mercoledì 22 aprile 2009

34.7°N, 85.7°E: è il luogo più inaccessibile

Realizzata la mappa delle aree più e meno raggiungibili del mondo. Per l'Italia in cima alla lista c'è il Monte Rosa

Il luogo più inaccessibile del mondo si trova sull'altipiano del Tibet. Non ha un nome ma, se proprio volete raggiungerlo, potete inserire le seguenti coordinate sul vostro navigatore satellitare: 34.7°N, 85.7°E. Dopodiché preparatevi a un lungo viaggio. Da Lhasa o Korla, gli agglomerati più vicini sufficientemente abitati da meritarsi il nome di città, ci vogliono tre settimane. Per la precisione, un giorno di macchina e venti a piedi in un percorso che l'altitudine (5.200 metri) e un terreno non propriamente liscio sconsigliano ai viaggiatori inesperti o poco in forma. Nel caso siate temerari, buona fortuna. Se invece non avete velleità da turisti estremi, potete divertirvi a trovare altri luoghi egualmente difficili da raggiungeresulle mappe messe a punto dai ricercatori del Joint Research Center dell'Unione europea che valutano, appunto, l'accessibilità delle varie aree della terra.

ADDIO ISOLAMENTO - Gli scienziati del centro (che ha sede in Italia, a Ispra in provincia di Varese) hanno infatti elaborato una serie di cartine geografiche che danno un'idea di quanto siano remoti i differenti luoghi del globo sulla base di un concetto molto semplice: quanto ci vuole ad arrivarci a partire dalla più vicina città di almeno 50 mila abitanti? Pubblicate sul World Development Report 2009 della Banca Mondiale e riprese dal «New Scientist», queste rappresentazioni visuali offrono una prospettiva che non stupisce: nel nostro mondo globalizzato di selvaggio e misterioso resta poco. Per esempio, ci dicono le cartine, meno del 10 per cento delle aree del mondo si trova a più di 48 ore di viaggio via terra dalla città più prossima. Due giorni, insomma e addio sudato isolamento. Ma per gli amanti della solitudine le brutte notizie non sono finite qui. Anche i luoghi solitamente ritenuti più inaccessibili non lo sono più così tanto. In Amazzonia, per esempio, l'estesa rete fluviale e il crescente numero di strade ha ridotto al 20 per cento la superficie che dista più di due giornate dal centro urbano più vicino. Tanto vale, se progettate un viaggio lontano dalla civiltà, andare in Quebec, il cui territorio, dal punto di vista dell'accessibilità, offre una proporzione simile e anche meno zanzare. Nel complesso, più di metà della popolazione mondiale vive a meno di un'ora da una città. «L'aspetto più drammatico di questa mappa è che rivela quante poche zone del mondo possono ancora essere considerate remote» ci racconta Andrew Nelson, uno degli autori delle mappe.

INACCESSIBILITÀ TRICOLORE - E l'Italia? Secondo la metodologia impiegata, il luogo più inaccessibile sarebbe il Monte Rosa, seguito dal Monte Cevedale nel Parco nazionale dello Stelvio e il Cozzo del Pelegrino montagna del Parco nazionale del Pollino in Calabria. Tuttavia, spiega ancora Nelson: «La cartina è stata fatta per un'analisi globale e questa top 3 italiana deve essere presa con un po' di cautela. Probabilmente il Club alpino italiano ha informazioni migliori per trovare le zone più remote dell'Italia!».

UNO SGUARDO D'INSIEME – Un'occhiata veloce alla cartina generale rivela che le grandi aree con una più spiccata tendenza a essere inaccessibili sono l'Africa sahariana, le regioni artiche, le zone himalayane e l'Amazzonia. Ma come è stata calcolato l'accessibilità di un luogo? I ricercatori hanno costruito un modello che calcola il tempo necessario a partire da un determinato luogo per raggiungere, via terra o via acqua, la più vicina città di almeno 50mila abitanti. Gli scienziati hanno stabilito che per percorrere un chilometro di strada in auto ci vogliano in media da 30 secondi a 6 minuti a seconda delle condizioni del suolo), in treno 1 minuto e mezzo, esattamente come via mare; i minuti diventano 3 se si sceglie la navigazione via fiume. Per quanto riguarda il tempo di percorrenza a piedi, dipende dal tipo di superficie. Si va dai 60 minuti a chilometro per le foreste ai 24 minuti di aree desertiche fino ai 48 minuti di neve e ghiaccio. Tra i fattori tenuti in conto per determinare l'accessibilità di un luogo ci sono anche l'altitudine, la presenza di un confine e la pendenza.

FONTE: Raffaele Mastrolonardo (corriere.it)