venerdì 31 luglio 2009

I disco-charter, la nuova febbre del sabato sera


Le vacanze degli appassionati di hardcore. Olanda, Belgio e Germania le mete più battute dalle compagnie low cost

Partenza all’alba da città e cittadelle di provincia e arrivo in aeroporto in mattinata. Ovviamente bagaglio a mano e soluzione ticketless. Un’ora e mezza di volo e atterraggio in Olanda, Belgio o Germania per una toccata e fuga in discoteca. Doppio giro delle lancette dell’orologio e il percorso riparte al contrario, tra decolli e autostrade. Ecco il tragitto dei pendolari dell’hardcore, che un sabato al mese si ammassano negli scali dei low cost, Orio al Serio su tutti, e si imbarcano per una nottata in Europa. Allergici al localino sotto casa e stufi delle discoteche nostrane, si organizzano per tempo, acciuffano l’offerta migliore e volano all’estero per ballare tutta la notte. Luca Spaggiari, 22 anni, studente di ingegneria ambientale, una volta al mese parte da Cerese di Virgilio, nel mantovano, si imbarca a Bergamo e atterra ovunque ci sia un grosso evento di hardcore. «Su internet ci informiamo sulle serate - spiega - e poi prenotiamo l’aereo per qualche decina di euro». Gli orari sembrano fatti apposta per questi blitz del divertimento. Partenza verso le 10-11, arrivo a mezzogiorno, un pomeriggio intero di turismo e poi a ballare, dalle 20 fino alle 8 della domenica. «Un paio d’ore per fare colazione e di nuovo in aeroporto verso l’Italia, senza nemmeno spendere i soldi per l’ostello», racconta Luca, che fa il «pendolare» da 5 mesi. Tre volte in Olanda (Den Bosh, Amsterdam e Eersel), una in Belgio (Gent) e la prossima il 29 agosto a Oberhauser, in Germania. I motivi per «emigrare» non mancano. «Siamo appassionati di hardcore e hardstyle, generi molto in voga nei Paesi del nord. In Italia ci sono solo due locali, il Florida e il Number One, nel bresciano. Ma da noi l’atmosfera è diversa, l’acustica è spesso scadente, gira molta droga e scattano risse di continuo», racconta Luca. Un clima che ha fatto «scappare» molti aficionados. Come Federica Inocco, 23 anni, di Biella, e Enrico Montecaggi, anche lui 23 anni, di Udine. Si sono conosciuti tutti in aeroporto e, come altre decine di fedeli dell’hardcore, preferiscono concedersi una 24 ore di divertimento in Europa piuttosto che qualche serata in più in Italia: «In Olanda organizzano eventi giganteschi, con fuochi d’artificio, multisala con tanti dj che spaziano dalla trance al jam style - spiega Federica, che lavora come cameriera in una vineria -. Io “espatrio” da un anno e mezzo. Lassù non c’è gente strafatta, nessuna rissa. E poi non costa nemmeno tanto. Gli eventi - calcola - si aggirano sui 40-60 euro. Poi ci aggiungi l’aereo e un pranzo-cena-colazione economici. Insomma, con 200 euro ti fai una gran serata. Certo, in Italia ne spenderesti 35 e 25, ma è un altro mondo. L’Olanda è la culla della nostra musica», oltre che la patria del suo inventore, Paul Elstak, e di dj Zany. E poi andare a ballare in aereo ha i suoi vantaggi. Niente macchina, nessun etilometro in agguato e il tempo di smaltire tutti i drink per la mattina dopo, quando si risale in macchina per tornare a dormire a casa. L’area dell’evento («I più famosi li organizza la Q-dance», spiega Federica) cambia di volta in volta, da enormi hangar dismessi a capannoni sulla spiaggia. Enrico, studente di informatica, sta mettendo da parte i soldi per il prossimo volo: «Faccio vari lavoretti, un po’ l’operaio un po’ l’animatore in discoteca. Ne vale la pena perché lassù organizzano serate strepitose, anche con 30mila persone, come al Defqon». Tra loro anche centinaia di globetrotter italiani dell’hardcore, soprattutto del nord e di Roma, pronti a volare all’estero per 24 ore di divertimento.

FONTE: Elisabetta Pagani (lastampa.it)