giovedì 5 marzo 2009

Luci intelligenti in casa con Aladin

Messo a punto un sistema in grado di regolare automaticamente il livello di illuminazione domestica

Gli effetti di una buona (o cattiva) illuminazione sono noti da tempo. Tanto che esiste anche una disciplina, la foto-terapia, che studia come l’esposizione a fonti di luce influenza il nostro benessere psico-fisico. Proprio in questo filone si inserisce un innovativo progetto finanziato dall’Unione Europea. Si chiama Aladin Project e di recente ha divulgato i risultati della sua prima sperimentazione: una tecnologia in grado di regolare l’illuminazione domestica in base alle nostre attività quotidiane. Ad esempio, più focalizzata ed intensa mentre leggiamo, più soft mentre guardiamo la tv. Il tutto automaticamente, e senza bisogno di intervento umano.

BIOSENSORI – Il sistema utilizza biosensori impiantati sul nostro corpo (sotto forma di guanto) in grado di misurare il battito cardiaco e di rilevare la risposta elettro-dermica (che è più intensa nei momenti di attività e minore quando siamo rilassati). I dati raccolti vengono trasmessi in modalità wireless (senza fili) ad una centralina che regola il livello di illuminazione della stanza in cui ci si trova. E che percepisce anche la presenza o meno di fonti di luce esterne. In questo modo si riesce a calibrare il livello di luminosità in maniera più precisa rispetto alle nostre «sensazioni».

APPLICAZIONI – La prima sperimentazione di Aladin è stata condotta in Austria, Germania e Italia su un campione di cento persone anziane. «Una scarsa illuminazione può accentuare le difficoltà di lettura già presenti in molti individui anziani, ma può anche causare depressione e interrompere i cicli del sonno», spiega Edith Maier, coordinatrice del progetto. I ricercatori pensano anche a possibili applicazioni per migliorare la mobilità in casa, illuminando ad esempio gli ostacoli e i pericoli: «il che potrebbe essere molto utile per chi soffre di demenza e si ritrova facilmente disorientato». In futuro, la tecnologia potrà essere estesa anche ad altri ambiti. Primo fra tutti l’ufficio, dove una corretta regolazione della luce può favorire la concentrazione e la produttività.

COSTI – Dopo i buoni riscontri dei primi test, diversi produttori stanno pensando di integrare questa tecnologia nei sistemi già utilizzati negli ospedali e nelle case di cure. Al momento, comunque, i costi non sono alla portata del pensionato medio: installare il prototipo costa tra i 10 mila e i 12 mila euro. Ma in futuro, sfruttando le economie di scala, questa cifra potrebbe scendere anche a 5 mila euro.

FONTE: Nicola Bruno (corriere.it)