mercoledì 15 luglio 2009

"Wine dating", degustare diventa un gioco di seduzione


Un percorso attraverso i cinque differenti vini per una conoscenza multisensoriale del partner

Dopo Parigi, New York e Londra adesso anche in Italia si conosce e si conquista il partner grazie al vino. Una moda ma soprattutto un gioco che manda in pensione il superato «speed dating» ottenendo successo in ogni parte del pianeta. Dopo aver spopolato a Parigi, New York, Dublino, Montreal e Miami arriva in Italia il «Wine Dating», il gioco di seduzione più cool della prossima stagione, dove il vino diventa il modo per scoprire, conoscere e conquistare l’altro. Un incontro al buio o un aperitivo con il/la partner di una vita in cui il «nettare» diventa il catalizzatore di energia seduttiva, attraverso una particolare degustazione di coppia, mirata alla sensibilizzazione dei cinque sensi. Il wine dating nasce a Parigi grazie ad un giovane sommelier Olivier Magny, diventato in pochissimo tempo uno dei più famosi al mondo, ma arriva in Italia e trova forza e sviluppo grazie a due giovani imprenditori del vino, Riccardo e Carlotta Pasqua, terza generazione di Pasqua Vigneti e Cantine, eno-famiglia veneta le cui bottiglie ed etichette sono presenti in oltre 40 paesi. I «trentenni del vino», così come sono stati definiti da diversi media internazionali, hanno addirittura creato una linea di 5 vini, «Setteventiquattro», ideali per fare il Wine Dating e hanno collaborato attivamente con Olivier per lo sviluppo di questo gioco in altri paesi del Mondo. «Il vino ha bisogno di essere democratizzato - affermano Riccardo e Carlotta Pasqua, rispettivamente export manager Nord America e responsabile delle relazioni esterne dell’azienda Pasqua - posizionandolo in contenitori nuovi come appunto i locali o il mondo dell’aperitivo. Dobbiamo dare un’immagine più giovane del vino così come accade in altri paesi. Proprio per questo abbiamo voluto essere i creatori e organizzatori del primo Wine Dating, ma soprattutto i creatori di una nuova linea di vino Setteventiquattro, pensata per il mondo dell’aperitivo e per i locali notturni, a tutt’oggi in Italia senza una cultura del vino». «Un gioco - sottolineano - come questo può avvicinare tanta gente al vino, insegnandone ad apprezzare il sapore, avvicinandola al modo in cui va bevuto, alla degustazione e perchè no offrendo anche il vantaggio di conquistare un ragazzo o una ragazza ed è per questo che partendo dal Lotvs di Milano e dal Phi Beach in Costa Smeralda abbiamo deciso di introdurlo in Italia». Il Wine Dating è così diventato in pochissimi mesi un vero fenomeno planetario. In pochissimo tempo anche diversi esperti delle più svariate discipline, dalla psicologia alla sessuologia, dalla sociologia alle scienze dell’alimentazione, lo hanno fatto diventare oggetto di studio per i loro studenti e per i loro ricercatori. Ma soprattutto è diventato una vera e propria «firma» di Olivier Magny, che con la sua società, «O Chateau», ha infatti lanciato in Francia il Wine Dating, trasformandolo in uno degli appuntamenti più cool di Parigi, un successo che lo ha reso uno dei personaggi più contesi negli eventi più importanti. Ma come si svolge il Wine Dating? Di fatto, si tratta di un vero e proprio gioco condotto da un sommelier, dove i partecipanti vengono divisi in coppie e prendono parte ad un percorso con una sequenza di cinque vini, che vengono abbinati ciascuno ad uno dei cinque sensi. Così, mentre si inizia la degustazione, i partecipanti «imparano» a conoscere e conquistare la persona che gli sta di fronte, scoprendo se esiste un feeling e quali sono gli aspetti da cui sono maggiormente attratti. Un meccanismo di conoscenza multisensoriale, insomma, che parte dal «tatto», un senso che viene risvegliato dallo sfiorare un calice ghiacciato di spumante e dal contatto delle dita dei due partecipanti che si passano a vicenda il bicchiere. Il sommelier prosegue il percorso attraverso «l’udito»: le bollicine decise di un Pinot Chardonnay suggeriscono l’importanza del tono della voce, ma anche quanto sia fondamentale, nel gioco della conquista, l’ascoltare.

FONTE: lastampa.it