’osservatorio orbitante della Nasa spiccherà il volo da Cape Canaveral a bordo di un razzo Delta II alle 10.48 del 5 marzo. Altre Terre, nascoste nel buio dell’Universo, in orbita intorno ad altre stelle, che verranno ostinatamente cercate per tre anni e mezzo dal potente telescopio installato a bordo 

Alla ricerca di un’altra Terra, è questa la missione di Kepler, l’osservatorio orbitante della Nasa che spiccherà il volo da Cape Canaveral a bordo di un razzo Delta II alle 10.48 del 5 marzo. Il nome attribuito al satellite-osservatorio è rievocativo : quattrocento anni fa, nel 1609 Keplero, l’astronomo polacco affermava, infatti, per la prima volta nell’’”Astronomia Nova”, che le orbite dei pianeti sono ellittiche ponendo le basi delle future “strade”planetarie percorse dai satelliti.

Altre Terre, nascoste nel buio dell’Universo, in orbita intorno ad altre stelle, che verranno ostinatamente cercate per tre anni e mezzo dal potente telescopio installato a bordo di Kepler, di 95 cm di diametro e capace di inquadrare un campo piuttosto grande, pari a 105 gradi quadrati di cielo. Lo strumento può rilevare anche le sorgenti di luce più deboli e l’offuscamento periodico di una stella causato dal passaggio di un pianeta. Le probabilità di trovare pianeti rocciosi potrebbero essere alte, dato che sono almeno centomila le stelle che verranno studiate da Kepler.

”Kepler - ha detto Debra Fisher della San Francisco State University - è una pietra miliare della ricerca astronomica per capire che tipi di pianeti si sono formati intorno alle stelle . Quello che scopriremo sarà usato per studiare l’atmosfera dei grandi esopianeti gassosi visti dal telescopio spaziale Spitzer e con i dati acquisiti sarà possibile fare una statistica dei pianeti che si trovano in zone abitabili in considerazione della loro temperatura e posizione rispetto alla loro stella madre. 

Fino ad ora sono stati individuati direttamente, pochi, e indirettamente quasi 350 pianeti esterni al Sistema Solare e il loro numero è destinato a crescere, grazie a tecniche come l’interferometria ad alta risoluzione che lavora nella banda dell’infrarosso e agli strumenti a bordo dei satelliti, sempre più raffinati in grado di rilevare oggetti lontanissimi o delle dimensioni simili a quelle del nostro pianeta che orbitano intorno ad altri soli.

”Kepler” sembra essere il satellite giusto per riuscire in questa difficile impresa ed oltre a cercare ed osservare piccole Terre, farà un catalogo dei vari tipi di pianeti, gassosi, rocciosi, grandi, piccoli registrandone l’orbita e la posizione rispetto alla loro stella . Ora la Nasa sta preparando un altro satellite ancora più raffinato, il “Terrestrial Finder Planet”, che finirà di fare il lavoro che “Kepler” potrebbe non riuscire a fare.

FONTE: quotidianonet.ilsole24ore.com