venerdì 20 marzo 2009

Scoperta una molecola per combattere la tubercolosi

Colpisce la "macchina" che costruisce i tubercoli

Un gruppo internazionale di scienziati, tra cui italiani dell’Università degli Studi di Pavia (G. Manina; M.R. Pasca; S. Buroni; A.P. Lucarelli; A. Milano; E. De Rossi; G. Riccardi), ha scoperto una molecola in grado di bloccare il batterio della tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis), prima che questi riesca a crearsi intorno quelle strutture solide o «tubercoli», noduli granulomatosi composti da tessuto connettivo, macrofagi e linfociti. Un principio attivo per un nuovo farmaco che potrà combattere efficacemente epidemie di tubercolosi, che si trasmette per contagio tra uomini e per via aerea. La tubercolosi è una malattia che attualmente sta interessando nuovamente la salute pubblica di molti paesi, soprattutto in Africa, per via della continua apparizione di nuovi ceppi resistenti agli antibiotici ed è strettamente associata alla povertà, alle condizioni igieniche e all’infezione dell’HIV. I ricercatori, coordinati da Vadim Makarov (e colleghi) del A.N. Bakh Institute of Biochemistry, RAS di Mosca, Russia hanno individuato un composto che uccide sia le cellule infettate dal batterio messe in coltura, sia quelle iniettate nei topolini. L’uso dello zolfo nei farmaci contro la tubercolosi, riferiscono su Science gli scienziati, è insolitamente comune, così hanno cominciato a sintetizzare una serie sostanze chimiche contenenti zolfo , chiamate eterocicli e a testare la loro efficacia contro batteri e funghi. Hanno, poi, ristretto la loro ricerca ad una classe di sostanze chiamate nitro-benzotiazinoni (BTZ), che si erano mostrati molto potenti contro i micobatteri e successivamente hanno isolato, in questa classe di sostanze, una molecola particolare, BTZ043, che si è rivelata particolarmente promettente per contrastare l’infezione. Infatti, in test di laboratorio la nuova molecola, quando è stata usata in concentrazioni comparabili a quelle contenute nei maggiori farmaci utilizzati contro la tubercolosi, è riuscita ad uccidere M.tuberculosis; e si è rivelata altrettanto efficace nel ridurre i livelli batterici nei polmoni e nella milza dei topolini infettati precedentemente. Dopo un mese, si è visto che gli effetti collaterali sono stati nulli. BTZ043 va a colpire un target preciso, dicono i ricercatori: un componente chiave della terribile macchina molecolare che serve al batterio per costruire la «capsula» di cellule di cui si circonda e che non aveva mai costituito un obiettivo negli altri farmaci sviluppati prima per combattere la malattia. 

FONTE: lastampa.it