martedì 31 marzo 2009

A Cartoons on the bay torna Minivip, l'omino mascherato di Bruno Bozzetto

Dopo quarant’anni torna Minivip, il buffo omino mascherato e in aderente tutina rossa, imbranato protagonista di Vip, mio fratello superuomo, il cartoon del 1968 firmato da Bruno Bozzetto, graffiante satira e parodia della fantascienza e dei superuomini made in Usa. Sarà tra i protagonisti di Cartoons on the bay, il Festival internazionale dell’ animazione televisiva e multimediale, organizzato da Rai Trade in collaborazione con Rai Fiction, che si svolgerà a Rapallo, Portofino e S. Margherita Ligure dal 2 al 5 aprile. Minivip è l’eroe di una nuova serie animata, Psicovip, diretta sempre da Bruno Bozzetto, classe 1938, che si conferma ancora una volta come l’essenza del cinema d’animazione e dell’umorismo senza età. Minivip ha sempre un fratellone, Supervip, tutto muscoli, grande come un armadio ma con poco cervello, che in pratica fa di professione il superuomo. E’ per questa ingombrante presenza che il suo fratellino è complessato e frustrato. Così tanto da ricorrere a uno psicanalista, Doc, che, da come si presenta è tutto un programma: una lunga chioma di capelli viola, occhialoni fondi di bottiglia, giacca a quadrettoni, calzoni corti. Insomma, anche lui è un pazzoide che dà al suo sfigato paziente consigli a dir poco squinternati e bislacchi, come mangia più patate, o bevi più latte. Inutile dire che Minivip resta sempre nelle stesse condizioni. Del resto che vi aspettate da uno psicanalista che una volta gira sui pattini a rotelle, un’altra si fa venire la fissa dello yoga. «Ecco perché ho chiamato la serie Psicovip», spiega Bruno Bozzetto. Comunque, sono passati quarant’anni e le cose sono cambiate. Stavolta i cartoni animati sono in 3D, anziché in 2D, come ormai vuole la nuova tecnologia nel mondo dell’animazione. «E Minivip è più moderno, attuale, legato alle situazioni dei giorni nostri», dice ancora il cartoonist. Ma resta fedele alle sue prime caratteristiche. Per esempio, con quei suoi occhialini neri dalla grande montatura somiglia sempre a Woody Allen. «E’ vero - conferma l’autore - Minivip è apparso nel mio lungometraggio del 1968 quando Woody Allen debuttava nei suoi primi film e iniziava a essere conosciuto. C’è molto di lui nel mio ometto. Anche lui è imbranato, goffo, timido, pieno di complessi e tic». Ma per il resto, Bozzetto dimostra di essere innovativo, aperto alle soluzioni più moderne. Sempre sulla breccia, uno dei più grandi registi e autori dell’animazione italiana e internazionale, nomination all’Oscar nel 1990 per Cavallette, Orso d’oro al Festival di Berlino per Mister Tao (1989), film di culto come West and Soda e Allegro non troppo, personaggi famosi come “Il signor Rossi”. «A differenza di tante tra le mie opere basate su gag, in Psicovip ho dato tantissimo spazio ai dialoghi e alle battute, dall’inizio alla fine, come una sit-com». La serie, 26 episodi di 4 minuti ciascuno, è stata prodotta da Maga Animation Studio di Monza e da Rai Fiction e viene presentata in concorso nella categoria Young adults del Festival di Cartoons on the bay, diretto da Roberto Genovesi. «Il progetto originale era quello di realizzare un film», dice Bruno Bozzetto. «In effetti ho scritto il copione per un lungometraggio, che è una cosa diversa dalla serie televisiva. Più adatta a un pubblico adulto. Ma non ci sono produttori, nessuno vuole rischiare grosse somme. E quindi, per il momento rinuncio, sia pure a malincuore. Forse lo adatterò per la televisione, ne farò uno special di un’ora. Sarà una storia di fantascienza, sul futuro della Terra, e tratterà temi ecologisti e ambientalisti, sempre con Minivip e Supervip. E’ chiaro che nella serie tv ho dovuto adattare il copione a un pubblico di ragazzini, evitando situazioni “scabrose” o troppo audaci, con battute salaci, magari a doppio senso». Ma il divertimento è assicurato. In diversi episodi, Minivip va dallo psicanalista che dovrebbe aiutarlo a risolvere i suoi problemi e decifrare i suoi sogni o incubi. Ma i risultati sono proprio scarsi, come abbiamo visto. In altri, l’ometto pieno di complessi fa di tutto per trovarsi nei guai, rimediando insuccessi e figuracce. Sarà perfino rapito dagli alieni e portato via su un disco volante, dove deve essere sottoposto a una serie di analisi ed esperimenti scientifici. Ma si tratta di un errore: gli alieni lo hanno scambiato per il fratello (era quest’ultimo che gli extraterrestri volevano studiare) e quindi lo sbattono via senza tanti complimenti. A proposito d’attualità, vale la pena ricordare che Vip, mio fratello superuomo, ottima visione minimalista dei supereroi americani, precede di quasi 40 anni (e con molti milioni di dollari in meno) il film a cartoni animati Gli incredibili della Disney e della Pixar di John Lasseter. «La Pixar lo ricorda nel suo film e continua a chiedermi le mie opere, anche quelle più recenti», ha ricordato Bozzetto. E non a caso l’autore è stato invitato a realizzare Bruno the great, una serie animata di 20 episodi per la Walt Disney Television Italia che è andata in onda su Disney Channel ed è destinata a tutti i Disney Channel del mondo.

FONTE: Renato Gaita (ilmessaggero.it)