martedì 28 luglio 2009

Il vino rosso aumenta il desiderio sessuale nelle donne

Uno studio suggerisce che un po' di vino rosso aumenta la libido femminile

Del fatto che il vino rosso faccia bene per diversi motivi e che protegga dalle malattie cardiovascolari ne hanno già parlato in molti. Oggi, la notizia è che per la donna potrebbe avere anche risvolti un po' più piccanti. Uno studio condotto dall'Università di Firenze suggerisce che sono sufficienti uno o due bicchieri di vino rosso per aumentare il flusso di sangue in "certe" zone del corpo aumentando l'appetito sessuale delle donne. La ricerca è stata condotta coinvolgendo 800 donne sane di età compresa tra i 18 e i 50 anni. Le partecipanti sono state suddivise in tre gruppi: un primo gruppo che ha assunto uno o due bicchieri di vino rosso al giorno; un secondo gruppo che ha bevuto meno di un bicchiere al giorno di qualsiasi tipo di vino o alcolico e infine un terzo gruppo che non ha assunto alcolici. Per evitare di contaminare i dati raccolti, le donne che bevevano più bicchieri di vino al giorno sono state escluse dalla raccolta. Durante il periodo della ricerca le donne sono state invitate a compilare un questionario sulla funzione sessuale. Le partecipanti dovevano rispondere a 19 domande a cui potevano assegnare un punteggio da 0 a 36, dove un numero più alto significava una migliore funzione sessuale. Nel complesso, la media dei voti è stata di 27,3 per il primo gruppo (quelle che bevevano uno o due bicchieri di vino rosso al giorno), 25,9 per il secondo gruppo e 24,4 per il terzo gruppo. I risultati, affermano i ricercatori, mostrano che le donne che hanno assunto uno o due bicchieri al giorno di vino rosso hanno avuto un aumento del livello di desiderio sessuale e che questo è stato maggiore che non quello delle donne appartenenti agli altri due gruppi. Tuttavia, ricordano gli scienziati, questi dati devono essere interpretati con cautela anche se suggeriscono un potenziale rapporto tra il consumo di vino rosso e una migliore sessualità.
Lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Sexual Medicine".

FONTE: Luigi Mondo & Stefania Del Principe (lastampa.it)