giovedì 13 agosto 2009

La rivincita dei mancini


Oggi, una giornata interamente dedicata a loro, alla scoperta dei vantaggi e disagi dell'essere «diversi»
Penalizzati e contrastati per decenni, oggi il «popolo della mano sinistra» ha finalmente la sua rivincita. Con tanto di giornata internazionale che si celebra oggi in tutto il mondo. L’idea fu lanciata la prima volta nel 1976, con l’obiettivo di trasformare la giornata del 13 agosto in un’occasione per portare sotto gli occhi di tutti i disagi, ma anche i vantaggi, dell’essere mancini. più ricchi, almeno per quanta riguarda i maschi. Vantano fra di loro nomi di assoluto prestigio in ogni campo: da Napoleone ad Obama, da Maradona a Marilyn Monroe. Fra di loro forse il più noto era un genio assoluto: Leonardo da Vinci. Forse per questo sono stati anche oggetto di curiosità. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi effettuati per dare risposte a chi nasce mancino, a chi scrive o calcia un pallone con la sinistra. Un esercito di uomini e donne pari al 10% della popolazione (con un’incidenza triplicata negli ultimi decenni) che la scienza non ha mai smesso di studiare. Elaborando teorie spesso originali. Secondo due studi, uno inglese e uno irlandese, i mancini se da piccoli hanno qualche defaillances a scuola, crescendo avranno la loro rivincita. Da adulti, infatti, sono persone più ricche e di successo rispetto ai destri. Un vantaggio che però vale solo per i maschi. I ricercatori dell’università di Bristol e dell’Imperial College di Londra hanno seguito 12 mila bambini, dalla nascita ai 14 anni, scoprendo che i mancini sono ’indietrò, rispetto ai coetanei che usano la mano destra, all’inizio della scuola e nei risultati ottenuti ai test fra gli 11 e i 14 anni. Poi, però, comincia lenta, ma inesorabile la rimonta. Almeno secondo l’altra ricerca, condotta dagli specialisti dell’University College di Dublino, che hanno studiato 18 mila uomini e donne sui 30 anni. Ebbene, i mancini guadagnano circa il 5% in più all’anno, 1.112 sterline extra. A beneficiare di buste paga più pesanti e di un maggior successo sono però solo i maschi. Le donne non hanno alcun vantaggio e anzi, secondo i due studi, guadagnano il 4% in meno rispetto alle coetanee destrimani. «Nascere mancini in un mondo in cui tutti usano la destra, e dunque fatto su misura per loro - commentando i ricercatori - può creare difficoltà all’inizio. Ma una volta che ci si è adattati, si ha una marcia in più e maggiore creatività. Il corpo calloso, l'«autostrada» che aiuta i due emisferi del cervello a comunicare, è più larga negli uomini mancini e questo potrebbe contribuire al loro successo». Ma mancini si nasce o si diventa? A rispondere è uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society London B, secondo cui la «laterizzazione», ovvero la preferenza biologica per una direzione o per l’altra, sarebbe conseguenza delle pressioni sociali e non solo dei processi genetici o evolutivi. E dunque all’origine del mancinismo ci sarebbero più probabilmente dalle pressioni dovute alla selezione sociale che i semplici mutamenti evolutivi o genetici. «Da tempo si sa che i due lati del cervello - spiegano gli scienziati - svolgono funzioni differenti: l’emisfero sinistro controlla il linguaggio e quello destro le funzioni visive-spaziali. Gli scienziati hanno stabilito che l’asimmetria del cervello consente di lavorare in modo più efficiente. Una delle conseguenze è la laterizzazione, l’uso preferenziale di un arto o di un occhio, che si trova non solo negli uomini ma nella maggior parte dei vertebrati, pesci compresi. Un’altra ricerca ha invece indagato sul carattere dei mancini, scoprendo che sono più inibiti nei comportamenti rispetto ai destrimani. I volontari coinvolti nello studio, condotto presso l’università Abertay University di Dundee, in Scozia, hanno partecipato ad un test che misurava l’impulsività e l’autocontrollo. Ebbene, i risultati hanno mostrato che le persone mancine erano più soggette agli stati d’ansia, timidezza o imbarazzo nel fare o dire ciò che vogliono realmente. E ancora, secondo uno studio britannico, i mancini hanno un rischio doppio di soffrire di malattie intestinali rispetto ai destrimani. Già precedenti ricerche avevano rilevato curiose associazioni tra i mancini e alcune malattie di origine autoimmune, come l’asma, l’emicrania, il diabete, l’autismo e i disturbi dell’apprendimento. Ora il mancinismo viene associato anche a «infiammazioni intestinali». E la causa potrebbe risiedere in una matrice genetica e o in fattori ambientali che agiscono nell’infanzia o da una combinazione di entrambi i fattori«. Un’altra spiegazione, seppur controversa e non accettata da tutti i ricercatori, chiama in causa la quantità di testosterone a cui vengono esposti i feti nel grembo materno, che influenzerebbe il sistema immunitario e provocherebbe il mancinismo.

FONTE: lastampa.it