lunedì 30 marzo 2009

L'Università che laurea in Facebook

Il corso di Birmingham scandalizza i puristi. E gli studenti gelano i docenti: «Tutte cose che sappiamo benissimo»

Costerà circa 4000 sterline e inizierà ufficialmente solo dal prossimo anno accademico, ma il corso di laurea in social network fa già discutere. Promotrice dell’iniziativa è un’università di Birmingham, che, spiega, considera i nuovi media assolutamente indispensabili per insegnare marketing e comunicazione. Il ciclo di lezioni, che sarà curato dal professor Hickman, è stato lanciato in perfetto stile 2.0: sul sito dell’ateneo, infatti, è comparso da qualche giorno il video che ne illustra i vantaggi e le potenzialità. «Non è un corso per sfigati o maniaci del computer- spiega Hickman al Daily Telegraph- gli strumenti usati in questo corso saranno accessibili alla maggior parte della gente». Fra le lezioni previste, anche quelle dedicate alla costruzione dei podcast e al settaggio dei blog. «Durante il corso- prosegue il docente- prenderemo in considerazione ciò che la gente può fare usando Facebook e Twitter, e come questo possa essere usato nella comunicazione e nel marketing». I puristi dello stile inglese, ovviamente, storcono il naso. Ma il professor Hickman gongola. Soprattutto perché, sostiene, Facebook verrà insegnato con la stessa serietà applicata alle altre materie, e perché il corso ha ricevuto il via libera dalle autorità competenti. Insomma: rispetta gli standard. «Le lezioni comprenderanno ricerche ed approfondimenti, criteri fondamentali. E’ un corso nuovo, ma la sua importanza è fuori discussione».  In realtà, sostengono in molti, di un nuovo approfondimento sui social media non si sentiva la mancanza. Facebook e gli altri siti 2.0, in questi giorni, sono sulle pagine di tutti i giornali. E i media che sono più facilmente gestibili sono stati superati dai nuovi esperimenti dei no global che preparano le sfilate anti-G20. «Gli organizzatori delle proteste - ha detto Stephenson, capo della polizia londinese- non solo stanno usando social network tradizionali, come Facebook, per mobilitare i loro sostenitori, ma ne hanno creati altri ex novo». Il corso dell’università di Birmingham, quindi, potrebbe nascere già vecchio, sorpassato dal popolo dei duri e puri del Web. I vertici dell’ateneo non la pensano allo stesso modo. Ma gli studenti sono scettici. «Praticamente tutti i contenuti del corso sono così semplici da poterli imparare da soli» dice Jamie Waterman, 20 anni. «Nella realtà, tutte queste cose, la gente le conosce già. Penso che sia solo uno spreco di risorse». 

FONTE: lastampa.it