giovedì 12 marzo 2009

La Cina si prepara a lanciare una mini stazione spaziale

Le autorità hanno confermato il piano per la messa in orbita nel 2011

Il 2011 sarà un’annata doc per lo spazio cinese. Pechino compirà un balzo notevole realizzando il primo passo per arrivare alla prima stazione spaziale del Celeste Impero. Numerose voci avevano anticipato il nuovo grande passo ma ora Ling Xiaohong, vicepresidente della China Academy of Launch Vehicle Technology e Wang Yongzhi membro della Political Consultative Conference hanno confermato il piano attualmente già in corso. Alla fine del 2010 sarà lanciato un veicolo automatico (quindi senza uomini a bordo), in pratica il modulo abitabile solitamente agganciato alla navicella Shenzhou che ospita i taikonauti. Una volta in orbita sarà lanciata nel 2011 la capsula Shenzhou-8 anch’essa senza passeggeri a bordo e i due veicoli si agganceranno assieme comandati da terra. Se l’aggancio riuscirà allora partirà , sempre nel 2011, la navicella Shenzhou-9 con tre taikonauti e che raggiungerà la coppia di veicoli disabitati già intorno alla Terra, unendosi a loro. In questo modo si collauderanno per la prima volta da parte cinese le tecniche di rendez-vous e aggancio orbitale e se tutto funzionerà a dovere Pechino assemblerà così un nucleo ristretto ma significativo di una base orbitale.

STAZIONE SPAZIALE - E sarà un esercizio importante perché Pechino, se il test non presenterà ostacoli, intende poi procedere con una vera stazione spaziale più grande e capace di restare intorno alla Terra per diversi anni, sfidando, in un certo senso, la stazione spaziale internazionale che entro il 2010 sarà completata da parte di Usa, Russia, Giappone, Europa e Canada. Per la missione si selezioneranno tre fortunati fra i 14 taikonauti che oggi compongono la squadra spaziale. Presto ci sarà anche un nuovo reclutamento che includerà pure una donna la quale, però, volerà nel cosmo dopo il 2011. Solo nel 2003 la Cina ha lanciato il suo primo taikonauta Yang Liwei a bordo di Shenzhou-5. Da allora la corsa si è accelerata con l’obiettivo di arrivare sulla Luna dopo il 2020. Giovanni Caprara

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)